«Sfidare Bordalás è come andare dal dentista? Mai avuto paura di queste visite»

Dicono che affrontare le squadre di José Bordalás sia come farsi visitare da un dentista. La scala, in base ai gradi di sopportazione, va dunque dallo spiacevole al sofferto, passando per il fastidioso. «Ma personalmente non ho mai avuto paura di questi momenti, anzi: ultimamente, durante la pulizia dei denti riesco persino ad addormentarmi» risponde, mostrando un bel sorriso, Mattia Croci-Torti. Battute a parte, il tecnico ticinese sa che cosa attende il Lugano all’Estadio Coliseum. «In Svizzera non siamo abituati a sfidare squadre così aggressive. Basta osservare il match che il Getafe ha appena disputato contro il Rayo Vallecano, fra cartellini gialli, un’espulsione e tanti duelli cattivi. Insomma, se vogliamo puntare a fare punti qui, dovremo pareggiare l’ e la competitività degli spagnoli. Così come non dovremo cadere nelle loro provocazioni».
Un «santone» in panchina
Guai a farsi fare a pezzi, dunque, come da diversi mesi sta accadendo alla casa degli Azulones, in piena fase di ristrutturazione, con una tribuna sventrata e nessun settore riparato. A proteggere il proprio «santone» in panchina, invece, sono i giornalisti locali, che in un container trasformato in sala stampa chiedono a più riprese al Crus un parere su Bordalás. «Parliamo di una figura storica. E di un allenatore capace di proporre un calcio dalle caratteristiche uniche, in patria, come pure in Europa. Sotto certi punti di vista è anche una fonte d’ispirazione, considerate la grinta e la combattività che riesce a infondere ai suoi giocatori. Il Getafe non ha mai paura di perdere, poco importa se di fronte a un top team». Ecco, a proposito di battaglie da non perdere in campo. Vien da chiedersi se un elemento come Daniel Dos Santos, in grande difficoltà, sul piano fisico, al cospetto della Stella Rossa, vada riproposto in un contesto del genere. Croci-Torti, va da sé, non si sbottona: «Per elementi come Dos Santos, ma anche Bislimi e Grgic, che sono soliti dominare in Super League, l’impatto con le competizione europee e avversari di questo tipo è sicuramente diverso. Occorre abituarsi in fretta a un’intensità elevatissima e accettare che emergere sarà più complicato. Ciò però non rende inevitabile cambiare l’undici titolare. Sono match come questi, infatti, a forgiare i singoli, spingendoli poi a fare la differenza - come credo - con le rispettive qualità».
Steffen non c’è
A spingere Dos Santos verso un’altra titolarizzazione, invero, dovrebbe contribuire un altro fattore. Renato Steffen, capitano dei bianconeri, non ha intrapresa la trasferta spagnola a causa di una piccola lesione al flessore della coscia sinistra subito martedì in allenamento. Scelte puntuali a parte, per le quali è stato ponderato pure l’impegno di domenica a Thun, Croci-Torti anticipa invece la possibile trama della sfida: «Lugano e Getafe presentato due stili agli antipodi. A noi piace tenere la palla e controllare le operazioni. Gli uomini di Bordalás fanno leva su compattezza, gioco diretto e lanci lunghi, oltre che, come detto, sull’ingaggio atletico. È la prima volta che, in Europa, possiamo misurarci con un club dei migliori cinque campionati. Il che rappresenta un’enorme opportunità per crescere e capire, una volta di più, qual è la nostra dimensione».


