Il saluto dei tifosi allo stadio di Cornaredo tra emozioni e ricordi

Alle 18.19 di oggi si è chiuso un importante capitolo della storia calcistica e, più in generale, sportiva di Lugano. A quell’orario, infatti, il triplice fischio dell’arbitro ha consegnato agli annali l’ultima partita giocata dalla squadra cittadina allo stadio di Cornaredo. Dalla prossima stagione il FC Lugano si trasferirà difatti a pochi metri di distanza, nella nuova e fiammante AIL Arena.
Un turbinio di emozioni
«L’ultima partita a Cornaredo è fonte di grandi emozioni: ripenso a quando da bambino andavo in tribuna Monte Brè con mio papà. Oggi ho quasi quarant’anni e non solo sono ancora qua, ma ho anche portato il mio bambino ad assistere alla sfida contro il Basilea», racconta Andrea.
«Sono molto emozionato pensando che oggi saluto uno stadio del quale, da bambino, ho vissuto l’inaugurazione con mio padre», confida dal canto suo Pierluigi che ha vissuto Cornaredo non solo dalla tribuna, ma anche da bordo campo: «Ho fatto anche il raccatapalle».
«Provo sensazioni contrastanti: sono felice per l’AIL Arena, ma non posso celare la nostalgia nel lasciare Cornaredo in quanto è stato lo stadio della mia infanzia. È comunque bello che a porgere l’ultimo saluto all’impianto siano venute così tante persone», dice invece Paola.
Gioie e dolori
La vita di un tifoso, si sa, è fatta di gioie e di dolori. Molti sono i supporters luganesi che indicano l’ultima promozione in Super League, dopo anni di purgatorio nella lega cadetta, come uno dei momenti più belli vissuti a Cornaredo. Tanti sono anche coloro che citano il pareggio per 1-1 in Coppa UEFA con l’Inter.
«Il momento più brutto è invece stato lo spareggio di promozione-relegazione contro il Bellinzona quando, purtroppo, non siamo riusciti a salire in Super League», racconta Andrea. E una mancata promozione resta negli incubi anche di Marco: «Non riuscirò mai a mandare giù quella promozione buttata via quando, a poche giornate dalla fine del campionato, avevamo 15 punti di vantaggio sulle inseguitrici». Per Simone il ricordo più doloroso è invece il momento del fallimento del FC Lugano.
Quella sassaiola tra tifoserie
In 75 anni di storia non mancano poi gli aneddoti legati allo stadio. «Mi torna in mente l’esordio di Zdeněk Zeman sulla panchina bianconera: entrato in campo a pochi minuti dal fischio d’inizio, resosi conto del poco pubblico presente, si girò verso i suoi collaboratori chiedendo loro se avessero avvisato la gente che quel giorno giocava il Lugano», dice divertito Marco.
«Ricordo quando c’erano ancora le vecchie curve con i sassi per terra. Una volta, i tifosi dello Young Boys avevano provato ad assaltare quelli del Lugano: il tutto terminò con una sassaiola», racconta Edoardo.
Un addio composto
Si dice spesso che quello luganese è il pubblico delle grandi occasioni, che riempie lo stadio solo quando ci sono eventi importanti. Anche oggi è stato così: 5.179 i tifosi presenti all’ultimo giro di giostra, numeri da quasi tutto esaurito. Un pubblico che ha però assistito alla partita piuttosto silenziosamente, tanto che a farla da padroni con i propri cori sono stati i tifosi del Basilea.
A regnare, insomma, è stata la compostezza. E così è stato anche a fine partita quando, soddisfacendo le richieste del FC Lugano, nessuno ha tentato di scendere in campo per accaparrarsi un «pezzo» di stadio da portarsi a casa come ricordo.
Si guarda già al futuro
Tanti sono i tifosi che già guardano al futuro. «Non vedo l’ora di entrare nella nuova casa», confida Andrea. «La speranza è che l’AIL Arena riesca ad attirare maggiormente i giovani e sia più frequentata rispetto a Cornaredo», si auspica invece Christian.
Molti tifosi da noi intervistati ci hanno poi detto di aver già sottoscritto l’abbonamento per la prossima stagione. Insomma, chiuso un capitolo, se ne apre uno nuovo. E l’entusiasmo non manca.
