Calcio

Nessuno ha pochi rigori come il Lugano

Dal 2018-19 in avanti, in Super League, i bianconeri si sono presentati sul dischetto ogni 667 minuti – Lo Young Boys, primo in questa speciale classifica, ogni 354 minuti – Tra una settimana intanto riparte il campionato: facciamo il punto della situazione
L’attaccante del Lugano Zan Celar si prepara a calciare un rigore. ©Keystone/Pablo Gianinazzi
Massimo Solari
21.01.2022 21:16

La Super League, dal prossimo weekend, si ripresenta con i settori ospiti aperti. E ciò a differenza degli ultimi due turni dell’andata, quando il piano anti-COVID della SFL aveva fatto acqua da tutte le parti. Ma il massimo campionato elvetico riparte anche da alcune statistiche curiose e al contempo significative. Come quelle relative ai punti racimolati a fronte di quelli attesi. Sì, ma attesi su quali basi? Semplice: possesso palla, numero di tiri concessi, tentati e rispettiva distanza. I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio del calcio del CIES, esaltando l’efficienza dello Zurigo e pure quella del Lugano di Mattia Croci-Torti. L’attuale prima forza del torneo ha realizzato 2,22 punti di media a partita e cioè 0,87 in più di quelli preventivabili. I bianconeri, secondi in questa particolare graduatoria, hanno invece fatto segnare un balzo di 0,42 punti: dagli 1,25 attesi ai 1,67 conquistati. Il raccolto più magro rispetto alle previsioni è dello Young Boys, la cui promessa di 2,40 punti di media si è sgonfiata, fermandosi a quota 1,78. Poco male. Perché la «potenza» (o l’influenza, vedete voi) dei gialloneri viene suggerita da un altro, stuzzicante studio dell’istituto diretto da Raffaele Poli. A Neuchâtel sono stati analizzati i rigori fischiati nei principali campionati europei dalla stagione 2018-19 in avanti. Ebbene: con un tiro dal dischetto ogni 354 minuti, l’YB è di gran lunga il club che si presenta con più regolarità sugli undici metri. Per dire: il San Gallo - secondo - ha potuto beneficiare della massima punizione ogni 473 minuti. E il Lugano? Chiude mestamente la classifica in questione. Sin qui, infatti, i bianconeri hanno avuto la possibilità di calciare un rigore ogni 667 minuti.

Presto riparte la caccia

Tra una settimana, dicevamo, si riparte. Dov’eravamo rimasti? Ah sì, con lo Zurigo clamorosamente in testa. La capolista ha 7 punti di vantaggio sul Basilea. Non tanti, ma nemmeno pochi. Il mercato, sin qui, non sembra poi aver stravolto gli equilibri. Lugano compreso. Facciamo dunque il punto della situazione.

Lo Zurigo ha messo in fila tutti al termine del girone di andata. © Keystone/Walter Bieri
Lo Zurigo ha messo in fila tutti al termine del girone di andata. © Keystone/Walter Bieri

1) Il campionato di Super League ripartirà con in vetta una squadra inaspettata. Da quando non accadeva che YB o Basilea fossero lì, davanti a tutti, al giro di boa?
Non succedeva da tempo. Da tanto tempo. Per la precisione dalla stagione 2012-13, quando a metà torneo a tirare il gruppo era il Grasshopper. Per ritrovare un’antagonista in grado di laurearsi campione d’inverno e vincere poi il titolo bisogna invece risalire al 2008-09. Guarda caso, un’operazione riuscita proprio allo Zurigo.

2) Ma Marchesano e compagni possono giocarsela per davvero fino in fondo?
Perché no. Il distacco con le principali avversarie, dicevamo, non è indifferente. Certo, i quattro scontri diretti ancora in calendario metteranno i palio 12 punti complessivi. Ma è contro le altre sette squadre di Super che lo Zurigo ha fatto la differenza. Lasciando per strada la miseria di 6 punti. Basilea e YB, al contrario, hanno entrambe scialacquato 15 punti.

