Calcio

L’Aarau e quell’infinita rincorsa alla Super League

Il club argoviese, ospite del Bellinzona, insegue da parecchi anni la promozione nella massima serie - Diverse le occasioni mancate nel recente passato - L’ex Raoul Giger: «I giocatori non pensano a ciò che è stato»
© KEYSTONE/Christian Merz
Thomas Schürch
Thomas Schürch
11.04.2026 06:00

Lasciarsi alle spalle il passo falso di martedì e partire immediatamente all’inseguimento della capolista Vaduz. È l’obiettivo con cui scenderà in campo questa sera l’Aarau, sconfitto 3-1 dall’Étoile Carouge nel 29. turno di Challenge League e oggi ospite del Bellinzona. L’ultima battuta d’arresto è stata segnata anche dalle polemiche per il calcio di rigore concesso nel finale dall’arbitro Dudic ai romandi per un contatto tra Acquah e Itatinga, che ha portato al 2-1 e ha scatenato le proteste dei giocatori e dei loro tifosi. La compagine di Iacopetta – che dovrà fare a meno del portiere Hübel e del già citato Acquah – è attesa oggi in casa del fanalino di coda. Un appuntamento da non sbagliare per gli argoviesi. Certo, mancano ancora sette turni alla fine del campionato e l’ultima giornata metterà di fronte proprio Aarau e Vaduz, ma ogni punto perso per strada da ora in avanti rischia di risultare decisivo al momento di stilare la graduatoria finale.

I «fantasmi» del passato

E chissà che qualche dubbio, figlio anche dei «fantasmi» del passato, non abbia iniziato ad aleggiare nella mente dei protagonisti. L’Aarau è infatti impegnato da diverse stagioni nella rincorsa alla Super League ma, benché il club abbia sfiorato a più riprese l’obiettivo, non è sin qui riuscito a centrarlo. L’occasione più clamorosa mancata dagli argoviesi è sicuramente quella relativa alla stagione 2018-19: impegnata nello spareggio, la compagine svizzero settentrionale colse un roboante successo per 4-0 in casa del Neuchâtel. Il passaggio di categoria sembrava ormai certo, invece tre giorni dopo si consumò il dramma sportivo. Lo Xamax vinse a sua volta 4-0 in trasferta, rimandando il verdetto prima ai supplementari e poi ai rigori. Rigori che premiarono i romandi, a segno cinque volte in altrettanti tentativi. A risultare decisivo per la sconfitta degli argoviesi fu così l’errore di capitan Zverotic.

Il ricordo dei protagonisti

«Perdere una partita del genere non è da professionisti. Ge stimmo male la gara e quello fu un grave errore da parte nostra», ci racconta Norman Peyretti, ex giocatore dell’Aarau. «All’andata offrimmo una prestazione incredibile, la migliore dell’anno. Eravamo quasi convinti di salire in Super League. Al ritorno, però, non ci rendemmo conto che loro avevano comunque la possibilità di ribaltare l’esito dello spareggio. Nel primo tempo fummo poco concentrati e subimmo tre reti, di cui due su calcio d’angolo». I calciatori neocastellani, ricorda Peyretti, «si caricarono di adrenalina dopo i primi due gol. Trascorsa l’ora di gioco, alcuni di loro avevano i crampi, altri i conati di vomito per la fatica, eppure continuavano a correre. Credo che mentalmente avessero più energie di noi». Il giorno seguente la disfatta del Brügglifeld, «partii per le vacanze e, poco dopo, decisi di lasciare l’Aarau per approdare in Svizzera francese (all’Yverdon, ndr)».

Giger: «Il passato non pesa»

Tra le promozioni solo sfiorate dal club non si può non citare la stagione 2021-22 – chiusa a pari punti con Winterthur e Sciaffusa, ma con gli argoviesi terzi a causa della peggiore differenza reti e dunque fuori dai giochi che contano–, e l’annata 2022-23, conclusa al quarto posto ad appena tre lunghezze dallo Stade Losanna-Ouchy, ammesso allo spareggio. Ma cosa manca agli argoviesi per compiere il definitivo salto di qualità? «Non bisogna dimenticare che in un campionato non si corre da soli, ma si è confrontati con avversari di livello», rileva Raoul Giger, difensore dell’Aarau dal 2018 al 2022. «È dunque difficile proporre il proprio meglio ogni settimana. Inoltre, i giocatori avvertono la pressione, perché vogliono raggiungere l’obiettivo. Credo però che quest’anno il gruppo abbia la maturità per gestirla». Secondo Giger, le occasioni mancate in passato non pesano comunque sulla squadra attuale. «I calciatori non pensano a ciò che è stato. Certo, all’interno dell’ambiente i giornalisti e i tifosi ne discutono, ma non penso sia un problema. E chi già militava nel club e ha vissuto quelle partite, penso preferisca non parlarne».

Spareggio fotocopia in arrivo?

L’ultimo infruttuoso tentativo di operare il balzo di categoria risale allo scorso maggio, quando gli argoviesi – secondi classificati in Challenge League – hanno affrontato nello spareggio il Grasshopper, penultima forza della massima serie. Una doppia sfida vinta nettamente dagli zurighesi, capaci di imporsi per 4-0 tra le mura amiche, prima di andare incontro a una sconfitta indolore al Brügglifeld (1-0). Curiosamente, se i campionati finissero oggi, lo spareggio metterebbe di nuovo di fronte queste due compagini. E secondo Giger, non sarebbe un male: «Se al momento giocassi nell’Aarau, preferirei affrontare il GC rispetto al Winterthur (attualmente ultimo in Super League, ndr). Il “Winti” mi sembra infatti mentalmente più forte nelle situazioni difficili, come dimostra la salvezza conquistata lo scorso anno».