Nessun volto nuovo, alcuni graditi ritorni

Infermeria (quasi) vuota e abbondanza di alternative. È grazie a queste ottime premesse, che il ct della nazionale svizzera Murat Yakin ha evitato di cercare soluzioni sperimentali - almeno nei nomi dei 26 convocati - per i due test di lusso di settimana prossima contro Germania (venerdì 27 marzo alle 20.45 a Basilea) e Norvegia (martedì 31 alle 18.00 a Oslo). «Già, per fortuna ho potuto scegliere fra tutti i migliori giocatori» ha spiegato il tecnico. «Sono molto felice che finalmente si ricominci dopo questa lunga pausa invernale. Ed è positivo farlo contro due delle squadre più forti d’Europa. Vogliamo mostrarci nella nostra veste migliore». Una veste, dunque, fatta di elementi già tutti collaudati. O almeno sulla carta, perché sebbene la casella accanto al debutto in Nazionale l’ha già spuntata, Alvyn Sanches di minuti in campo con la maglietta rossocrociata ne ha fatti solamente 22, ed è allora tutto ancora da scoprire.
L’infortunio all’esordio
Era il 21 marzo di un anno fa, quando il trequartista, al tempo in forza al Losanna, macchiava il suo esordio uscendo infortunato nei minuti di recupero dell’amichevole contro l’Irlanda del Nord. La diagnosi fu impietosa: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. E così, proprio il primo giorno di primavera, il fiore pronto a sbocciare si è dovuto richiudere per diversi mesi. Sfumate le chance di un trasferimento all’estero, lo Young Boys ha deciso di puntare su di lui quando era ancora in infermeria, e in giallonero ha ricominciato a splendere: dopo alcune settimane di inevitabile adattamento, Sanches è tornato a timbrare il cartellino il 26 ottobre contro il Winterthur, e da quel momento non ha più mollato il suo posto da titolare, gonfiando la rete in altre sette occasioni. «Siamo tutti felici del suo recupero», ha detto Yakin. «Conosciamo le sue qualità nel campionato svizzero, e adesso vogliamo testarle in campo internazionale. Si nota subito la gioia che ha nel giocare e la sua propensione offensiva: è un giocatore creativo, intelligente e con un incredibile fiuto del gol. Ora dobbiamo ricominciare da capo, visto che è passato un anno dall’ultima volta, ma mi aspetto che mostri da subito la sua imprevedibilità».
Okafor era nei programmi
Il nativo di Créteil non è però l’unico gradito ritorno: la Nazionale potrà infatti riabbracciare due senatori come Remo Freuler e Denis Zakaria - assenti per infortunio nelle ultime partite di qualificazione ai Mondiali di fine anno, con il giocatore del Monaco possibile jolly in difesa - così come Eray Cömert, Ardon Jashari, Joël Monteiro e Filip Ugrinic, quest’ultimo richiamato per la prima volta dal novembre del 2024. «L’obiettivo di queste amichevoli è proprio quello di trarre indicazioni da chi è rimasto fuori dal giro per tanto tempo. Non si tratta di una prova generale per i Mondiali», ha spiegato Yakin, che ha voluto anche rassicurare sulle condizioni di Granit Xhaka, pienamente recuperato dalla distorsione alla caviglia e tornato in campo in Premier League già da qualche settimana. Non è invece questo il caso per Noah Okafor, lui sì, ancora frenato da problemi a una coscia. «Avevamo in programma di convocarlo» ha rimarcato il 51.enne «Speriamo che possa tornare in campo nel weekend. Prima dell’infortunio sono andato a trovarlo a Leeds e abbiamo avuto un colloquio positivo. In quella circostanza aveva anche segnato. Ora si riprenda: se ritroverà il ritmo nelle prossime settimane, sarà sicuramente in lizza per un posto in Nordamerica».
Niente Okafor, escluso anche Cedric Itten, il peso dell’attacco sarà nuovamente tutto sulle spalle di Breel Embolo. O forse no. Yakin è infatti pronto a cercare nuove soluzioni: «È vero, al momento Breel è il nostro unico centravanti puro, ma in allenamento testerò altre opzioni per poter ruotare i giocatori e diventare più imprevedibili. Vorrei provare ad esempio Monteiro o Ndoye in quella posizione. Anche perché nelle due partite ci sarà spazio per tutti: cercheremo di far giocare ad ognuno almeno 30-45 minuti».
«Steffen? Un bravo ragazzo»
E due parole il tecnico le ha anche spese su Renato Steffen, che ancora al termine del match col San Gallo, riacciuffato in extremis dai bianconeri grazie al gol del numero 11, ha detto di non avere in testa il capitolo Nazionale: «Renato è un bravo ragazzo, non giudico mai i commenti detti a caldo dopo una partita. Siamo messi bene con la rosa che abbiamo, ma ci sarà sempre la possibilità di chiamarlo qualora dovesse essercene il bisogno». Almeno a parole uno spiraglio rimane aperto. È però realisticamente molto difficile pensare che Steffen riesca a inserire il suo nome nella lista dei convocati per il raduno del 25 maggio, quello che lancerà l’ultimo test contro la Giordania (31 maggio), prima di prendere l’aereo direzione San Diego il 2 giugno. Anche perché, a differenza di quanto accaduto per gli Europei, Yakin ha già chiarito che non ci sarà alcuna maxi-preselezione da sfoltire in un secondo momento.
