Calcio

Panchina dell'Italia, spunta Guardiola: Pirlo e Mancini in corsa

Maldini e Leonardo a Barcellona per sondare Pep, ma il tecnico vuole fermarsi. Malagò: «Ancora qualche giorno e saprete tutto»
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Red. Online
20.07.2026 17:00

Una corsa a due, anzi a tre. Con una sorpresa che potrebbe chiudere il cerchio: la partita per il prossimo commissario tecnico azzurro è arrivata ai supplementari e va oltre la pole di Andrea Pirlo e la prima fila di Roberto Mancini, come scrive la Gazzetta dello Sport.

Se il pallone finisce tra le mani di Giovanni Malagò, presidente della Federcalcio italiana dallo scorso 22 giugno, il messaggio è chiaro. «Con Maldini (direttore tecnico e numero uno del Club Italia, ndr) e Leonardo (advisor nel nuovo organigramma, ndr) non c'è nessuno scontro, stiamo parlando per entrare nel dettaglio. Ancora qualche giorno e saprete tutto e, comunque, possono esserci altri candidati possibili e non solo i nomi di cui si parla da un po'…».

Pirlo e Mancini, dunque, ma non solo. Perché se il pallone se lo prendono proprio Maldini e Leonardo, il ticket scelto anche per condividere il futuro della panchina della Nazionale, il clima cambia. Il motivo? Secondo le ricostruzioni di Sky Sport, Paolo e Leonardo avrebbero trascorso il fine settimana a Barcellona con una missione ben precisa: capire se esistono margini per portare Pep Guardiola alla guida dell'Italia. E per farlo, quale modo migliore di trascorrere 48 ore con il diretto interessato?

Guardiola, però, venerdì scorso si era lasciato andare a una riflessione profonda sul suo immediato futuro, sottolineando come nella sua testa ci fosse il desiderio di provare qualcosa di diverso: scoprire che cosa offre la vita senza calcio, mettendo il proprio tempo a completa disposizione dei figli e degli affetti familiari. Tradotto: niente panchine per un po' e, quindi, niente Italia. La sensazione, forte, resta questa: difficile, difficilissimo immaginare un cambio di rotta improvviso da parte di un allenatore che ha annunciato al mondo la volontà di prendersi una pausa.

Il tentativo

Maldini e Leonardo ci avrebbero comunque provato, o ci starebbero provando, a fargli cambiare idea. Malagò, intanto, fissa un confine: «A chi dice di prendere un mammasantissima, la prima domanda da farsi è se il profilo sia interessato. La seconda è che richieste o pretese possa avere. E, poi, se queste richieste o pretese siano conciliabili con i nostri bilanci. A proposito di conti, a bilancio ho già la quota lasciata sul riparto dell'ingaggio di Gattuso, lontani mille miglia da eventuali desiderata del mammasantissima. La Lega di Serie A e gli sponsor sono disposti ad aiutarci? Ma questo è un tema che cadrebbe, eventualmente, sull'esercizio 2027, perché sul 2026 i giochi sono fatti».

E ancora, con un esempio: «In finale, a New York, c'erano due allenatori, Scaloni e de la Fuente: il primo, senza una storia personale pazzesca, ha fatto un percorso straordinario; il secondo viene dalla filiera giovanile della Federazione spagnola. Cosa vuol dire? A prescindere dalla persona, bisogna sistemare l'organizzazione e la metodologia per far sì che gli italiani giochino di più e siano valorizzati».