Ibrahimovic agli USA: «La prossima volta chiamatelo football, non soccer»

«US is out. So your American dream is over. Next time call it football, not soccer, okay?». È con queste parole che Zlatan Ibrahimovic saluta il Mondiale della squadra di casa, che ha perso 4-1 con il Belgio. Una sconfitta che è anche una doccia gelata per gli USA e che inevitabilmente mette la parola fine al Mondiale di Balogun, ma non al «caso» che lo riguarda. E che ha coinvolto anche Ibra.
«Gli Stati Uniti sono fuori. Il sogno americano è finito. La prossima volta chiamalo “football”, non “soccer”, ok?». Già. Zlatan Ibrahimović, ingaggiato da DoorDash come volto di una campagna promozionale legata ai Mondiali, lo dice serio, sguardo in camera. Nient'altro da dire. «Va bene, è ora di tornare agli sport in cui si usano i caschi» la caption che accompagna il video su Instagram.
Tifosi arrabbiati
In realtà, qualcosa da dire Ibra lo ha avuto eccome. In queste ore, sui social sta diventando virale una frase pronunciata dall'ex campione svedese in diretta su Fox Sports, prima degli ottavi tra il Belgio e la nazionale americana. «Quello che voglio dire è che sono felice per gli Stati Uniti, perché non era un cartellino rosso. Prima di tutto non avrebbe dovuto ricevere un cartellino rosso, poi questa decisione avrebbe dovuto essere presa più rapidamente», ha detto tornando in TV sul tema della squalifica annullata a Balogun. Una frase che – nonostante non rappresenti un palese appoggio alla decisione della FIFA e soprattutto a come è stato gestito l'affaire – ha generato l'indignazione di tantissimi appassionati. «Ma si ricorda che fino a poco tempo fa giocava anche lui?» scrive qualcuno. «Parole davvero assurde per un ex calciatore».
Anche Thierry Henry, collega di Ibrahimovic a Fox Sports, ha sostenuto che Balogun non avrebbe dovuto essere espulso. «Il punto è che non credo fosse un cartellino rosso. Lo sappiamo tutti, non lo era, non l'ha fatto apposta». Ma ha pure riconosciuto il disagio causato dal tardivo intervento della FIFA. «Ok, la decisione è giusta, ma perché così tardi?».
«Ibra arrogante e poco preparato»
E sembra che anche Ibrahimovic intendesse questo: era «sinceramente felice per la squadra statunitense» poiché «la loro prestazione in questo torneo è stata eccezionale», ma «la gestione dell'intera questione è stata insoddisfacente». Eppure, la sua frase circola ormai online accompagnata unicamente da critiche. Che seguono la bocciatura da parte dell'autorevole New York Times dei suoi interventi su Fox: «Il rischio con Zlatan era che non fosse all'altezza – si legge nell'editoriale di Andrew Marchand su The Athletic –. Tom Brady ha impiegato un'intera stagione prima di diventare un commentatore sportivo di prim'ordine della NFL. Il tempo stringe per Zlatan. Il problema è che sembra non conoscere nulla di specifico su molte delle squadre o sui loro giocatori». L'ex fuoriclasse andrebbe usato in studio per «spiegare tecniche e tattiche», invece «la sua arma principale resta sempre la stessa: l’atteggiamento spavaldo. Un po’ come un attaccante che sa usare soltanto un piede. Fox dovrebbe puntare maggiormente sulla copertura intelligente offerta da Lowe e Henry, portando Zlatan e Lalas al loro livello, invece di mettere in evidenza l’arroganza».
Intanto il Belgio celebra la vittoria per 4-1 sugli USA negli ottavi di finale di Coppa del Mondo. La Federcalcio sui social scrive «ora ribaltate questo», con le immagini della festa di Romelu Lukaku e dei giocatori della Nazionale dopo il fischio finale. Il Belgio ha travolto gli Stati Uniti. Nonostante la presenza di Folarin Balogun. Il gol (irregolare) di Donald Trump non è bastato. Anzi, si è forse trasformato in un autogol.
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