Argentina in lutto

Un lungo abbraccio e milioni di lacrime per dire addio a Maradona

Buenos Aires ha dato l’ultimo, addolorato saluto a Maradona - Prima di essere seppellita, la bara della Mano de Dios è stata presa d’assalto tra pianti, baci e urla -Il rito collettivo ha fatto scordare per un attimo la pandemia e la crisi – Scontri con la polizia - LE FOTO
©EPA/Juan Ignacio Roncoroni
Maria Zuppello
26.11.2020 21:16

Come accadde con Evita e Perón a centinaia hanno cominciato a mettersi in fila fuori dalla Casa Rosada a partire dalla notte di mercoledì fino a raggiungere un serpentone umano di circa un milione di persone, per dare l’ultimo saluto a Diego Armando Maradona, sotto la luce dei fuochi d’artificio e il tifo rumoroso della curva del Boca, la famosa «LA 12».Dentro il palazzo presidenziale, in quella bara ricoperta dalla bandiera argentina, e dalle maglie del Boca e della nazionale biancoceleste giace il corpo della Mano de Dios, campione tra i più adorati al mondo, da adesso definitivamente consegnato alla leggenda. Una cerimonia di saluto organizzata nello stesso salone dove fu esposto nel 2010 il feretro dell’ex presidente della repubblica Néstor Kirchner. Fuori, anche con numerosi episodi di tumulto, assembramenti e persino scontri con la polizia con tanto di gas lacrimogeni e pallottole di gomma sparate in aria, la folla ha spinto per ore per poter entrare nella Casa Rosada e dare, così, il suo ultimo saluto. Con lacrime, baci, grida, urla ma anche abbracci tra tifosi e foto, tante foto, con il campione in tutte le pose, innalzate come santini giganti, in un rito collettivo che si è protratto per ore e che ha fatto dimenticare agli argentini in un attimo la pandemia e la crisi economica. Di nuovo è, dunque, il calcio a tenere prepotentemente in scacco ma anche unito un paese in realtà sempre più diviso, chiamato adesso a raccolta in quella stessa Plaza de Mayo già teatro epico dei più grandi e spesso tragici eventi del paese, come le disperate proteste delle Madri vittime della dittatura.

Le numerose ex

In poche ore la cancellata del Palazzo presidenziale si è trasformata in uno stadio a cielo aperto. Striscioni di ogni colore e dimensione con su scritto «Potranno imitarti, ma essere uguali a te, mai». E ancora: «Il pallone sta piangendo, il cielo è in festa e la terra in lutto. Per sempre Signor 10». Le rivalità calcistiche almeno per un giorno sono state messe da parte e ovunque si sono visti tifosi di squadre avversarie come il River e il Boca abbracciarsi in un fiume di lacrime. Sono, poi, arrivati i fratelli del campione e le numerose ex, come Véronica Ojeda insieme a Fernando, il figlio avuto con Maradona. In fila anche Rocio Oliva, l’ex fidanzata del Pibe de Oro che, però si è lamentata con la stampa: «Entrano tutti tranne me. Non so perché stanno facendo questo». Parole subito risucchiate dalla folla pronta a vedere sfilare davanti al feretro di Diego non solo se stessa ma tutti coloro che di quel cammino verso la gloria hanno fatto parte.

E i vecchi compagni

E così si sono raccolti davanti alla bara i calciatori della «Generación del ‘86», la formazione che insieme a Maradona fu consacrata campione del mondo in Messico proprio in quell’anno. E ancora, con le lacrime agli occhi sono arrivati per l’ultimo saluto gli amici e i colleghi che appartengono ormai alla storia del Boca, come Martín Palermo, Rolando Schiavi, Carlos Tevez. Non potevano mancare neanche gli ex calciatori de Los Cebollitas, la squadra in cui il campione mosse i suoi primi passi. «Abbiamo avuto la fortuna di vedere il miglior Maradona. Ha giocato a calcio come giocano gli dei. Siamo venuti per dirgli addio» ha dichiarato commosso uno di loro, Claudio Rodríguez.

Il rosario di papa Francesco

E poi c’erano le persone comuni, uno tsunami. Chi si disperava, chi alzava il pugno, chi gridava come se fosse davvero allo stadio, su tutti lo slogan è stato uno solo «AD10S Maradona» un addio scritto inglobando nella parola il famoso 10 della maglia di Diego.

Anche papa Francesco ha inviato un messaggio di condoglianze e un rosario. Vestali del feretro sono state per tutto il tempo le due figlie avute con l’ex moglie Claudia Villafañe, Giannina e Dalma strette in un abbraccio simbolico dalla vicepresidente Cristina Fernández e dal presidente Alberto Fernandez e la «primera dama» Fabiola Yáñez, che hanno lasciato sulla bara rose, una maglia dell’Argentinos Juniors e un fazzoletto delle Abuelas di Plaza de Mayo. La loro presidente Estela de Carlotto, ha dichiarato alla stampa: «È stato un esempio per gli argentini. Ha sempre aiutato la nostra associazione, ha sfidato i militari e difeso i poveri e i pensionati».

Insieme a «Chitoro» e «Tota»

Dopo un corteo per Buenos Aires il corpo di Diego Armando Maradona è stato sepolto nel cimitero Los Jardines de Bella Vista dove riposano i suoi genitori, Diego «Chitoro» Maradona e Dalma Salvadora «Tota» Franco. Dopo un giro del mondo durato 60 anni Diego adesso è tornato a casa per sempre.

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