La sintesi perfetta di questo Mondiale è Erling Haaland

Con quella faccia da Majin Bu di Dragon Ball, i movimenti non elegantissimi e l’immancabile sorriso sornione, Erling Haaland è già uno dei grandi protagonisti di questo Mondiale. Il bomber norvegese, con uno stile tutto suo, continua a sgomitare a fianco dei vari Mbappé, Messi, Kane, Dembélé e Vinicius. Di più: i dati dell’attaccante del Manchester City sintetizzano alla perfezione le tendenze principali emerse lungo la prima parte del torneo. Da un lato l’importanza del recupero palla attraverso il pressing, dall’altro una pronunciata efficienza in fase di finalizzazione.
Il sedicesimo di finale vinto proprio dalla Norvegia contro la Costa d’Avorio ha confermato la tesi. Haaland, al solito, si è speso con generosità, creando spazi e disturbando ripetutamente la difesa avversaria. Ha toccato la miseria di 27 palloni, meno di ogni altro compagno – portiere compreso – rimasto in campo per più di un’ora. Non appena si è presentata l’occasione, all’86’, ha quindi deciso la partita, realizzando la quinta rete personale nella competizione. Una sentenza.
Attacchi letali
A delineare le caratteristiche di questo Mondiale, negli scorsi giorni, è stato il Gruppo di studio tecnico della FIFA, capitanato dall’ex portiere rossocrociato Pascal Zuberbühler. Lo specialista delle performance Tom Gardner ha sottolineato «la correlazione tra le squadre che praticano il contropressing e recuperano rapidamente il possesso palla e il loro successo. Le formazioni vincenti si riappropriano della sfera in media quattro secondi più velocemente rispetto a quelle perdenti». A fare spesso la differenza, dunque, è la scelta di affidarsi a un blocco difensivo molto alto, con quest’ultimo ovviamente capace d’incidere. E la Svizzera è fra le cinque selezioni che spiccano in questo esercizio.
Per quanto concerne la bravura nel concretizzare le occasioni da rete, a impressionare durante la fase a gironi è stato il dato della Francia. Gli expected goals puntavano a 5 reti complessive: i Bleus ne hanno trovate il doppio. I rossocrociati, su questo piano, hanno invece fatto segnare un +0,3.
Le riserve e le pause idratanti
Restando in tema, nei gironi è stata registrata una media di 2,96 gol a partita, con un margine tra vincitori e vinti di 2,26 reti. Questi valori sono superiori a Qatar 2022 (2,50 e 1,74) e Russia 2018 (2,54 e 1,69). A giocare un ruolo decisivo, e la nazionale elvetica ne sa ancora qualcosa, sono stati molti elementi subentrati dalla panchina: 43 gol del Mondiale americano sono stati realizzati da «riserve» – 2 da Manzambi e 1 di Vargas, con il solo Senegal a fare meglio di noi –, a fronte dei 23 e 10 delle due edizioni precedenti. In Russia, però, i cambi possibili erano limitati a tre.
E a proposito di intuizioni e momenti chiave. Il gruppo di esperti della FIFA ha riconosciuto l’effetto, sull’andamento degli incontri, degli hydration breaks. «Oltre a favorire gli aggiustamenti tattici, soprattutto la pausa di metà secondo tempo ha reso possibili finali di partita più dinamici e intensi» ha indicato l’ex difensore argentino Pablo Zabaleta. Tante reti, non a caso, sono cadute allo scadere. Oggi, la SFL ha tuttavia annunciato che non introdurrà la doppia sosta aggiuntiva nel quadro dei prossimi campionati di Super e Challenge League.
Perdite di tempo in calo
Altre novità arbitrali, al contrario, saranno riprese, come i 5 secondi di tempo per i rilanci dal fondo e le rimesse o i 10 per lasciare il terreno di gioco in caso di sostituzione. A commentarne l’impatto sul Mondiale, nelle scorse ore, è stato il presidente della Commissione arbitri della FIFA Pierluigi Collina. C’è soddisfazione, poiché il tempo di gioco effettivo è aumentato, comportando recuperi decisamente inferiori rispetto a quelli XXL di Qatar 2022. Sulle 72 partite della fase a gironi, un solo giocatore sostituito non ha rispettato il limite dei 10 secondi. Il conto alla rovescia dei 5 secondi, invece, è stato superato quattro volte prima di un rinvio dal fondo – con conseguente angolo per la squadra avversaria –, mentre per lo stesso motivo sono state invertite 11 rimesse laterali. In drastico calo anche i giocatori che hanno fatto ricorso allo staff medico, evitando così di dover pazientare per un minuto a bordo campo.
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