Lichtsteiner, Magnin, Frei e quell'avversione all'oblio

C’è stato un tempo in cui Stephan Lichtsteiner e Ludovic Magnin condividevano compiti e obiettivi in campo. E, fra questi, uno da destra, l’altro da sinistra, rientravano i traversoni per il bomber Alex Frei. Nelle scorse ore, i tre ex giocatori della Nazionale hanno invece alimentato la girandola di tecnici in Svizzera. Da concorrenti. Nel caso di Lichtsteiner e Magnin, intrecciando addirittura i rispettivi destini. Già, perché il primo ha preso il posto del secondo sulla panchina del Basilea. Frei, lui, è stato nominato allenatore della U21 rossocrociata, mettendo fine a un anno e mezzo di pausa trascorsi soprattutto in tv, come opinionista.
La truppa di Köbi Kuhn
Fitto e indirizzato, il cursus honorum di Frei non si distanzia molto da quello del coetaneo Magnin. Per entrambi, il trapasso da calciatore ad aspirante allenatore è stato immediato. Logico, direte voi: competenze e passione non potevano mica condurre altrove. Eppure, il confine tra predisposizione e avversione - o forse paura - all’oblio appare labile. Di certo, sono pochi coloro che riescono a sottrarsi ai riflettori calcistici. E lì, a testimoniarlo, vi sono proprio le parabole dei vecchi compagni del passato e del neocondottiero del Basilea.
Prendiamo il gruppo che affrontò l’Europeo casalingo del 2008, vetrina privilegiata per mettere in mostra due generazioni di calciatori ambiziosi: quella capace di far sognare ai Mondiali 2006 e quella con cui provare ad alzare l’asticella. Furono 23 i giocatori convocati dal compianto Köbi Kuhn e di loro ben 21 masticano ancora calcio quotidianamente, seppur con funzioni differenti. Il 41.enne Eldin Jakupovic, terzo portiere di quella spedizione, addirittura milita ancora nella terza divisione della MLS. Ma si tratta dell’unico profilo ancora «in attività».
I tecnici, sul pezzo o in stand-by
Detto di Frei, Magnin e Lichtsteiner, la lista degli allenatori con un trascorso in Nazionale si compone di altri elementi. Daniel Gygax è alla testa della U21 del Thun, occupazione che non gli impedisce di vestire i panni dell’opinionista per Blue. Johan Vonlanthen, da parte sua, fa la gavetta nello staff dello Zurigo, in qualità di assistente di Dennis Hediger. Un paio di anni fa ci aveva provato pure Eren Derdiyok, allo Sciaffusa, per poi fare un passo indietro e ripartire dal vivaio del Basilea. E a proposito di Sciaffusa: Hakan Yakin non è mai riuscito (o non ha mai voluto?) ad andare oltre la panchina dei gialloneri, e ora si diletta soprattutto a prendere parte a match di esibizione.
Gli uomini dell’ASF
Non sono pochi, e in fondo non sorprende, gli ex rossocrociati presenti a Euro 2008 finiti sotto l’ala protettrice della Federazione. Detto che pure Frei indossa questo cappello, ve ne sono altri tre. A partire da Diego Benaglio, divenuto coordinatore sportivo proprio della Svizzera U21 nel settembre 2025. Ruolo analogo, ma a favore della Nazionale femminile, per Johan Djourou. Defilatosi per alcuni anni, dedicando il suo tempo all’insegnamento della letteratura spagnola, Ricardo Cabanas ha invece ceduto alle avances dell’ASF nell’autunno del 2024, quando è stato nominato talent manager.
I dirigenti
Christoph Spycher è il responsabile dell’area sportiva dello Young Boys da oramai una decina d’anni. Più di recente la grande famiglia dei Pozzo ha per contro riunito due grandi ex centrocampisti: Gokhan Inler e Valon Behrami. Uno è responsabile dell’area tecnica all’Udinese, mentre Behrami - dalla scorsa estate - contribuisce alla direzione sportiva del Watford.
L’agente
Prima del trasferimento in Inghilterra, Behrami aveva favorito la nascita della BFAgency, occupandosi quindi di curare gli interessi di calciatori e allenatori. A rappresentare la categoria dei procuratori rimane quindi Philipp Degen, con il suo SBE Group.
I funzionari
Le infinite vie del calcio, specialmente in Svizzera, possono condurre anche a Zurigo e Nyon, sedi di FIFA e UEFA.A intraprenderle sono stati in quattro. In seno alla Federcalcio mondiale, lavorano Pascal Zuberbühler (esperto senior di formazione calcistica e ambasciatore del FIFA Museum, oltre che volto di Blue), Gelson Fernandes (direttore delle associazioni affiliate in Africa) e Philippe Senderos («high performance specialist»). A curare la formazione in casa UEFA è invece Patrick Müller, invero discretissimo una volta appese le scarpette al chiodo.
Le vie di mezzo
Da operaio della Svizzera a co-commentatore della stessa, per la SRF: Benjamin Huggel resta un riferimento del calcio rossocrociato oltre San Gottardo. Nel frattempo, però, «Beni» ha contribuito a creare la rete Athletes Network che accompagna atlete e atleti nel loro inserimento nel mondo del lavoro. Dopo essersi speso in più ruoli e a più livelli per il Basilea, nell’estate del 2024 Marco Streller ha deciso di prendere le distanze dal suo grande amore. Oddio, come l’ex compagno continua a fare l’opinionista televisivo, ma oggi è in prima linea in altri due settori. Da un lato ha aperto un centro dedicato al padel con un amico, concentrandosi poi sulla ricerca di sponsor. Dall’altro è responsabile vendite per il festival musicale Baloise Session.
I refrattari
Eccole, infine, le due eccezioni. Stéphane Grichting ha voltato le spalle al calcio di alto livello, forse anche perché segnato da alcuni spiacevoli episodi vissuti in carriera. L’ex difensore, però, non ha tradito lo sport e una delle sue missioni più autentiche: la salute. Dal 2018, grazie a una riconversione professionale, Grichting è preparatore fisico all’interno di una società che si occupa di performance e supporti tecnologici. Il caso più interessante, ad ogni modo, è quello di Tranquillo Barnetta. Ritiratosi nel 2019, il sangallese - 260 partite in Bundesliga - si è dedicato al 100% (o quasi) al ruolo di marito e padre. Niente interviste per un anno e, di riflesso, tanto tempo da dedicare ai figli. Nel dicembre del 2024, il Tages-Anzeiger ha quindi raccolto le sue confidenze: «Sono contento di potermi concentrare su qualcosa di diverso, per una volta. La bolla calcistica è opprimente, che tu sia un ds, un consulente o un viceallenatore; la routine quotidiana ruota attorno alle stesse cose. Alcuni mi chiedono se prenderei in considerazione l’idea di allenare i più giovani. Ma anche in quel caso, tornerei in campo ogni fine settimana. Sotto i riflettori non è tutto rose e fiori. Sei esposto e costantemente giudicato da sconosciuti». Già. Ora tocca di nuovo a Stephan Lichtsteiner e Alex Frei.

