Calcio

Gianni Infantino e la Superlega, spunta una nuova polemica

Secondo il Guardian, nel 2021 la FIFA avrebbe trattato un accordo di almeno dodici anni con il progetto che il suo presidente diceva pubblicamente di respingere
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Red. Online
06.08.2026 15:02

Non bastava la bufera sui diritti commerciali del Mondiale da cedere a investitori privati. Un progetto nel frattempo tramontato e per il quale il presidente della FIFA si è scusato. Su Gianni Infantino si è abbattuta ieri una seconda ondata, che riguarda un dossier apparentemente archiviato: la Superlega europea.

Il Guardian, infatti, sostiene che la FIFA, all'epoca del progetto lanciato nell'aprile del 2021, fosse tutt'altro che estranea all'operazione. Esisterebbe anzi una bozza di accordo che prevedeva un partenariato «di almeno dodici anni» fra la Federazione mondiale e la nuova lega, con la creazione di una società comune e la gestione dell'area commerciale affidata alla FIFA. In cambio del proprio marchio, Zurigo avrebbe ottenuto una «partecipazione privilegiata»: voce in capitolo sul format, sul calendario, sulla ripartizione dei fondi di solidarietà e sulla nomina dell'amministratore delegato della competizione.

Il documento andrebbe oltre. Sempre su impulso di Infantino, la FIFA avrebbe valutato di trasformare il Mondiale per club in un appuntamento annuale, un torneo di tre settimane agganciato alla Superlega, facendo approvare la riforma soltanto dagli organi interni, dove il presidente non incontra opposizione, e tagliando fuori le Federazioni nazionali.

Il contrasto con le parole pronunciate, se le indiscrezioni trovassero conferma, è netto. Al congresso UEFA di Montreux, Infantino aveva dichiarato davanti ai delegati che la FIFA respingeva fermamente la creazione della Superlega. Secondo fonti interne citate dal Guardian, il vallesano avrebbe assicurato ai suoi interlocutori di non voler entrare in rotta di collisione con le altre istituzioni del calcio, UEFA in testa. La bozza racconta un'altra storia.

C'è anche un filo che lega i due dossier finiti sotto accusa: JP Morgan. La banca americana, coinvolta oggi nell'ipotesi di apertura del Mondiale ai capitali privati, nel 2021 era pronta a mettere quattro miliardi di euro direttamente nelle casse dei club fondatori. Il progetto naufragò in pochi giorni, travolto dalle proteste dei tifosi, soprattutto in Inghilterra, e in piena pandemia, oltre che dall'opposizione di Federazioni e sponsor, in nome del merito sportivo.

Le rivelazioni arrivano nel momento peggiore. Mercoledì, al complesso Mohammed VI vicino a Rabat, la FIFA aveva chiuso una riunione di crisi ribadendo il pieno sostegno al suo presidente e annunciando la linea dura: «Non tollereremo attacchi alla nostra integrità e prenderemo tutte le misure necessarie per difendere la nostra reputazione».

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