Missione promozione per il Team Ticino U21

C’è una squadra che questa sera è pronta a far vibrare Cornaredo, vivendo emozioni forti. Il suo nome non è però FC Lugano, bensì Team Ticino U21. Proprio così, i «ragazzi terribili» di Ludovico Moresi conducono le danze nel gruppo 4 della Seconda Lega interregionale e ad una giornata dal termine, sono ormai ad un solo passo dalla promozione. Per centrarla, un pareggio potrebbe però non bastare. Contro il temibile Hergiswil, attualmente terzo e distante un punto dai giovani rossoblù, servirà probabilmente la posta piena: «Là davanti è un’ammucchiata - ci spiega «Ludo» -. Assieme a noi, anche il Taverne, il già citato Hergiswil e l’Emmenbrücke possono ancora ambire al primo posto. L’ultima elencata, tra l’altro, è la formazione che fin qui mi ha impressionato maggiormente. Sarà una sfida tutta da vivere, che penso si giocherà davanti a una bella cornice di pubblico. Peccato che purtroppo non si sia trovata una soluzione per evitare la concomitanza con la prima amichevole del FC Lugano, che sicuramente ci “ruberà” qualche tifoso, ma va bene così. Giocare sul campo principale, sarà già di per sé una grande emozione».
Un piccolo vantaggio
I giovani rossoblù, rispetto alle avversarie dirette, hanno un piccolo vantaggio: quello di essere sicuri di volare in Prima Lega, qualora stasera dovessero riuscire ad imporsi. «Una posizione favorevole che ci siamo guadagnati sul campo - ci dice fiero il tecnico dell’U21 -. Il nostro primo posto non è casuale, i ragazzi hanno trovato il modo di imporsi in diverse partite e questo non è mai scontato. Ora ci attende una sorta di finale. Dal punto di vista mentale è un’opportunità enorme, perché la crescita di un giovane passa anche da momenti come questi». In caso di arrivo a pari punti tra più squadre, a fare da spartiacque sarebbe la classifica fair play: «Un criterio che francamente trovo un pochino inadatto a questa categoria. Lo apprezzo molto tra i più giovani, perché veicola anche un certo tipo di messaggio, ma in questo caso avrei preferito dare più peso ai risultati negli scontri diretti o alla differenza reti» afferma Moresi.
Una stagione inusuale
A prescindere dall’esito dell’ultima giornata, quella dell’U21 è stata una stagione tanto particolare quanto positiva: «Abbiamo dovuto interrompere il campionato di Seconda Lega interregionale a fine ottobre, a causa della pandemia. Nei mesi successivi abbiamo però disputato un torneo di 18 partite contro le altre U21 svizzere, ottenendo dei buoni risultati. A giugno abbiamo poi ripreso il campionato vero e proprio, ritrovando subito il giusto ritmo. Il tutto senza rinforzi da parte delle prime squadre dei club ticinesi, cosa che peraltro ci sarà vietata - per regolamento - anche questa sera. Ripeto, nonostante sia stato un campionato evidentemente influenzato dal fatto che si concluderà a metà rispetto ad un’annata normale, siamo arrivati fin qui con le nostre forze e ora vogliamo finire nel migliore dei modi». Un campionato che tra l’altro, per «Ludo» Moresi e il suo assistente Dario Rota, è stato il primo in questa categoria: «Ma il nostro coordinatore, Cao Ortelli, conosce questa realtà a menadito - puntualizza l’ex centrocampista -. Ci ha aiutato sotto diversi punti di vista. Non sapevamo bene cosa aspettarci, ma con la sua guida l’impatto è stato gestito al meglio».
Salire per progredire
A quasi un anno dall’inizio di questa avventura, Moresi si è fatto un’idea più chiara, traendo le proprie conclusioni: «Non lo dico soltanto perché ci siamo molto vicini, ma per i giovani ticinesi poter militare in Prima Lega con l’U21 sarebbe importantissimo. In questi mesi ho capito che spesso e volentieri in Seconda Lega interregionale si gioca un calcio piuttosto rude e difensivo, dove il talento del giovane ha più difficoltà ad essere sviluppato. Da questo punto di vista, con una promozione, tutto cambierebbe in meglio. In Prima Lega c’è la volontà di proporre un gioco più organizzato, con idee e geometrie adatte per permettere ad un giovane di progredire. Spero davvero che si possa tagliare questo traguardo, se non oggi, in un futuro non troppo lontano».
A ben pensarci, con un pizzico di fortuna, entro un paio d’anni il Ticino potrebbe contare su una squadra in ognuno dei primi quattro livelli del calcio elvetico: «Effettivamente è così. In base ai risultati dei prossimi anni, potremmo avere il Lugano in Super League, una tra Chiasso e Bellinzona in Challenge, l’altra in Promotion League e il Team Ticino in Prima Lega. Chiaramente sarebbe una conformazione perfetta per il calcio ticinese, ma ritengo che in fondo se così non fosse, non sarebbe necessariamente un dramma. Per dire: giocare un campionato di vertice in Promotion League, oppure uno di bassa classifica in Challenge League - a patto di accumulare minuti in campo - non è poi così differente».
Giovani talenti crescono
Nelle ultime settimane si è parlato molto dell’attaccante Nikolas Muci, ma la squadra di Moresi può contare su altri elementi molto interessanti in ottica futura: «Nikolas è più giovane e ha giocato con noi soltanto qualche partita, facendo bene. Ha però ancora diversa strada da fare, soprattutto sul piano fisico. Ci sono tanti altri elementi che in prospettiva potrebbero comunque emergere, come Simone Mazzoletti, Tommaso Centinaro e Aris Aksel Sörensen. Giocatori che hanno già accumulato allenamenti e qualche spezzone di partita anche con Lugano e Chiasso, sia in Super che in Challenge League. Ma nessuno di loro è ancora pronto per aspirare ad una maglia da titolare nel massimo campionato elvetico» rileva Moresi.
Lavoro duro e annate fortunate
Meglio focalizzarsi, allora, sulla «finale» di questa sera. Un’altra, dopo quella vera e propria di Coppa Svizzera disputata a Bienne dalla U18, appena qualche settimana fa. Contro i pari età del Servette finì amaramente dopo i rigori, però quella 2020-2021 resta una stagione da incorniciare per il consorzio ticinese: «Significa che stiamo lavorando bene, ma anche che queste due annate in particolare erano ricche di talento - ci conferma Moresi -. Menzionerei inoltre anche la U15 e la U16, brillanti pure loro. Meno tensioni in seno al comitato? Sì, questa stagione non ci sono state turbolenze, ma gli exploit derivano principalmente dal lavoro sul campo».
Spazio, infine, per una battuta: qualora dovesse andare male stasera, «Ludo» spera di consolarsi con l’ottavo di finale dell’Europeo tra Svizzera e Francia? «Sono un ottimista, dunque tendo a non pensare mai agli scenari negativi. Sarebbe bello poter festeggiare in entrambi i casi, no?» conclude ridendo il tecnico 41.enne.