3) Renani e gialloneri hanno da parte loro la forza e lo spessore per ribaltare la situazione?
Senza dubbio. Da un lato, appunto, i margini di miglioramento contro le compagini di centro e bassa classifica sono importanti. Dall’altro, e pensiamo soprattutto allo Young Boys, le coordinate del girone di ritorno sono radicalmente cambiate. I campioni svizzeri in carica, fuori dall’Europa e dalla Coppa Svizzera, potranno infatti concentrarsi solo sul campionato. Di più: mister Wagner recupererà due pezzi da novanta come Nsame e Fassnacht. Il Basilea, da parte sua e quantomeno per i sedicesimi di finale, dovrà gestire anche la Conference League.

4) E il mercato? Ha avvantaggiato o sfavorito le pretendenti al titolo?
Premessa: la finestra per qualificare nuovi giocatori si è appena spalancata. E non verrà richiusa sino al 15 febbraio. Molto, insomma, potrebbe ancora succedere. Soprattutto in casa Young Boys. Sì, perché il club bernese sembra essersi addirittura indebolito: Hefti è passato al Genoa e pure Aebischer potrebbe presto abbracciare la Serie A (sul nazionale elvetico ci sono Cagliari, Bologna e lo stesso Genoa). Al Wankdorf, perlomeno, appare rientrato l’allarme portieri, con l’arrivo di Raccioppi dal Dijon (Ligue 2) che dovrebbe porre definitivo rimedio all’infortunio di von Ballmoos. Quando scriviamo che il mercato è ancora aperto, poi, pensiamo proprio al ds dell’YB Christoph Spycher, raramente fattosi travolgere dagli eventi in caso di partenze pesanti. E a proposito: il Basilea dovrà trovare il modo di rimpiazzare l’estro di Zhegrova, accasatosi al Lille. A fronte dell’infortunio accusato da Petretta, intanto, è sbarcato al St. Jakob Noah Katterbach, laterale sinistro, nel giro dell’U21 tedesca, prelevato dal Colonia. E il bomber Cabral? Per il momento, nonostante le sirene della Bundesliga, non si muove. Come non si è particolarmente mosso sul mercato lo Zurigo, rinforzatosi unicamente in difesa con il nazionale estone Karol Mets, in provenienza dal CSKA Sofia.

5) Il Lugano ha proceduto ai 3-6 acquisti ventilati dal membro del CdA Georg Heitz?
Sì e no. Il saldo, a oggi, è neutro. A Cornaredo sono arrivati Maren Haile-Selassie (Neuchâtel), Ignacio Aliseda (Chicago Fire) e Adrian Durrer (Basilea), ma hanno fatto le valigie Asumah Abubakar (Lucerna), Christopher Lungoyi (San Gallo) e Kevin Monzialo (St. Pölten). Se l’esterno ex Xamax ha dimostrato buone cose nelle amichevoli, l’ala argentina e il giovane mediano elvetico sono tutti da scoprire. Difficile, insomma, giurare che il Lugano si sia rafforzato. Qualcosa, comunque, potrebbe ancora muoversi. Anzi, si sussurra che Carlos Da Silva e soci abbiano già messo sotto contratto altre due pedine. Non è però scontato che questi giocatori raggiungano la squadra di Mattia Croci-Torti prima di giugno.

6) I rinnovi di Numa Lavanchy, Olivier Custodio e Jonathan Sabbatini intanto continuano a tenere banco. Perché le firme non arrivano?
A oggi continuano a fare stato le dichiarazioni del coordinatore sportivo Carlos Da Silva. «Tutti e tre hanno dimostrato di avere le carte in regola per meritarsi il rinnovo. È quanto desideriamo. Ma, come in tutte le negoziazioni, la controparte deve volere la stessa cosa». Se Lavanchy e Custodio hanno affermato a più riprese di amare il club e la città, la posizione del capitano appare più fragile. Forse è solo un’impressione. Anche nel giugno del 2019, in occasione dell’ultimo rinnovo, l’uruguaiano era stato protagonista di un lungo tira e molla con la società. In ballo, a questo giro, c’è però anche il post carriera di Sabbatini.

7) Mercoledì la dirigenza bianconera ha convocato un incontro per informare la stampa sugli sviluppi del club. È possibile che delle novità circa il mercato vengano annunciate per l’occasione?
Sì, è senz’altro possibile. Anche perché l’invito della società fa riferimento all’operatività «dentro e fuori dal terreno di gioco», così come ai «progetti previsti nei prossimi mesi».