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Per la finale dei Mondiali i protagonisti del primo halftime show nella storia dei Mondiali saranno Madonna, Shakira, Justin Bieber, Laura Pausini e Robbie Williams — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Alain Berset esorta la FIFA a proteggere il calcio dalle pressioni politiche
La FIFA dovrebbe dare il via a un «terzo tempo» e impegnarsi a proteggere il calcio dalle pressioni politiche e finanziarie in vista dei prossimi Mondiali. È quanto ha scritto Alain Berset, segretario generale del Consiglio d’Europa.
A poche ore dalla finale tra Argentina e Spagna, l’ex consigliere federale sottolinea che i Mondiali del 2026 hanno sollevato «tutta una serie di interrogativi», citando in particolare la revoca da parte della FIFA del cartellino rosso inflitto al calciatore statunitense Folarin Balogun — senza alcuna spiegazione e a seguito dell’intervento di Donald Trump.
«Una sanzione è stata sospesa nel corso della competizione dopo che un capo di Stato ha chiamato il presidente della FIFA», osserva Alain Berset, esprimendo rammarico per il fatto che ormai si eserciti «influenza politica» «persino sul campo».
Per proteggere il calcio dalle pressioni politiche e finanziarie, il nativo di Friburgo suggerisce alla FIFA di intraprendere un «terzo tempo», impegnandosi «con urgenza a rafforzare l’integrità di questo sport», che a suo avviso è minacciata dal «denaro e dal potere».
Oltre a «una sospensione revocata a seguito di pressioni», questa Coppa del Mondo del 2026 è stata caratterizzata dalla «sfida» all’autorità degli arbitri, ha aggiunto in una dichiarazione rilasciata ai media.
Condanna inoltre «gli insulti razzisti rivolti ai giocatori, alcuni dei quali sono stati pronunciati da rappresentanti politici» e «le scommesse su ogni passaggio, ogni cartellino e ogni calcio d’angolo».
«Non ci concentriamo più esclusivamente sul risultato di una partita, ma anche sulle azioni che un giocatore può compiere e che non incidono sul punteggio. Si vince una scommessa facendo perdere gli altri. Questo apre la strada alle frodi», avverte il signor Berset.
«Questo Mondiale ha spalancato ancora di più le porte. Per la prima volta, la FIFA annovera tra i suoi partner ufficiali un’azienda operante nel settore dei mercati di previsione, che è presente proprio all’interno degli stadi», aggiunge il segretario generale di questa organizzazione, che conta 46 Stati membri e funge da organismo di controllo dei diritti umani nel continente.
Alain Berset invita la FIFA ad «avviare già stasera un dialogo costruttivo, al fine di gettare le basi per il quadro normativo in materia di integrità che si applicherà ai Mondiali del 2030».
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Uno spettacolo senza precedenti: durante la finale il calcio lascia il posto al super show
Il sipario sui Mondiali 2026 cala con una finale destinata a fare epoca non solo per il calcio. Il MetLife Stadium di East Rutherford, nell'area di New York, si trasformerà in un immenso palcoscenico a cielo aperto per Spagna-Argentina, con uno spettacolo che punta a riscrivere gli standard dell'intrattenimento sportivo.
La cerimonia celebrerà i tre Paesi ospitanti e le 48 nazionali protagoniste di questa edizione record. La produzione è firmata dall'italiana Balich Wonder Studio, già nota per i grandi eventi internazionali, che ha preparato una scenografia imponente destinata a centinaia di milioni di telespettatori.
Il programma inizierà alle 19.30 ora svizzera con il concerto di Post Malone. A seguire saliranno sul palco Laura Pausini, Robbie Williams e Nicole Scherzinger per interpretare «Desire», l'inno ufficiale dei Mondiali 2026. Previsti anche gli interventi dell'attore Tom Cruise e dello streamer IShowSpeed, mentre poco prima del calcio d'inizio, alle 21.00, Jennifer Hudson canterà l'inno degli Stati Uniti.
