Calcio

Lugano sei proprio imbattibile: «Lanciato un altro segnale fortissimo»

I bianconeri dominano e vincono anche contro il Basilea, ribaltando con grande maturità l’iniziale svantaggio - È il sesto successo consecutivo in campionato, sinonimo di tentativo di fuga - Croci-Torti: «Siamo sempre sul pezzo»
©KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS
Massimo Solari
06.09.2026 22:05

A Zan Celar non resta che abbracciare gli amici di un tempo, scambiando la propria maglietta con quella di Yanis Cimignani e accettando di buon grado le punzecchiature del Crus. Lo spogliatoio del Lugano, intanto, è in subbuglio. Cori, urla e, chissà, forse qualche premio rivisto al rialzo. Al St. Jakob-Park, d’altronde, è arrivata un’altra vittoria entusiasmante. Non in extremis e al termine di una partita complicata, come avvenuto qualche giorno fa contro il Servette. Ma in rimonta e grazie a una prestazione tanto maiuscola, quanto matura. Insomma, il 3-1 inflitto al Basilea, a conti fatti e nonostante la distrazione collettiva in avvio di ripresa, non merita contestazioni di sorta. Ha dominato e vinto la squadra più forte. Una squadra capace di cogliere il sesto successo consecutivo in campionato. Una squadra, al momento, imbattibile.

Che sfida contro l’YB

Gli uomini di Mattia Croci-Torti hanno dunque sfruttato la frenata dello Young Boys, ora a -3 e con una gara in più, in attesa dello scontro diretto in agenda sabato sera alla AIL Arena. «Sarà una bella sfida e ci sarà da divertirsi» afferma il Crus, proiettandosi già verso un possibile crocevia della Super League 2026-27. Anche il successo ottenuto ai danni del Basilea, però, merita di essere assaporato con orgoglio e leggerezza. «Volevamo lanciare un segnale forte al campionato e alle concorrenti dirette. Ed è con prestazioni del genere che si dimostra di essere all’altezza di determinate ambizioni. Una volta di più, la squadra ha confermato di essere in grado di restare sul pezzo. Anche se non ne avevo dubbi».

Eppure, suggerivamo, la rete siglata da Metinho a inizio secondo tempo avrebbe potuto far vacillare le consapevolezze della compagine bianconera. «Non abbiamo mai smarrito equilibrio e voglia di fare la partita» sottolinea in merito il tecnico ticinese. «Da quando alleno il Lugano, oltretutto, è il primo tempo di maggiore personalità disputato al St. Jakob». E averlo chiuso sullo zero a zero, in fondo, ha costituito la vera macchia del match bianconero. «Ma abbiamo reagito alla grande e gioire in rimonta è sempre bello» rileva Croci-Torti. «Incontri e risultati come questi contribuiscono al clima positivo dello spogliatoio. Uno spogliatoio in cui tutti vogliono essere protagonisti e in molti ci riescono». A questo giro non è arrivato l’atteso gol dell’ex Ajeti - invero impalpabile dal 63’ in poi -, e però a ritrovare il sorriso è stato Kendouci, sostituito alla pausa con il Servette e autore del 3-1 che ha mandato al tappeto il Basilea. Il tutto con l’assistenza di Pihlström, lui al contrario ispiratissimo da diverse settimane.

Soluzioni e fiducia

Trascinato da un Bislimi in versione extra-lusso, il Lugano ha mostrato di avere le idee chiare a differenza di un Basilea fragile e umorale come il suo condottiero. E, si badi bene, al St. Jakob non è stato schierato l’undici tipo del Crus e nemmeno il più brillante, a immagine di un Cimignani capace del peggio come del meglio. Tuttavia, e lo preciserà il ds Sebastian Pelzer, la rosa che affronterà l’autunno non cambierà volto. «Malgrado le assenze di Zanotti, Behrens, Marques e Alioski abbiamo fatto una grande partita» osserva in merito l’allenatore momò. «Ripeto: è una questione di equilibri, di soluzioni - e penso in particolare al centrocampo - e soprattutto di fiducia. Devo infonderla a ciascun elemento del gruppo e poi sono convinto che con elementi come Karimov e Moncada vieppiù integrati sarà anche più semplice trovare le necessarie contromisure».

L’honduregno non ha inciso per il secondo incontro consecutivo, complice altresì un’ammonizione subitanea. «Non sta giocando nel suo ruolo, lo sappiamo. Nonostante ciò, non smette di aiutare i compagni. I gialli a inizio partita, fiscali o meno che siano, vanno però evitati e sulla gestione di queste situazioni Dereck dovrà lavorare». Chi, al contrario, dispone di un arsenale offensivo carico di esplosivi è lo Young Boys, come detto prossimo avversario del Lugano. Ed è proprio su questo aspetto che il Crus pone l’accento, cercando di sfilarsi la casacca di favoriti per il titolo. «Penso che tutta la Svizzera si sia accorta del potenziale di cui dispone il club giallonero in attacco». Con la miseria di quattro gol subiti, la difesa del Lugano dispone in ogni caso di mezzi sufficienti per reggere l’urto e assestare un altro, fortissimo colpo alla Super League.

Sebastian Pelzer. «Il nostro mercato è chiuso»

Il sorriso e il linguaggio del corpo di Sebastian Pelzer, responsabile dell’area sportiva bianconera, sono non a caso quelli dei giorni migliori. E ci mancherebbe. Anche se la pressione cresce e la candidatura al titolo ha oramai tutti i crismi dell’ufficialità. «Ma non ha senso spingersi così in là con il pensiero» frena Pelzer. Per poi comunque aggiungere: «Non si sta affatto male con questa pressione e in vetta alla Super League. Il modo in cui abbiamo gestito la prima parte della stagione è straordinario e fonte di orgoglio. Dobbiamo semplicemente cercare di vincere più partite possibili, perché arriverà sicuramente il momento in cui caleremo e perderemo anche noi. Ma finché non accade, beh, non c’è ovviamente alcun problema». Il Chief Sports Officer del Lugano non vuole comunque sentire parlare di una dimostrazione di forza al cospetto di un avversario pure ambizioso. «Sarebbe presuntuoso porre il successo ottenuto sul Basilea sotto questa luce. No. In campo si è vista l’ennesima prestazione di una squadra solida e unita. Anche in svantaggio non abbiamo perso la testa. Avere la meglio del Lugano e del suo stile di gioco non sarà per nulla scontato, soprattutto se la rosa non conoscerà troppi infortuni».

E a proposito dell’organico bianconero. A poco più di 24 ore della chiusura del mercato estivo per i club svizzeri, come accennato, Pelzer archivia anche le ultime speculazioni. «Albian Ajeti è stato l’ultimo rinforzo. Non esistono altre possibilità». Centrocampo compreso.

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