Calcio

«Il mio Lugano, ora, ci crede più di tutti»

La squadra di Mattia Croci-Torti allunga in vetta, salendo a quota 25 punti – Un anno fa, il Thun ne aveva 19 – Il tecnico ticinese avverte: «Ci attende un autunno difficile» – Delcroix si gode la tripletta: «Non sapevo più come festeggiare»
© KEYSTONE/CYRIL ZINGARO
Massimo Solari
20.09.2026 22:13

Il Lugano abbraccia la lunga sosta dedicata alle nazionali con il sorriso dei giorni migliori. La classifica dei bianconeri, dopo l’ennesima prestazione travolgente, è infatti un piccolo, grande capolavoro. No, a Losanna non si è registrato alcun calo di tensione. Anzi. La squadra di Mattia Croci-Torti è stata autoritaria e concreta, allargando ulteriormente la crisi dell’ultima forza del campionato. In vetta alla Super League, invece, von Ballmoos e compagni allungano, portandosi a quota 25 punti, sinonimo di +6 su Young Boys e Sion. Tanta, tantissima roba. A maggior ragione se si considera che un anno fa, il Thun, futuro campione svizzero, guidava con 19 punti alla stessa altezza del torneo.

Fieno per l’autunno

Forse ispirato dalla breve passeggiata mattutina, con il lungolago a Ouchy e la vista sul Lemano belli da togliere il fiato, il Lugano ha dunque spedito un’altra cartolina alla concorrenza. «Ma dopo averlo fatto con noi, l’YB ha dimostrato una volta di più di che pasta è fatto» tiene a sottolineare il Crus, alludendo alla vittoria in rimonta dei bernesi. «Insomma, parliamo di una squadra vera. Di una squadra forte. Che senza Europa si giocherà il titolo sino alla fine. Anche il Lugano, ad ogni modo, vuole restare ai vertici a lungo. E alla Tuilière è giunto un altro monito circa le nostre intenzioni. Era importante cavalcare l’onda e aggiungere fieno in cascina. Ad attenderci, dopo la pausa, saranno due mesi difficili e al contempo fondamentali, con sfide speciali il giovedì e tanta fatica la domenica».

Bene. Ma in autunno, tenuto conto del vantaggio sulle inseguitrici, il Lugano può gettare le basi definitive per conquistare il campionato o è più marcato il rischio di perdere di vista il titolo? Sentite il tecnico momò: «Lo ripeto. Il mese di settembre è servito per lanciare un segnale importante sul piano della continuità dei risultati. Non vogliamo invece fare voli pindarici, coscienti - come amava dire un ex presidente del Lugano - che la riga si tira alla fine. Un’altra cosa che mi hanno insegnato, tuttavia, è che chi ben comincia è a metà dell’opera».

Dettagli che fanno la differenza

A Losanna, suggerivamo, l’opera è stata compiuta e consegnata alla storia della stagione 2026-27 in meno di un’ora. «Contro una formazione ancora alla ricerca della giusta amalgama, e però infarcita di individualità importanti, abbiamo voluto gestire la partita dal primo secondo. E ci siamo riusciti» commenta al proposito Croci-Torti: «Con il Losanna rimasto in dieci, il match si è poi trasformato in un’autostrada». L’accelerata decisiva dei bianconeri è giunta a cavallo della pausa e ha visto in Hannes Delcroix il mattatore forse inatteso. Il difensore di Haiti ha infatti trovato la via del gol per ben tre volte, legittimando la netta superiorità degli ospiti e mettendo in imbarazzo i vodesi, infine fischiati dal proprio pubblico. «Grande merito va dato ai miei giocatori, rimasti sul pezzo, e allo staff, che ha prestato grande attenzione ai dettagli e fatto in modo che le palle ferme si rivelassero decisive».

Già, in seno allo spogliatoio bianconero tutto funziona alla perfezione. E viene persino da chiedersi quali siano i margini di miglioramento della capolista. «Il recupero di tutti gli infortunati costituisce la priorità, al fine di disporre di 21 titolari» rileva l’allenatore del Lugano. Per poi aggiungere: «Perciò, in queste settimane, è stato cruciale distribuire fiducia e consapevolezze nel numero maggiore di giocatori. Il successo, ed è stato il mio messaggio, passa dal collettivo».

Superato il maestro Jaco

Il paradosso di un Lugano inarrestabile è che non si è quasi mai mostrato nella sua versione ideale, a immagine di un Moncada costretto a sacrificarsi nel ruolo di prima punta. «Ma ha sempre giocato chi lo meritava ed è significativo essere riusciti a contare su molteplici risorse» insiste il Crus. «A chiarirlo in modo inequivocabile sono le prestazioni e i risultati. Vero, Moncada ha spesso giostrato in un ruolo non suo, non da ultimo per permettere ad Ajeti d’inserirsi correttamente nelle dinamiche del gruppo. Dereck, in ogni caso, ha dimostrato di essere un giovane calciatore che ha fame. Anche grazie a lui abbiamo in mente un paio di soluzioni che non si sono ancora viste. Purtroppo è fra coloro che ci lascerà per più di due settimane». Per il Crus e il suo amato «flow», comunque, smorzare slancio ed euforia non è un male. «Perché dopo tanto tempo assieme, ai giocatori farà bene cambiare aria e non vedere per un po’ la mia faccia. Perché sappiamo che cosa ci aspetta. E perché in 60 giorni abbiamo disputato 16 partite, una ogni 3,75 giorni. È stato importante firmare un nuovo record di imbattibilità, lungo 18 partite, e sono fiero di aver superato Maurizio Jacobacci, una persona che mi ha aiutato molto, sia da giocatore, sia da allenatore, e con cui avevo vissuto quel periodo. I primati di questo tipo appartengono alle squadre che ci credono. E il Lugano, al momento, ci crede più di tutti».

Il bomber che non ti aspetti

Orfano di Behrens, Steffen e Pihlström, il Lugano ha trovato un nuovo bomber. Il bomber che non ti aspetti. «Non mi era mai successo di siglare una tripletta, è stato incredibile» afferma Hannes Delcroix, che la partita della Tuilière la ricorderà a lungo. «Alla fine non sapevo più nemmeno come esultare. E mi sono messo a correre come un matto». Gli occhi dell’esperto difensore di Haiti brillano. Delcroix, tuttavia, non impiega molto per riacquisire controllo e diplomazia. «Se ora solo noi possiamo gettare al vento il campionato? No. Era essenziale iniziare bene la stagione e sarà altrettanto importante non perdere la concentrazione alla ripresa del torneo. Insomma, spetta a noi non mollare la presa e dimostrare di voler vincere ogni partita. Non siamo però gli unici che puntano a diventare campioni svizzeri». La cavalcata bianconera, appunto, è costretta a subire una battuta d’arresto. Delcroix, da parte sua, continuerà a giocare, affrontando quattro impegni con la propria nazionale. «La gestione della fatica e del recupero diventerà vieppiù fondamentale in autunno, complice l’inizio della Conference League. L’avvio di stagione, ad ogni modo, ha suggerito che il Lugano dispone di un gruppo di qualità e di parecchie alternative». L’ex giocatore del Burnley lo aveva raggiunto in gennaio con l’obiettivo di rilanciarsi e, perché no, di approfittare di un’ulteriore vetrina internazionale dopo il Mondiale. «Sì, qualificarsi per la fase campionato di una competizione UEFA è stato sicuramente importante anche da un punto di vista personale. Il difficile, però, arriva adesso. Dovremo dimostrare di essere all’altezza».

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