La novità assoluta sarà però il primo halftime show nella storia dei Mondiali, ispirato a quello del Super Bowl. Voluto dalla FIFA e curato da Chris Martin dei Coldplay, lo spettacolo vedrà esibirsi Madonna, Shakira, Burna Boy, Justin Bieber, BTS e il direttore d'orchestra Gustavo Dudamel con il coro PS22. Il presidente della FIFA Gianni Infantino lo ha definito «il palcoscenico più grande di tutti i tempi».
Massime anche le misure di sicurezza: nella tribuna d'onore è infatti attesa la presenza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
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Messi: «Comunque vada, questo gruppo ha già scritto la storia»
«La cosa più bella di tutti questi anni non sono solo i titoli, ma l'intero percorso. Condividere ogni giorno con questo gruppo, competere insieme, rialzarsi nei momenti difficili e godersi ogni passo», Si apre così un messaggio postato da Lionel Messi sul suo profilo Instagram a poche ore dalla finale dei Mondiali contro la Spagna e rivolto alla squadra che cercherà di conquistare il secondo titolo consecutivo.
«Grazie a tutti i miei compagni, allo staff tecnico e a tutte le persone che lavorano ogni giorno per mantenere questa squadra una famiglia - prosegue il messaggio -. «Qualunque cosa accada, questo gruppo ha già scritto una storia che non dimenticheremo mai e che nessuno potrà cancellare. Forza Argentina!».
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La FIFA verso entrate record per l'evento, 15 miliardi di dollari
La Fifa si appresta ad ottenere un record di introiti ai Mondiali che si concluderanno stasera, col totale degli incassi che potrebbe raggiungere i 15 miliardi di dollari (13 miliardi di euro), una somma molto superiore alla stima iniziale di 11 miliardi di dollari (9,6 mld in euro). Lo riporta l'edizione odierna del quotidiano britannico 'Guardian', che attribuisce l'aumento consistente al mercato secondario della rivendita dei biglietti - su cui la Fifa trattiene due commissioni, il 15% dall'acquirente e il 15% dal venditore - e alle entrate da 'hospitality', che comprendono i servizi premium (palchi, aree VIP, ecc.).
A parere del quotidiano, dato che è probabile che le federazioni nazionali trarranno vantaggio dall'aumento dei fondi stanziati per loro dalla Fifa, questo si rifletterà anche in positivo sulla posizione del presidente della federazione internazionale, Gianni Infantino, specie nei confronti di quelle meno allineate. Peraltro, a quanto risulta al Guardian, sarebbero già 200, praticamente tutte, quelle che hanno promesso il loro sostegno al presidente in vista della rielezione.
Il successo dell'evento, ragiona ancora il quotidiano, rafforza anche l'ipotesi che gli Stati Uniti tornino a ospitare i Mondiali in tempi non lontanissimi. Le edizioni del 2030 (Marocco, Spagna e Portogallo) e del 2034 (Arabia Saudita) sono già assegnate ma per il 2038 tutto è ancora in bilico e gli Usa potrebbero aspirare a
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Wenger: «Un torneo spettacolare, l'allargamento a 48 ha funzionato»
«C'erano molti interrogativi sulla presenza di 48 squadre ma io anzitutto credo che fosse eticamente necessario, perchè alcune confederazioni non erano abbastanza rappresentati, e anche l'idea che alcune nazionali non fossero abbastanza forti, ma a entrambi i dubbi è stata data la risposta: abbiamo visto partite fantastiche e grande spettacolo e abbiano visto che il divario tra le nazionali si è ridotto». Lo ha detto il responsabile dello sviluppo globale del calcio Fifa, Arsene Wenger, facendo un primo bilancio del torneo.
