Calcio

L'Inter può festeggiare: è campione d'Italia

Scudetto numero 21 per i nerazzurri, che liquidano il Parma e ottengono la certezza matematica del titolo – A San Siro si scatena la festa
©Luca Bruno
Red. Online
03.05.2026 22:41

Lo scorso maggio, raccontavamo del Napoli di Antonio Conte che strappava lo scudetto all'Inter all'ultima curva. Dodici mesi dopo, il copione si rovescia. A festeggiare, in un San Siro strapieno e vestito a festa, sono i nerazzurri. E in anticipo.

Contro il Parma di Carlos Cuesta, squadra già salva, all'undici di Cristian Chivu bastava non perdere per cucirsi sul petto il ventunesimo scudetto della propria storia. Il match-point era arrivato grazie al pareggio del Napoli a Como, sabato pomeriggio. Festa con tre giornate d'anticipo, dunque, a distanze (sportivamente) siderali dal citato Napoli e dal Milan. Il risultato? Due a zero, reti di Thuram e Mkhitaryan.

Andiamo ai numeri. È il primo scudetto da allenatore di una prima squadra per Cristian Chivu, arrivato sulla panchina nerazzurra dopo l'esperienza al Parma. Il tecnico romeno aveva già vinto un titolo italiano in nerazzurro, ma con la Primavera, nella stagione 2021-2022, al primo anno sulla panchina del settore giovanile. Sette giocatori della rosa attuale, dal canto loro, conquistano il primo scudetto italiano della loro carriera: lo svizzero Akanji, Bonny, Diouf, Pio Esposito, Luis Henrique, Josep Martínez e Sucic. 

La lettura. Chivu vince al primo anno sulla panchina dei grandi, con una squadra che ha cambiato pelle sul mercato senza smarrire l'ossatura. Il margine finale dice meglio di qualunque cronaca quanto il distacco sia diventato inattaccabile già nelle ultime settimane: la caduta del Napoli al Maradona contro la Lazio aveva, di fatto, chiuso i conti. E il Napoli? Conte ha tenuto fino alla primavera, poi il passo si è spezzato. Resta un secondo posto che, a luglio, in pochi avrebbero scommesso. Ma il messaggio che esce da San Siro è netto: la rosa più solida della Serie A, oggi, è ancora quella nerazzurra.

Resta una domanda, la stessa di sempre quando un ciclo sembra non chiudersi mai. Quanto può durare ancora? La finestra non è infinita. Ma stasera, sotto la Curva Nord, nessuno ha voglia di porsela. Meglio, molto meglio festeggiare lo scudetto numero ventuno.