Il personaggio

Mondiali 2026, Murat Yakin star dei social: da narcos a sosia di Mads Mikkelsen

Il cammino della Svizzera è stato accompagnato da meme e battute sul commissario tecnico – Lo stesso «Muri» ha risposto con ironia a James Corden
©BOB FRID
Marcello Pelizzari
11.07.2026 16:03

In rete, gli utenti sono scatenati. Da settimane, oramai. Merito del look, con quegli occhiali che richiamano alcuni tra i peggiori gangster ammirati nei film di Scorsese o, peggio, «uno spacciatore di droga degli anni Settanta» volendo citare uno dei tanti, tantissimi post dedicati al nostro commissario tecnico. Merito, evidentemente, anche del cammino della Svizzera e dell’attenzione riservata ai rossocrociati lungo il cammino. La parola chiave? «Aura». Usata se non abusata dagli stessi utenti per descrivere l’allure di Murat Yakin. Il quale, appunto, è diventato un’icona social. 

C’è da dire che «Muri» non è nuovo alla viralità. Già durante Euro 2024, ad esempio, era stato lodato, ironicamente, per il suo stile. Ora, però, ha raggiunto livelli fino all’altro ieri impensabili. Da Narcos a James Bond, passando per il videogioco GTA, la carrellata di paragoni a questo giro è lunga. C’è anche chi l’ha piazzato in un b-movie d’azione bulgaro e chi, ancora, vede in lui il sosia spiccicato di Mads Mikkelsen. Ah, ovviamente non mancano le cosiddette «bimbe di Yakin». Ovvero, donne che trovano particolarmente sexy l’allenatore.

Di Yakin se ne parla, ovviamente, anche oltreoceano. In televisione, con le clip estrapolate che – a loro volta – guadagnano i social. James Corden, conduttore di After Hours su Fox Sports, ha paragonato Yakin a un personaggio di Breaking Bad, serie tv cult. Un cattivo, insomma. Un accostamento, una volta di più, ironico al quale il tecnico ha risposto con altrettanta ironia. Spiegando, dopo una sfilza di luoghi comuni sulla Svizzera, ovviamente voluti, che l’unico posto in cui si sente un «cattivo» è il campo. 

Rientrando in studio, Corden ha sottolineato la capacità di Yakin di non prendersi sul serio, tanto più durante un Mondiale. Una qualità rara, che ben si accompagna alla serietà e alla bravura con cui il commissario tecnico ha in qui gestito la Svizzera. Contro l'Argentina la posta è altissima. E lo sappiamo. Ma una cosa Yakin l'ha già vinta: è l'unico allenatore di questi Mondiali che, quando entra in campo, non sai se stringergli la mano o chiamare l'Interpol. Questa notte scopriremo se il «cattivo più elegante del torne» ha in serbo anche il colpo di scena finale.

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