Il fatto

Il calcio regionale e quell’innocenza perduta

Un tentativo di combine per Ascona-Castello, soldi e rimborsi spese: la Seconda Lega è nell’occhio del ciclone – Viaggio all’interno di un movimento che dovrebbe favorire l’entusiasmo ma finisce per imitare i professionisti
Il tentativo di combine è stato esposto da un giocatore del Castello ai suoi compagni sulla chat di squadra di WhatsApp. (Foto Putzu)
Marcello Pelizzari
07.06.2019 19:02

ASCONA - Strano mondo, il calcio regionale. Dovrebbe rappresentare gioia, spensieratezza, divertimento. Volendo sforare nel filosofico, la purezza del gioco. Invece scimmiotta il professionismo. Sembra di vivere nella repubblica dell’iperbole: la Seconda Lega è un fiorire di direttori sportivi, dirigenti, calciatori a libro paga. Perfino tentativi di combine. Avete capito bene. Non lo diciamo noi, bensì i fatti di cronaca riportati da TeleTicino. Un giocatore dell’Ascona ha contattato un omologo del Castello proponendogli, come si dice in gergo, di accomodare il match del weekend: con una vittoria, i locarnesi eviterebbero la retrocessione in Terza Lega. A farne le spese il Losone e il Cademario, le altre due formazioni in lotta per la salvezza. Il tentativo dell’Ascona è fallito: i giocatori momò hanno discusso la proposta nella loro chat di WhatsApp ma poi hanno optato per la denuncia. La Federazione ticinese di calcio nel frattempo ha avviato un’inchiesta. In serata, quale primo passo, sono state ascoltate sette persone fra allenatori, presidenti, dirigenti vari e giocatori.

La domanda di fondo è una: perché un club sarebbe disposto a tutto pur di mantenere la categoria più prestigiosa del calcio regionale? «I soldi» ci confida con un filo di rassegnazione Enzo Zanotti, presidente del Cademario. «Quando ne girano troppi sorgono i problemi». La società malcantonese è una vittima della tentata combine. Di più, è fra le poche a non pagare i propri tesserati. «Da noi si gioca con il cuore e per il piacere di farlo. Quando succedono certe cose, beh, per il Cademario è un doppio fastidio. Come dirigente ho sempre messo la fiducia nelle persone davanti a tutto. Adesso, però, mi sorge il dubbio che alcune partite ultimamente non si siano svolte in maniera regolare». E attenzione: «A restare in Seconda teniamo tantissimo anche noi, tuttavia c’è modo e modo per dimostrarlo. La nostra, se mi permettete, è la politica più corretta».

I suiveur più navigati, però, sorridono di fronte a quest’ultimo caso. «Le combine ci saranno almeno da cinquant’anni» fa notare con un mix di ironia e sarcasmo Mauro Antonini, giornalista presso Teleclub e profondo conoscitore del calcio regionale. «Ai tempi forse erano accordi più genuini. Ci si giocava pochi franchi, a volte addirittura i capretti per Pasqua». Di aneddoti ormai caduti in prescrizione ce ne sono tantissimi. «Io ne ricordo uno, legato alla stagione 1979-80. Una squadra in lotta per andare in Seconda Lega all’ultima giornata ne affrontava un’altra da tempo già salva. I due presidenti si accordarono per 500 franchi: da piani, la formazione già salva avrebbe dovuto lasciare campo libero agli altri. Quelli erano talmente convinti di festeggiare la promozione che si presentarono al campo con lo champagne in fresco nei bagagliai delle automobili. Il problema? Il presidente che ricevette i 500 franchi si dimenticò di avvisare i suoi giocatori, i quali giocarono dando tutto. Vinsero 3-0 vanificando così una promozione già comprata». Il problema, tornando ai giorni nostri, «è legato alla tecnologia e a queste chat di WhatsApp» conclude Antonini. «Non esistono più i segreti, come uno si muove lo sanno tutti. La cultura del calcio regionale ad ogni modo non è cambiata. È come con i calciatori pagati. Tutti sanno, ma tutto tace».