Parlando poi della finale di stasera, l'ex tecnico francese ha detto di ritenere lche a Spagna sia stata più una squadra nel modo in cui ha giocato, e l'Argentina più una squadra nel modo in cui si è comportata. Una con un po' più di grinta, un gioco più fisico, tipico del Sud America, e ovviamente anche una qualità eccezionale, e un giocatore eccezionale - ha sottolineato -. La Spagna invece, ha giocato un calcio basato sull'intelligenza e sulla tecnica. Credo, personalmente, che sia un messaggio molto importante da trasmettere al mondo: ricordare a tutti che il calcio è più questione di qualità tecnica e intelligenza, che di tutto il resto«.
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La furia di Rabiot: «Comportamento inaccettabile da parte di alcuni giocatori»
Adrien Rabiot non ha accettato la sconfitta per 6-4 contro l'Inghilterra nella finale per il terzo posto dei Mondiali, e nel dopo partita ha parlato di primo tempo (finito 4-0 per gli inglesi) «vergognoso» e di «un comportamento di alcuni giocatori che non avevo mai visto». «C'era molta delusione dopo la sconfitta contro la Spagna, ma c'era da finire il lavoro e non era questo il modo - ha insistito il centrocampista del Milan -. Nell'intervallo ci siamo detti che dovevamo mostrare un po' di orgoglio, e nel secondo tempo è andata molto meglio, perché alcuni comportamenti del primo tempo sono stati inaccettabili. Avremmo voluto chiudere con una vittoria per dare al ct un addio migliore, ma questo non intacca la sua immagine», ha concluso Rabiot.
Didier Deschamps, alla sua ultima partita con la nazionale francese dopo 14 anni in panchina, non ha alimentato le polemiche. «È stato un mio errore - ha affermato, parlando del primo tempo -. Avrei dovuto fare delle scelte fin dall'inizio e forse le cose sarebbero andate meglio. Ovviamente ci sono alcuni giocatori che avrebbero potuto fare meglio», ha ammesso, senza fare nomi.
Della partita e della sua delusione ha parlato anche Mbappè: «Posso capire chi pensa che nel primo tempo non abbiamo rispettato la maglia. Direi piuttosto che siamo stati umani e, sfortunatamente, non possiamo permetterci di esserlo - ha detto il capitano dei Bleus -. Ci hanno dato davvero un svegliata, poi nel secondo tempo siamo tornati a essere giocatori di alto livello». Mbappé si è detto particolarmente deluso dal fatto di non aver completato la possibile rimonta dallo 0-4. «È un vero peccato per il ct. Volevamo fare qualcosa per lui, ma purtroppo il primo tempo ha dato l'impressione che lo avessimo deluso, e non è affatto la sensazione che volevamo trasmettere».
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Deschamps ai saluti: «È stata l'esperienza più bella, ora è finita»
«Non ho potuto fare a meno di piangere. Questa è la conclusione dell'esperienza più bella. Ho iniziato nel 2012 mettendo la nazionale francese al di sopra di tutto, perché non c'è niente che sia al di sopra della nazionale». Il ct della Francia, Didier Deschamps, era ancora commosso quando ha parlato nella sua ultima conferenza stampa da ct dopo la partita con l'Inghilterra, a Miami. «È stata una giornata davvero speciale. Ho ricevuto dei messaggi molto gentili da persone che mi hanno commosso profondamente, perché sono persone a cui tengo molto, soprattutto ex giocatori», ha continuato il tecnico.
«Io e il mio staff abbiamo cercato di essere al servizio della squadra a lungo, forse troppo a lungo per alcuni - ha aggiunto -. Sono riuscito a mantenere la nazionale al vertice, anche se non al vertice assoluto, e penso che anche per il futuro abbiamo tutto ciò che ci serve, con giovani giocatori che cresceranno. Auguro a loro e alla squadra di restare al vertice e raggiungere ulteriori successi», ha detto ancora Deschamps. «Sento di aver dato molto, mi sono divertito moltissimo in questo Mondiale, è stata pura gioia. È finita», ha concluso il tecnico, che lascerà la panchina a Zinedine Zidane.
