Nuovo malore per Eriksen: quella volta che, dopo il dramma, ripartì da Chiasso

Odense, Danimarca. Minuto 64 di un'amichevole fra deluse, dato che né i padroni di casa né l'Ucraina parteciperanno ai Mondiali 2026. Christian Eriksen, 34 anni, si porta la mano sul petto. Pochi istanti dopo, si accascia a terra. Un déjà-vu, già, dato che il centrocampista aveva accusato un malore, in campo, durante gli Europei del 2021, nella partita contro la Finlandia.
Un déjà-vu, ma con una differenza sostanziale. Proprio a causa del malore di cinque anni fa, Eriksen «indossa» un pacemaker sottopelle. Un marchingegno in grado di salvargli la vita, se necessario. Lo ha lasciato intendere il medico della Federcalcio danese, Morten Boesen: «Da quanto ho potuto vedere, il pacemaker ha funzionato come previsto. Christian ha perso conoscenza per un breve istante, ma ha ripreso i sensi molto rapidamente e siamo riusciti a metterci subito in contatto con lui». L'importante, evidentemente, è che il giocatore stia bene. La partita è stata sospesa per quindici minuti, poi l'arbitro ha fischiato direttamente la fine. Nel 2021, invece, per obblighi di calendario Danimarca-Finlandia venne portata a termine. Allora come oggi, sui volti di compagni di squadra, staff tecnico e tifosi abbiamo letto paura. Così il commissario tecnico dei danesi, Brian Riemer: «È stato scioccante per tutti noi, giocatori e avversari. Ci sono quelli che in squadra avevano vissuto il dramma di cinque anni fa e altri no, ora restiamo uniti, sapendo che Christian comunque sta bene».
La carriera di Eriksen era cambiata, radicalmente, dopo l'incidente del 2021. Da anni, vive con un defibrillatore sottocutaneo, lo stesso impiantato a Edoardo Bove, calciatore italiano accasciatosi nel corso di Fiorentina-Inter e oggi al Watford. Eriksen, all'epoca all'Inter, non poté più proseguire la sua avventura in Italia, complici i rigidi protocolli. Nel dicembre del 2021, il danese si tenne in forma nella vicina Chiasso, al Comunale, nella speranza di poter calcare nuovamente i campi del calcio che conta. Quello professionistico. Eriksen, quei campi, li ha riconquistati. A partire dalla Premier League inglese, prima con il Brentford e poi nientepopodimeno che con il Manchester United. Quindi, il Wolfsburg, con cui ha rimediato un'amara retrocessione in 2. Bundesliga. Ma Eriksen è tornato anche in nazionale, disputando i Mondiali del 2022 in Qatar e gli Europei del 2024. Quel gol alla Slovenia, due anni fa, è parso una vittoria contro il destino. L'episodio di ieri alimenta nuove domande e dubbi. Ma «Christian sta bene». Alla fine, è l'unica cosa che conta.
