Lugano a valanga sul Vedeggio, ma è stata una festa per tutti

Un abbraccio al calcio ticinese. In fondo è questo ciò che resta del primo turno di Coppa Svizzera fra Vedeggio e Lugano. Più, sicuramente, del 10-1 in favore dei bianconeri e di una partita che non ha mai avuto storia. L’istantanea che meglio racconta allora la domenica pomeriggio andata in scena all’AIL Arena, arriva infatti al triplice fischio, con il giro di campo delle due squadre, e i blaugrana a prendersi gli applausi e i cori dalla curva bianconera e da tutto lo stadio (incitamenti, a dire il vero, che non erano mancati nemmeno durante i 90 minuti). «È stata un’emozione grandissima – racconta Mauro Borsieri, tecnico del Vedeggio –. Per me e per i miei ragazzi è stata un’esperienza che rimarrà indelebile nella nostra memoria, al di là del risultato». «È così – gli fa eco il numero dieci Armia Ahmari, autore dagli undici metri dell’unica rete dei suoi –, da questa giornata mi porto a casa ogni momento, dall’istante in cui mi sono svegliato fino all’abbraccio finale del pubblico. Sono emozioni che capitano poche volte nella vita».
Una scelta che ha pagato
Il Vedeggio questa giornata se l’era guadagnata vincendo la Coppa Ticino e, con essa, il diritto di rappresentare il calcio regionale sul palcoscenico nazionale. Poi ci ha pensato il sorteggio a disegnare l’accoppiamento, e infine la scelta condivisa fra le due società di far disputare l’incontro nel nuovo stadio luganese. Una decisione, alla luce dei 3.257 spettatori presenti, che si è rivelata azzeccata. «È stata davvero una festa – conferma il tecnico bianconero Mattia Croci-Torti –. E la scena finale è stata meravigliosa, simbolo di come il calcio in certe circostanze riesca a unire».
Massimo rispetto
Poi, certo, si è anche giocato. E lì le distanze sono emerse molto in fretta in maniera perentoria: cinque reti nel primo tempo (tre in 11 minuti), altrettante nella ripresa, per un Lugano che non ha mai smesso di spingere. «Affrontare certe sfide aiuta i ragazzi che militano nel calcio regionale a capire cosa sia l’alto livello e l’agonismo – osserva Croci-Torti –. Quando vedi un avversario che ti lascia sul posto in velocità, capisci cosa significhino atletismo, intelligenza tattica e tecnica superiore. Certe cose ti motivano a migliorare. Noi abbiamo dimostrato loro rispetto giocando al 100% dall’inizio alla fine». Borsieri gli dà ragione: «Mi aspettavo questo loro atteggiamento e l’ho apprezzato. Anche perché non si sono mai permessi di umiliarci: se devi fare dieci gol, è giusto che ne fai dieci, senza fermarti».
Ahmari e il cucchiaio
Il divario tecnico d’altronde era ben noto prima ancora di scendere in campo. A questo si è poi aggiunta la comprensibile soggezione dei giocatori del Vedeggio, catapultati in uno scenario per loro inedito. «Nei primi 25 minuti eravamo completamente nel pallone – ammette Ahmari –, poi qualcosina si è sciolto». Abbastanza, perlomeno, da regalare loro il momento più bello del pomeriggio, con il rigore trasformato al 56’ dallo stesso numero 10 con un cucchiaio. «Ai miei compagni avevo detto tempo fa che ci avrei provato – spiega ridendo –. Lì per lì ero un po’ teso, ma eravamo già sotto di tante reti, per cui valeva la pena tentare».
Minuti per le seconde linee
In casa bianconera la domenica di Coppa è servita invece soprattutto a dare minutaggio a chi finora ne aveva avuto meno. Oltre a Gebhardt fra i pali (praticamente inoperoso), dall’inizio si sono visti i vari Carbone, Marques, Kelvin, il giovane Ajdin e Castro. Alcune risposte – ovviamente da prendere con le pinze data la caratura dell’avversario – sono arrivate: Castro ha trovato i primi gol con il Lugano e ha firmato una tripletta, imitato da Dos Santos. «Lo vedo in crescita», segnala Croci-Torti sul colombiano, ancora evidentemente alla ricerca della condizione dopo tanti mesi senza disputare una partita intera. Minuti utili, insomma, in una fase in cui il Lugano è sceso in campo ogni tre giorni e che giovedì tornerà subito a concentrarsi sull’Europa nell’andata dei playoff di Conference League contro il Maccabi Tel Aviv.
Il cammino delle ticinesi
La Coppa Svizzera tornerà invece a ottobre, con Lugano e Taverne uniche due ticinesi in corsa dopo l’eliminazione del Bellinzona, sconfitto malamente venerdì a Rotkreuz per 4-1. Nei sedicesimi i bianconeri saranno attesi sul campo del Pully, formazione di Seconda Lega Interregionale. Il Taverne, qualificatosi sabato grazie al 2-1 ai supplementari contro il Brunnen, avrà invece in premio la prestigiosa sfida casalinga contro lo Young Boys. Per quella che si preannuncia, presumiamo, un’altra bella giornata per il calcio ticinese
