La Svizzera non perde il filo in Scozia

La Svizzera non perde il filo in Scozia. Anzi. Continua a tessere la sua tela, dopo l’esaltante Mondiale americano e il primo, convincente successo ottenuto in Macedonia del Nord, nel quadro della Lega B di Nations League. Il risultato non è cambiato, a Glasgow, dove ad attendere i rossocrociati era però un avversario - almeno sulla carta - di uno spessore maggiore. La superiorità della selezione di Murat Yakin, invece, è emersa subito anche ad Hampden Park. E la Tartan Army, a ben guardare, si è rivelata complice, applicando alla lettera l’ordine di marcia del neoallenatore Sébastien Pocognoli. La coraggiosa ricerca del pressing alto, infatti, si è tramutata in un autogol, con la Svizzera abile a verticalizzare e a creare i presupposti per un duplice affare al 10’. No, non un calcio di rigore punito da un cartellino giallo, come inizialmente ravvisato dall’arbitro Minakovic, ma un fallo da ultimo uomo al limite dell’area meritevole di espulsione diretta. Fuori Hendry e dentro la punizione arcuata di Ricardo Rodriguez, in rete con la Nazionale dopo cinque anni di digiuno. «Sono felice di aver riassaporato la gioia della rete, soprattutto per il peso che la stessa ha avuto sull’economia del match» sottolinea il terzino del Torino ai microfoni della RSI. «Abbiamo controllato la partita per 90 minuti e, come a Skopje, ho visto una formazione concentrata e che ha rischiato pochissimo».
Pazienti e autorevoli
Con Aebischer preferito a Rieder sulla tre-quarti, quale unico cambio rispetto al debutto nella competizione, la Svizzera ha conosciuto solo una fase di appannamento. L’uomo in più, d’altronde, ha costretto la Scozia a indossare di nuovo la tuta da operaia, rinchiudendosi nella propria metà campo e affidandosi unicamente alle ripartenze. La manovra elvetica ha quindi perso ritmo e qualità. Almeno sino alla pausa. Nella ripresa, per contro, Akanji e compagni sono tornati ad accelerare, eccome, annichilendo gli scozzesi. «Siamo stati pazienti e, alla fine, abbiamo sfruttato le nostre occasioni, anche se avremmo persino potuto realizzare più reti» commenta il capitano e centrale dell’Inter.
Sulle ali di Amdouni
Trascinata dal terzetto romando Ndoye-Manzambi-Amdouni, la Nazionale ha esultato una seconda volta grazie a un difensore. In occasione del 75. gettone in rossocrociato, a farsi trovare pronto nel cuore dei 16 metri, per altro con invidiabile freddezza, è stato Nico Elvedi. Due a zero al 55’ e via verso un finale di partita interpretato con entusiasmo e leggerezza. Due caratteristiche, queste ultime, che in questo momento appartengono in tutto e per tutto al citato Amdouni. Il centravanti del Burnley ha trovato il terzo gol in due partite, facendo ammattire a più riprese la retroguardia avversaria. «Altre tre reti, nessuna subita e una prestazione convincente: non possiamo che essere soddisfatti» rileva non a caso il ct Murat Yakin. «Le nostre qualità, in superiorità numerica, sono emerse in modo chiaro. Tuttavia, non porrei solo l’accento sulle idee offensive, ma anche sull’organizzazione complessiva e sull’attenzione difensiva. Vogliamo vincere questo gruppo e lo stiamo dimostrando».

