Calcio

Non solo le perle di Wirtz meritano i giusti applausi

La Svizzera torna ad assaporare il gusto amaro della sconfitta, cedendo alla Germania al termine di un match spettacolare – Il test di lusso disputato a Basilea, ad ogni modo, esalta pure i rossocrociati – Prima dei ben dieci cambi decisi da Yakin, la selezione elvetica fa dubitare i tedeschi e si dimostra all'altezza
©CLAUDIO THOMA
Massimo Solari
27.03.2026 23:49

Sette gol, alcuni dei quali meravigliosi. Spettacolo in campo e sulle tribune, riempite in ogni ordine di posto. No, il test di lusso andato in scena a Basilea non ha deluso le attese. Fuochi d’artificio e applausi. Già, anche se l’ultimo botto lo ha fatto la Germania, infine capace di superare la Svizzera 4-3. Dopo un 2025 senza macchie, la selezione di Murat Yakin è dunque tornata ad assaporare il gusto amaro della sconfitta. Il primo match d’avvicinamento al Mondiale americano, tuttavia, non ha ridimensionato Xhaka e compagni. Anzi. La formazione tipo, quella che ha affrontato i primi 45’, non ha mai abbassato la testa e ha fatto dubitare - con intensità e idee chiare - un avversario di spessore e carico di talento.

Risposte importanti

Senza disdegnare la sofferenza, quando a spingere - tutti assieme - erano i vari Sané, Wirtz, Gnabry e Havertz, la Svizzera è riuscita a scappare due volte nel punteggio. Con Ndoye ed Embolo. E siamo alle notizie confortanti, considerati i dubbi che aleggiavano su entrambi i giocatori - e su Vargas, lui meno brillante - complice lo scarso impiego a livello di club. A contribuire alla vivacità offensiva dei padroni di casa, inoltre, è stato Rieder, che sulla tre-quarti ha sicuramente lanciato un segnale forte in vista della prossima Coppa del Mondo.

Come suggerisce il risultato, meno bene è andata in retrovia. Da un lato, come detto, a fronte dei numeri offensivi della Germania. Dall’altro per colpa di alcune esitazioni individuali. La regia del St. Jakob, forse con scarsa sensibilità, ha pizzicato Yann Sommer in balconata, e pochi istanti più tardi Kobel (in combutta con Widmer) ha favorito il primo pareggio di Tah. A un amen dalla pausa è invece stato Akanji, tutto fuorché sul pezzo, a permettere a Gnabry di fare 2-2.

Sostituzioni poco sensate

La ripresa non ha raccontato meno. Al contrario, ha offerto le perle decisive di Wirtz e il sussulto di Monteiro. Le dieci sostituzioni operate da Yakin - per le quali, al netto dell’amichevole, si fatica a trovare un senso - hanno tuttavia comportato la perdita di riferimenti e ordine. E a ciò non ha nemmeno contribuito la scelta di posizionare Zakaria sulla destra della catena difensiva. La Germania ha cavalcato meglio degli elvetici questo caos organizzato. Ma al triplice fischio finale, giustamente, a meritarsi gli applausi sono state ambo le squadre.