Calcio

La Svizzera aveva ragione: Embolo non andava espulso

L'IFAB, l'organismo custode del regolamento, ha chiarito l'applicazione del VAR rispetto al cosiddetto «scambio d'identità»
Red. Online
28.07.2026 09:26

Sedici giorni dopo, la partitissima con l'Argentina continua. Non più sul prato, ma nelle stanze in cui si scrivono le regole del calcio. L'IFAB, l'organismo indipendente dalla FIFA che custodisce il regolamento, ha annunciato ieri una modifica alle norme d'applicazione del VAR relative al cosiddetto «scambio d'identità». Proprio la clausola che, nei quarti di finale mondiali, ha lasciato la Nazionale in dieci uomini: l'espulsione di Embolo dopo il non-contatto con Paredes.

Il passaggio chiave della nota è netto: «Un cartellino giallo (ammonizione), che non sia un secondo cartellino giallo, può essere riesaminato solo per identificare il giocatore che ha commesso il fallo sanzionato; il fallo stesso non può essere riesaminato né modificato». Tradotto: la sala VAR poteva intervenire soltanto per stabilire chi avesse commesso l'infrazione, senza però toccare né la lettura dell'arbitro in campo né il provvedimento disciplinare che ne era scaturito, ovvero l'ammonizione a Paredes. Detto in parole semplici: Embolo non doveva essere espulso.

Nello specifico, un primo cartellino giallo può essere rivisto dal VAR solo se esiste la possibilità che sia stato sanzionato il giocatore sbagliato. Tuttavia, non era questo il caso. Paredes, infatti, è stato inizialmente ammonito per un fallo, mentre Embolo è stato successivamente sanzionato per una simulazione. Poiché i due falli erano distinti, l'episodio non poteva essere considerato un caso di scambio di persona. E questo, appunto, perché la regola dello «scambio di persona» non può essere utilizzata per reinterpretare completamente la decisione originale, ovvero per classificare retroattivamente un fallo come simulazione. Un riconoscimento implicito, insomma, che arriva però troppo tardi per la Svizzera. Il Mondiale è alle spalle, il risultato non si cambia. Ma d'ora in poi, almeno, quella casella grigia del regolamento sarà un po' meno grigia.

Resta da capire quando la correzione entrerà davvero in vigore. E qui l'IFAB frena: «L'uso della clausola di errore di identità per gestire le simulazioni durante la Coppa del Mondo FIFA 2026 è stato accolto favorevolmente e sarà incluso nella revisione dettagliata del protocollo VAR annunciata nella circolare numero 32. Tuttavia, non potrà essere utilizzata in quanto tale fino a quando tale revisione non sarà conclusa».

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