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La precisione spagnola contro la passione argentina
Disciplina contro gioco spensierato, la forza del collettivo contro una squadra costruita attorno a Messi — ma anche due nazionali che sanno spingersi oltre i limiti, ciascuna a modo proprio: la finale dei Mondiali del 2026 tra Spagna e Argentina, in programma questa sera nei pressi di New York, promette uno scontro di stili tra due approcci ben distinti.
Lo stile di gioco spagnolo non ha bisogno di presentazioni. Caratterizzato dal possesso palla — a volte anche eccessivo — e da rapide sequenze di passaggi con uno o al massimo due tocchi, è stato la chiave del successo della «Roja» sin dalla vittoria agli Europei del 2008.
In questo Mondiale, il gioco di passaggi della Spagna si è rivelato inizialmente poco efficace contro Capo Verde (0-0), per poi acquisire maggiore intensità ed efficacia sotto la guida del trio composto da Rodri, Fabián Ruiz e Dani Olmo, il «miglior» centrocampo del mondo, secondo il loro allenatore, Luis de la Fuente.
Per mettere in difficoltà gli avversari, l’Argentina ha finora puntato su uno stile di gioco più diretto e, soprattutto, sulla sua capacità di restare in partita a prescindere dalla situazione. Dopo essere stata costretta ai tempi supplementari contro le outsider Capo Verde e Svizzera — ma soprattutto dopo essere stata in svantaggio per 2-0 contro l’Egitto fino al 79° minuto, prima di vincere per 3-2 — la nazionale argentina ha attinto ancora una volta alla sua «grinta» — quel pizzico di spirito in più — per battere a sorpresa l’Inghilterra in semifinale (2-1).
Ad Atlanta, La Pulga e i suoi compagni di squadra hanno festeggiato ancora una volta nei minuti finali, quando Lautaro Martinez ha assicurato loro la vittoria nei minuti di recupero.
Otto volte vincitore del Pallone d'Oro e idolo anche nel proprio spogliatoio, Lionel Messi è al centro dell'attenzione in una squadra argentina i cui membri gli sono devoti anima e corpo. Con otto gol e quattro assist in sette partite, oltre a prestazioni mozzafiato nonostante i suoi 39 anni, il piccolo mago di Rosario sta ripagando ampiamente la loro fiducia.
In questo Mondiale, in cui le prestazioni delle stelle hanno fatto notizia durante una fase a gironi con poco in gioco, Lamine Yamal è rimasto piuttosto in secondo piano. Appena rientrato da un infortunio per partecipare a questo Mondiale, il fuoriclasse della Roja ha segnato un solo gol.
Ma questo non ha importanza. Nel sistema di Luis de la Fuente, non cerca di assumere il ruolo di eroe e si integra perfettamente nella ben rodata squadra spagnola, incarnata dall’altruismo del suo numero 10, Dani Olmo.
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Deschamps: un addio folle e amaro
Nella sua ultima partita da commissario tecnico della nazionale francese, dopo 14 anni alla guida della squadra, Didier Deschamps ha dapprima valutato la situazione nel primo tempo, per poi credere in una rimonta nella seconda frazione di una partita davvero frenetica per il terzo posto ai Mondiali. Sabato a Miami, i Bleus hanno perso 6-4 contro l’Inghilterra.
Sulla buona strada per concludere il suo mandato alla guida della nazionale francese con una nota disastrosa, Didier Deschamps è andato vicino a ribaltare il risultato di una partita in cui Kylian Mbappé ha (temporaneamente) battuto il record di gol in Coppa del Mondo con 22 reti, superando Lionel Messi.
Escludendo Rayan Cherki, Ibrahima Konaté, Théo Hernandez e Désiré Doué — che erano completamente sopraffatti — e inserendo Ousmane Dembélé, Dayot Upamecano, Bradley Barcola e Lucas Digne, quattro dei suoi giocatori chiave durante tutto il torneo, Deschamps ha trasformato una squadra che stava subendo un vero e proprio massacro da tutte le parti.
