Conference League

Nessuna trappola a Pristina, per il Lugano l’Europa continua

In Kosovo i bianconeri trovano le reti che non erano arrivate sei giorni fa all’AIL Arena e travolgono il Dukagjini 5-1 - Match in discesa dopo pochi minuti, Behrens fa tripletta - Domani si conoscerà il nome dell’avversario nel Q3: all’orizzonte c’è ancora la Slovenia
©MARIA LINDA CLERICETTI
30.07.2026 08:38

Nessuna sorpresa. Nessuno spiacevole scherzo. Vittoria doveva essere, e vittoria è stata. E questa volta, con uno scarto decisamente più rispettoso dei rapporti di forza tra Lugano e Dukagjini. A Pristina è andata come doveva andare per i bianconeri che, travolgendo per 5-1 i kosovari, sono riusciti a compiere il primo passo verso la qualificazione alla fase campionato della Conference League. Per completare l’opera ne serviranno ancora due e, considerando che presumibilmente l’ostacolo da superare non sarà sempre del modesto livello del Dukagjini, la strada è ancora lunga.

Pericolo disinnescato

Nel frattempo, però, il primo compito è stato portato a termine. Si diceva negli scorsi giorni che il risicato vantaggio dell’andata, arrivato al termine di un match dominato, avrebbe potuto nascondere delle insidie. Col rischio di tramutarsi in una trappola perfetta qualora nell’insolito contesto del Kampi Nacional Hajvalia il match non fosse stato approcciato con la giusta mentalità. Questo pericolo, tuttavia, è stato scongiurato sin dalle primissime battute. Pronti, via: Behrens prima e Dos Santos poi hanno infatti trovato con facilità le due reti che hanno di fatto messo in ghiaccio match e qualificazione. Quei gol della sicurezza che non erano arrivati nei novanta minuti giocati giovedì fra le mura amiche, e che questo pomeriggio sono invece piovuti senza troppi problemi dopo appena nove giri di orologio.

«Siamo stati una squadra seria, e lo abbiamo dimostrato dal primo minuto», dice Mattia Croci-Torti ai microfoni della RSI nel post-partita. «Anche se abbiamo concesso ai nostri avversari due o tre occasioni, abbiamo creato tanto. Come del resto avevamo fatto sia nella partita di andata, sia domenica contro il Vaduz». Una delle occasioni concesse - e puntualmente sfruttata dai biancoverdi - è in realtà arrivata appena sessanta secondi dopo il punto del 2-0. Una rete che non ha però cambiato di una virgola l’inerzia della partita, rimasta sempre saldamente sotto il controllo del Lugano. I ticinesi, pur senza spingere sull’acceleratore e gestendo i ritmi col passare dei minuti, hanno infatti dilagato prima ancora dell’ora di gioco, trascinati dalla prima tripletta in bianconero di Behrens e dal goffo autogol di Sinani.

La giusta mentalità

La sfida, insomma, si è nei fatti facilmente trasformata in poco più di una sgambata, contro un avversario che, come già detto, ha mostrato ancor più che all’andata tutti i suoi limiti. «Non dimentichiamoci però che negli ultimi anni avevamo perso contro squadre di Promotion League», ha puntualizzato il Crus. «Serviva dunque dimostrare di essere di un’altra caratura a livello mentale e di concentrazione». Missione compiuta allora, per un Lugano chiamato ora a ribadire questo stesso atteggiamento (a partire da domenica contro il GC) così da allungare una striscia che da inizio stagione recita tre successi in altrettante uscite. Sì, se dal prato di Pristina risulta difficile trarre chissà quali grandi indicazioni tecniche, a parlare in maniera chiara è la carta: filotto pieno. «Era esattamente quello che volevamo un po’ tutti dopo il disastroso inizio dell’anno scorso», conferma il tecnico momò. «Ora abbiamo raccolto fiducia, e tanta voglia di andare avanti in Europa».

Spettro sloveno

Un cammino europeo che ripartirà dal terzo turno preliminare, in programma già a partire dalla prossima settimana. L’avversario lo si conoscerà domani sera e uscirà dallo scontro fra Runavik e Capodistria. All’andata è finita 2-0 per questi ultimi. Dietro l’angolo si profila dunque un probabile ritorno in Slovenia, terra che negli ultimi anni non ha decisamente portato bene.

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