Calcio

Qualcuno osò sfidare sua maestà Florentino Pérez

Per la prima volta negli ultimi vent’anni, due candidati si contenderanno la presidenza del Real Madrid: l’elezione dei soci si consumerà il 7 giugno - A insidiare la roccaforte dell'attuale patron, dopo una stagione amara, è il 37.enne Enrique Riquelme - La strategia nel solco dei «Galácticos»
Enrique Riquelme, 37 anni, è pronto a sfidare Florentino Pérez. ©AP/SERGIO PEREZ
Massimo Solari
27.05.2026 19:15

Si scrive Florentino Peréz. Si legge Real Madrid. Presidente e club sono oramai diventati un tutt’uno. Nel bene e nel male. Il 79.enne spagnolo, d’altronde, regna incontrastato dal 2009, dopo aver guidato i Blancos pure tra il 2000 e il 2006. Più che un’amministrazione duratura, dunque, è lecito parlare di una roccaforte. Una roccaforte resa praticamente inattaccabile a suon di successi, acquisti stellari e però anche di correttivi agli statuti che regolano il sodalizio e i margini di manovra dei suoi 100 mila soci. Le ultime elezioni presidenziali, al proposito, si sono consumate poco più di un anno fa: con un solo candidato in corsa - sua maestà Florentino, ovviamente -, come nel 2021, 2017, 2013 e 2009, quando l’attuale numero uno era ritornato al vertice dopo il naufragio della gestione Calderón.

Il 7 giugno, tuttavia, il Santiago Bernabéu potrebbe essere scosso da un terremoto. Sì, perché qualcuno ha osato sfidare il sovrano madridista. O, meglio, a indire elezioni anticipate - nonostante un mandato valido sino al 2029 - è stato proprio il sempiterno Peréz. «I rivali che si muovono nell’ombra escano allo scoperto e si candidino contro di me», il monito lanciato dal presidente lo scorso 12 maggio. Ebbene, Enrique Riquelme si è fatto avanti.

Regole ferree per battersi

37 anni, fondatore e amministratore delegato del colosso delle energie rinnovabili Cox, Riquelme è passato dall’anonimato alla ribalta nel giro di pochi giorni. Non solo. Alle parole, il giovane imprenditore ha fatto seguire i fatti. A regolare le elezioni presidenziali in casa Real, in effetti, sono direttive ferree. Vincoli che, nel tempo, Peréz ha reso ancor più rigidi. Per dire: oltre a dover essere soci da 20 anni, i candidati sono chiamati a fornire una garanzia bancaria che attesti un patrimonio personale pari al 15% del budget del club, nel 2025-26 fissato a quota 1,25 miliardi di euro. Ma i soldi, insieme alle ambizioni, non mancano a Riquelme, nel weekend riconosciuto idoneo dalla commissione elettorale del Real a fronte di una fideiussione di 187 milioni di euro. Lo scontro di visioni e strategie è quindi servito. Da un lato Peréz, che per scongiurare qualsivoglia precarietà di carattere finanziario ha aperto all’ipotesi di affidarsi anche a capitali esterni e, di riflesso, alla privatizzazione del club. Dall’altro Riquelme, tifoso storico e figlio di un ex membro del CdA, che al contrario ritiene possibile mantenere il Real ai massimi livelli lasciandone il pieno controllo ai soci, a suo avviso meritevoli di maggiore attenzione.

Ieri Figo, oggi «solo» Havertz?

L’attuale presidente, va da sé, può contare su una macchina potentissima, fatta di storia, mezzi economici altrettanto importanti e lobby. A margine di una stagione amarissima sul piano sportivo, costata presto il posto a Xabi Alonso e tutto fuorché salvata da un altro simbolo, Álvaro Arbeloa, Florentino Peréz avrebbe inoltre un asso nella manica. O presunto tale. Il ritorno in panchina di José Mourinho. A fare leva sulle magre figure nella Liga e in Champions League, però, è anche Enrique Riquelme, convinto che occorra una sterzata pure a livello di staff tecnico. «E se i soci del Real lo vorranno, speriamo di poter cambiare le cose e tornare ad avere grandi giocatori nella nazionale spagnola che ci rendano orgogliosi» ha punzecchiato lo sfidante, alludendo all’assenza - una prima storica - di elementi madrileni nella selezione di Luis de la Fuente per i Mondiali 2026. Il paradosso? L’offensiva di Riquelme, in fondo, non si discosta molto da quella che - a inizio millennio - diede il la all’era di Peréz. Promettendo (e poi concretizzando) l’arrivo di Luis Figo dai grandi rivali del Barcellona, Florentino plasmò la politica di calciomercato dei Galácticos. «Due acquisti sono già stati finalizzati e su molti altri stiamo lavorando» promette oggi Riquelme. Si parla dell’attaccante tedesco dell’Arsenal Kai Havertz e di un nazionale iberico. Basterà per far crollare il castello del re?

Correlati