È stato forse un sovraccarico emotivo? Con la scusa di voler dare all’allenatore un addio degno di questo nome, i giocatori francesi hanno perso il controllo, subendo due gol in meno di 20 minuti e quattro solo nel primo tempo.
Di fronte a questa debacle, Didier Deschamps è sembrato inizialmente impotente, accasciato sul sedile accanto a Guy Stéphan, il suo assistente di lunga data, senza avere più soluzioni dello stesso Stéphan. Durante l’intervallo, con i Bleus già in svantaggio per 2-0, «D.D.» ha perso le staffe, rimproverando aspramente Rayan Cherki, ma il centrocampista offensivo del Manchester City si è allontanato da lui, ignorando di fatto le istruzioni del suo allenatore. E i Bleus hanno continuato ad affondare.
Si solleverà la questione della responsabilità dell’allenatore. È arrivato ai Mondiali con un sistema di gioco decisamente orientato all’attacco, pensato per integrare tutti i suoi giocatori offensivi. Era un sistema in contrasto con i suoi principi — un sistema rischioso — in cui le numerose azioni offensive dovevano essere controbilanciate da difensori che spesso venivano lasciati scoperti.
Riorganizzando completamente la difesa al fischio d’inizio, Deschamps ha lasciato la sua squadra vulnerabile agli attacchi inglesi — che fino a quel momento non si erano dimostrati particolarmente incisivi e non sembravano puntare a molto di più. Il danno era fatto, ma Deschamps si è rifiutato di ammettere la sconfitta: grazie alle sue sostituzioni, ha ritrovato anche il suo spirito combattivo e ha intravisto la possibilità di un colpo di scena che avrebbe dato alla sua partita finale un epilogo più in linea con il resto del suo mandato.
Il sistema ha finalmente funzionato: Michael Olise ha messo a segno altri due assist, portando il suo totale a sette nel torneo, in cui si prevede che chiuderà come miglior fornitore di assist. Ma sono stati i rigori trasformati da Bukayo Saka e Jude Bellingham — appena entrato dalla panchina — il quinto e il sesto gol dell’Inghilterra, a sigillare la vittoria.
Almeno c’è il record di Mbappé a cui aggrapparsi. La superstar francese che Deschamps ha contribuito a portare alla ribalta mondiale durante la vittoria ai Mondiali del 2018 in Russia. I due uomini sono legati da un rapporto speciale. Appena poche ore prima del fischio d’inizio, Mbappé è stato il primo a rendere omaggio al suo allenatore.
«Oggi è il tuo ultimo ballo. Tu, che ci hai dato così tanto. Avremmo dovuto regalarti un finale migliore, ma abbiamo fallito», ha scritto, in modo profetico, il madrileno sui suoi profili social.
Sebbene il suo ultimo risultato possa essere considerato un po’ deludente, ciò non cancellerà i 14 anni durante i quali Deschamps ha ottenuto molte più vittorie che sconfitte.
Anche Emmanuel Macron lo ha sottolineato prima della partita — una partita che né i Bleus né Deschamps avrebbero voluto davvero giocare. «Stasera si chiude un capitolo della storia del calcio francese. Grazie, Didier Deschamps, per le vittorie leggendarie, i momenti emozionanti, per aver guidato i nostri Bleus per così tanti anni e per aver ispirato tutta la Francia. Quattordici anni: la generazione Deschamps», ha scritto il presidente francese.
Non appena è stato fischiato il termine di una partita caratterizzata da un gioco del tutto sfrenato — l’esatto contrario di quanto aveva sostenuto durante il suo lungo mandato — la Federazione francese di calcio (FFF) ha diffuso un comunicato intitolato «Grazie, Didier».
