Calcio

Le Isole Faroe, per un’ora, sembrano la fine del mondo

Il Lugano prima trema, poi trova il pareggio contro il Runavik e conquista i playoff di Conference League, dove affronterà il Maccabi Tel Aviv - Croci-Torti: «Non eravamo affamati come dovevamo, ma la reazione è da grande squadra»
Il Lugano, infine, dopo lo spavento ha potuto festeggiare. © MARIA LINDA CLERICETTI
Maddalena Buila
13.08.2026 23:15

Sì, per sessantasette minuti le Isole Faroe sono parse per davvero la fine del mondo. Forte del 2-0 maturato all’andata alla AIL Arena, il Lugano partiva alla volta del nord Europa con tutti i favori del pronostico dalla sua. E invece così non è stato. No, i coriacei faroensi del Runavik non hanno regalato nulla ai bianconeri, lottando per inscenare un’altra grandissima prestazione dopo quella messa in campo contro gli sloveni del Koper, valsa loro la qualificazione al terzo turno di Conference League. Infine, ai playoff della competizione continentale, ci sono però andati gli uomini di Mattia Croci-Torti, con tanti brividi. Knudsen al 29’ e Lindh al 60’ hanno avvicinato clamorosamente i bianconeri all’addio all’Europa. A un niente dal crollo, Steffen e compagni hanno trovato la forza di reagire, prima con Cimignani (67’) poi con Behrens (80’), tornando a casa con una prestazione nel complesso deludente, ma comunque sufficiente per proseguire il proprio cammino in Conference. Si ferma però a sei la striscia di vittorie messe a segno dall’inizio di questa stagione. Il pareggio maturato a Klaksvik ha chiuso il filotto positivo.

Qualche regalo di troppo

«Qualcosina abbiamo regalato, sì», l’analisi di Mattia Croci-Torti ai microfoni della RSI. «È stata anche una questione di testa. Non eravamo affamati come avremmo dovuto essere. Poi, però, la squadra ha reagito alla grande. Sotto 2-0 potevamo precipitare in un burrone. Invece siamo rimasti concentrati, recuperando due gol e passando il turno. Era quello che dovevamo fare. Sapevamo benissimo che sarebbe stata una partita difficile e avevamo totale rispetto per questo avversario. Non si può essere sempre totalmente efficienti. Però il cuore e la reazione di questa squadra sono la cosa più importante». Ciò detto, il match del Lugano rimane deludente. Pochi, pochissimi bianconeri meritano la sufficienza in pagella. Da tre sbavature sottocenerine, d’altronde, nascono le due reti dei padroni di casa. Sull’1 a 0 sia Papadopoulos sia von Ballmoos potevano fare decisamente di più. Male pure Mai sul 2-0. «Ma io vedo il bicchiere pienissimo», commenta il Crus. «Sapevamo che le condizioni non sarebbero state facili. Sapevamo anche che avremmo potuto commettere qualche errore. E infatti lo abbiamo fatto. Però abbiamo reagito. A volte bisogna guardare soprattutto alle reazioni e al cuore messo in campo. In questo, non posso che vedere del positivo».

Un’esperienza unica

Un dato, in fondo, rimane il più importante. Ovvero che il Lugano ha passato il turno e giocherà il playoff di Conference League contro il Maccabi Tel Aviv. Sì, saranno gli israeliani il prossimo avversario di Steffen e compagni. L’andata è in programma giovedì alla AIL Arena. Il ritorno una settimana dopo. Prima, però, c’è da metabolizzare la trasferta nordica, sfruttata dai bianconeri per tirare il fiato, godendosi le meraviglie naturali offerte dalle Isole Faroe. «Non eravamo mai partiti due giorni prima per una trasferta. Questo ha inciso un po’ sulla partita: dal punto di vista nervoso non eravamo come avrei voluto. Ma è anche vero che la vita ti offre poche occasioni come questa. Solitamente abbiamo poche possibilità di viaggiare. Invece, in questi due giorni, abbiamo fatto un’esperienza di vita diversa, che ci poteremo dentro. La natura ti insegna tante cose e ti aiuta a riflettere», chiosa il Crus.