Già, tutto tace. Eppure qualcosa emerge. Non solo giocatori stipendiati, ma anche presidenti che offrono posti di lavoro ai tesserati. Il mercato, in Ticino, si fa pure così. «Vieni da me e ti faccio assumere da una ditta nostro sponsor» è più o meno il messaggio standard. Gli equilibri però saltano e molte squadre fanno fatica a comporre la rosa. Il Losone, la seconda vittima della vicenda, da anni ricorre ai giovani. «Se altri club vengono e offrono soldi o impieghi, noi non abbiamo nulla per opporci» racconta Damiano Cossi, vicepresidente e direttore sportivo degli arancioni. E la tentata combine? «C’è un po’ di preoccupazione in squadra per ciò che è successo, ma ho fiducia nel lavoro della Federazione ticinese». Anche a Cossi chiediamo perché un piccolo club sia disposto a rischiare così tanto pur di restare in Seconda. «L’Ascona era partito con l’idea di fare la promozione, poi si è ritrovato in questa situazione e allora, forse, è stato fatto un tentativo disperato. Immagino il nervosismo: loro venivano già da una retrocessione dalla Seconda Interregionale. Ma a prescindere, di soldi nel nostro mondo ne girano troppi». Appunto, strano mondo.

«15 anni di Federazione vodese ma ho incrociato solo un caso»

Il futuro presidente dell’ASF Dominique Blanc. (Foto Keystone)
Il futuro presidente dell’ASF Dominique Blanc. (Foto Keystone)

Classe ‘49, Dominique Blanc è stato appena eletto quale successore di Peter Gilliéron alla presidenza dell’Associazione svizzera di football (ASF). Il passaggio di consegne avverrà il 1. luglio. Fino ad allora il romando sarà il presidente della Lega Amatori, il calderone che raggruppa il calcio interregionale e regionale al di sotto della Prima Lega.

Presidente, i tentativi di combine sono un fenomeno quantificabile a livello svizzero?

«È una questione interessante. Ma non sono a conoscenza di un singolo match truccato. Per quanto ne so, in Seconda Interregionale non si è mai verificato un episodio simile».

Eppure in Ticino tiene banco la vicenda Ascona-Castello. Prima di guidare la Lega Amatori, lei è stato il presidente della Federazione vodese. Davvero non ha mai avuto la percezione che alcune sfide fossero accomodate?

«I fatti dicono che dal 2007 al 2015, quando sono stato presidente, ma anche nei quindici anni totali nei quali ho lavorato presso la Federazione vodese, ci siamo chinati su un solo caso. Un tentativo di corrompere un arbitro. E parliamo di un totale di 5 mila e oltre partite. Sul mio tavolo non arrivò mai nulla».

Come definirebbe la vicenda ticinese?

«Non la conosco nel dettaglio, ma la definirei una situazione eccezionale».

Qual è la politica della Lega Amatori e delle Federazioni regionali in merito ai tentativi di combine?

«Ogni Federazione regionale ha le sue commissioni di inchiesta. Le combine o i tentativi di combine sono fatti inaccettabili e incompatibili con i valori dell’Associazione svizzera di football. È chiaro che, di fronte a un caso reale e concreto, l’attenzione da parte nostra sarebbe massima. Ma posso dire che le partite accomodate non sono un tema ricorrente nella nostra agenda».

«È il regolamento a consentire il pagamento dei calciatori»

Domenico Martinello, a destra, qui immortalato con Silvio Papa. (Foto CdT)
Domenico Martinello, a destra, qui immortalato con Silvio Papa. (Foto CdT)

Domenico Martinello è il segretario generale della Federazione ticinese di calcio (FTC). Il lavoro, in queste ore, non gli manca di certo. E ne avrà anche nelle prossime settimane, visto che l’inchiesta avviata in seguito alla tentata combine non si concluderà prima di una decina di giorni. Stasera c’è stato il primo passo, con sette persone ascoltate presso la sede della Federazione a Giubiasco. «Come in ogni inchiesta – dice Martinello – poi ci potrebbero essere degli sviluppi. Il che significa nuovi fatti, nuove persone e via discorrendo. Dovremo approfondire la vicenda tramite l’apposita commissione, affidata ad Andrea Rotanzi. La palla, poi, passerà alla Disciplinare».