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Tuchel: «Spero che un giorno i giocatori possano essere orgogliosi»
Nonostante i fischi dei tifosi inglesi prima della partita, Thomas Tuchel ha dichiarato di sperare che «i giocatori un giorno saranno orgogliosi» del terzo posto conquistato ai Mondiali del 2026, dopo la vittoria per 6-4 sulla Francia nella finale per il terzo posto disputata sabato a Miami.
«Questa partita ci sarà sicuramente d'aiuto, anche se non si può mai essere completamente soddisfatti di una medaglia di bronzo», ha dichiarato l'allenatore tedesco dei Three Lions. «È la prima medaglia in 60 anni, la prima in un Mondiale disputato fuori dall'Inghilterra, e spero che un giorno i giocatori possano esserne orgogliosi».
Lui stesso ha faticato a superare l’immensa delusione per l’eliminazione dell’Inghilterra in semifinale, dato che l’Inghilterra era in vantaggio per 1-0 sull’Argentina fino all’85° minuto, prima di subire due gol. «Puntavamo al sogno più ambizioso di tutti; avevamo l’immensa ambizione di raggiungere la finale dei Mondiali. Quindi, quando fallisci, è molto, molto doloroso, e quel dolore persisterà per un po’ di tempo», ha ammesso.
Messo sotto accusa dai critici dopo la semifinale e per le sue posizioni molto decise, l’ex allenatore del PSG ha rifiutato di scendere a compromessi sui propri principi. «Abbiamo costruito qualcosa di davvero speciale nelle ultime sette settimane e non scenderemo mai a compromessi su questo, ma confermo quanto ho detto: dobbiamo giocare un calcio migliore, gestire in modo più efficace le partite ad alta tensione e prendere decisioni migliori in quei momenti», ha affermato.
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Medaglia di bronzo all’Inghilterra: Francia battuta 6-4
Che partita pazzesca a Miami! L’Inghilterra ha battuto la Francia per 6-4 in una finale per il terzo posto che passerà alla storia.
La 187ª e ultima partita di Didier Deschamps alla guida della Nazionale francese gli lascerà ricordi contrastanti. In svantaggio per 4-0 dopo un primo tempo disastroso, in cui Bukayo Saka e Marcus Rashford hanno ripetutamente messo in difficoltà una difesa sopraffatta, Didier Deschamps e i suoi giocatori sono andati vicini a compiere una rimonta quasi impossibile.
Le sostituzioni di Ousmane Dembélé e Bradley Barcola nell’intervallo hanno trasformato completamente l’attacco francese, che è finalmente riuscito a tenere testa agli avversari. Con una doppietta – il nono e il decimo gol di questo Mondiale – Kylian Mbappé ha comunque vissuto una serata straordinaria, nonostante la sconfitta. Il capitano della nazionale francese è ora a due gol da Lionel Messi nella classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi dei Mondiali. Nel corso di tre edizioni dei Mondiali, ha trovato la via della rete... 22 volte, una in più di Messi. In vista della grande finale a New York...
L’Inghilterra, tuttavia, merita un enorme riconoscimento per aver tenuto testa alla furia avversaria fino al rigore decisivo di Saka all’87° minuto, che ha portato il risultato sul 5-3. Le due reti di Dembélé e il gol di Jude Bellingham nei minuti di recupero non hanno fatto altro che aumentare la tensione di una partita in cui attacchi fulminanti hanno ripetutamente travolto difese troppo spesso colte alla sprovvista.
Tre giorni dopo la schiacciante sconfitta contro l’Argentina in semifinale, i «Tre Leoni» si sono assicurati, con questa vittoria, il loro miglior piazzamento ai Mondiali dai tempi del titolo del 1966. Ma ciò non basta ad alleviare il senso di delusione causato dalla fine della partita contro l’Argentina. Tuttavia, grazie a questo terzo posto, Thomas Tuchel potrebbe essersi guadagnato una tregua inaspettata.
