Nazionale

Si affronta la Germania ma si pensa all'America

Questa sera a Basilea Granit Xhaka e compagni scendono in campo per la prima volta nel 2026 - Il capitano: «Per noi è importante misurarci con avversari di spessore per capire dove siamo in vista dei Mondiali» - «Siamo una grande squadra, e spetterà a noi dimostrarlo»
©KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS
27.03.2026 10:41

Il 26 marzo del 2008, a poco più di due mesi dall’inizio dell’Europeo in Austria e Svizzera, la Nazionale di Köbi Kuhn esce tra i fischi del St. Jakob- Park, battuta pesantemente 4-0 dalla Germania in amichevole. D’altronde, per il pubblico elvetico si tratta dell’ennesimo smacco subito da parte della «Mannschaft», contro la quale i rossocrociati in 52 anni hanno rimediato sedici sconfitte e ottenuto due pareggi.

Diciotto anni (...e un giorno) più tardi, la «Nati» si presenta nuovamente sul campo di Basilea per un’amichevole contro i tedeschi, questa volta a pochi mesi dalla Coppa del Mondo. Ma c’è un’altra differenza, forse ancora più significativa: da allora, negli scontri, la Svizzera è rimasta imbattuta. A invertire la tendenza fu il 5-3 del maggio del 2012, guarda caso sempre al St. Jakob-Park, quando in panchina sedeva Ottmar Hitzfeld – domani presente sulle tribune per un match della Nazionale dopo diversi anni di assenza. «Proprio di recente ho rivisto sui social la tripletta di Derdiyok in quell'occasione», ha detto divertito Granit Xhaka, in campo quel giorno per 89’, così come in tutte e tre le successive sfide, finite in parità. «È vero che negli ultimi quattro incontri contro di loro non abbiamo mai perso, ma non siamo assolutamente favoriti. La Germania merita il massimo rispetto per la qualità della sua rosa e per la sua tradizione calcistica. Per noi è importante poterci confrontare con un avversario di questa caratura per capire il nostro valore in vista del Mondiale».

C’è serenità

È proprio così: lo sguardo della Nazionale è già, comprensibilmente, rivolto al mese di giugno e al Mondiale nordamericano. Dopo l’ottima campagna di qualificazione, ci si può sicuramente permettere di affrontare la sfida con i tedeschi, così come pure quella di martedì prossimo a Oslo contro la Norvegia, con una certa dose di serenità, consci che la macchina ha dimostrato di essere tornata in funzione dopo il periodo di appannamento post-Europeo. Non deve dunque stupire che, già a fine marzo, le ambizioni per l’estate non vengano nascoste. «Abbiamo un gruppo di altissimo livello, sia in campo che per quanto riguarda lo staff tecnico», ha spiegato Xhaka. «Ora spetta a noi dimostrarlo. Negli ultimi mesi abbiamo mostrato grande energia e spirito di gruppo: tutti elementi fondamentali per una grande squadra. Vogliamo disputare un grande Mondiale. Se poi questo ci porterà agli ottavi, ai quarti o oltre, lo scopriremo affrontando il torneo partita dopo partita».

L’ultimo grande evento

Non c’è dubbio che l’obiettivo di compiere quel passo in più, già riuscito in campo europeo, anche a livello mondiale sarebbe un modo splendido per coronare al meglio la sua avventura in rossocrociato in un grande evento. Già, perché non è un segreto: la rassegna nordamericana sarà con ogni probabilità l'ultima per lui. Lui stesso si era esposto al riguardo a inizio 2025 sulle pagine del Blick, non nascondendo la possibilità che si delineasse questo scenario. D’altra parte il basilese fa parte di quella lunga schiera di grandi talenti della classe del 1992 che, all’età di 34 anni, si appresta a iniziare il capitolo conclusivo della loro carriera: Neymar, Mohamed Salah, Heung-Min Son, Sadio Mané, Thibaut Courtois. Senza dimenticare i fidi compagni di mille battaglie, Ricardo Rodriguez e Remo Freuler. Tutta gente che quest'estate si esibirà probabilmente nel suo «ultimo ballo » sul palcoscenico più importante del mondo del pallone. Ovviamente, in compagnia delle due «prime ballerine»: Messi e Ronaldo.

Tornato in forma

Ma tornando a buttare l’occhio sul presente e sulla sfida di Basilea, il centrocampista del Sunderland si è detto recuperato completamente dall’infortunio che ad inizio anno gli ha fatto saltare diverse partite con i «Black Cats» e può dunque affrontare queste ultime sfide di preparazione nella più totale serenità. «Mi sento in grandissima forma. Chiaramente noi giocatori vorremmo sempre stare in campo, ma i periodi di inattività ci permettono anche di osservare le dinamiche da una prospettiva più ampia. Ora però sono assolutamente entusiasta di potere prendere il mio posto in campo senza problemi ».

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