Le eventuali sanzioni?

«Non è mai successa una cosa del genere in passato, per cui si sarà un confronto con Berna sulle sanzioni. In ogni caso, siamo di fronte ad una possibile violazione dell’articolo 135 del regolamento di gioco dell’ASF. I video sembrerebbero piuttosto chiari».

Le partite accomodate, dicono in tanti, ci sono sempre state nel calcio regionale. Lei che ne pensa?

«C’è un meccanismo intrinseco: uno è in corsa per salvarsi, l’altro no. Uno dà il 120%, l’altro tende a non mettere il piede perché non ne vede il motivo. Ma da qui a promettere soldi ce ne passa».

Un’altra accusa mossa spesso al calcio regionale è legata ai famosi rimborsi spese: i calciatori quanto guadagnano?

«Il regolamento è cambiato 4-5 anni fa. Un amatore può intascare un mensile al di sotto dei 500 franchi, visto che dai 500 in su sarebbe considerato professionista. Poi, però, ci sono i rimborsi spese e lì uno può inserirci di tutto: benzina, scarpe, etc. Il regolamento lo permette».

E le buste in nero?

«Come possiamo controllarle? Chi le dà ai giocatori? E quando? Non abbiamo gli strumenti per impedire tutto ciò».

Da sapere

L’episodio incriminato

In vista dell’ultimo turno di campionato – in programma domani – uno o più giocatori dell’Ascona avrebbero tentato di comprare la partita contro il Castello, cruciale in ottica salvezza: in caso di vittoria i locarnesi si garantirebbero la permanenza in Seconda Lega. A denunciare l’accaduto è stato un giocatore del Castello, che ha condiviso la «proposta indecente» in un video sulla chat di WhatsApp della squadra. «Lui mi ha detto che i soldi ad Ascona ci sono» ha raccontato il calciatore dei momò. «Se volete, la cifra che volete, ce la dite». E ancora: «Fino all’ottantesimo si gioca partita vera, poi dall’ottantesimo in avanti vediamo un po’ com’è». Nel video viene citato anche il Gambarogno-Contone, che a sua volta avrebbe cercato di accomodare il match contro il Castello il weekend precedente. La società sopracenerina ha però negato ogni coinvolgimento tramite un fermo comunicato.

L’inchiesta: sentiti in sette

Venuta a conoscenza dell’episodio la Federazione ticinese di calcio ha subito aperto un’inchiesta per un presunto tentativo di combine. Per chiarire la fattispecie questa sera, venerdì, nella sede della FTC a Giubiasco la commissione di inchiesta ha sentito sette persone: per il Castello un calciatore, l’allenatore e un dirigente; per l’Ascona un giocatore, due dirigenti e il presidente.

Cosa rischiano

Se il tentativo di combine dovesse essere accertato, si assisterebbe alla violazione dell’articolo 135 del regolamento di gioco dell’ASF che vieta il versamento di premi in denaro da parte di terzi. «Ai club e ai rispettivi membri e giocatori – recita il capoverso 1 – è vietato promettere, offrire, regalare, chiedere o accettare delle prestazioni di qualsiasi tipo, in contanti o in altra forma, al fine di influenzare il risultato di un incontro». Le possibili sanzioni? Per le singole persone si va dall’ammonimento alla multa, sino alla sospensione dalle competizioni a tempo determinato o indeterminato. I club coinvolti rischiano a loro volta una multa o un ammonimento, ma anche la sconfitta per forfait, la privazione di punti in classifica fino alla relegazione nella lega inferiore.