Nazionale

Una dopo l'altra, la Svizzera fa collezione di polemiche

Scoppia anche il caso Embolo: nel 2021 l’attaccante ha ottenuto un test-Covid falso ed è stato condannato dalla procura di Basilea - Dopo Xhaka anche il numero 7 non raggiungerà i compagni per gli impegni di Nations League - Il ct Murat Yakin: «Decisione della Federazione»
© AP Photo/Lindsey Wasson
26.09.2026 06:00

Non bastava il caso Alessandro Romano. E nemmeno l’addio polemico di Noah Okafor. Non era abbastanza neppure la vicenda del falso certificato Covid che ha travolto Granit Xhaka. No, la valanga di polemiche attorno alla Nazionale svizzera continua a rotolare e venerdì, mentre la squadra lasciava il ritiro di Belek per trasferirsi a Skopje in vista del primo appuntamento di Nations League di questa sera contro la Macedonia del Nord, si è caricata di un nuovo caso, trascinando con sé questa volta Breel Embolo.

Come per il capitano, all’origine c’è una vicenda giudiziaria legata alla falsificazione di certificati Covid. I fatti risalgono al febbraio del 2021, quando l’attaccante accettò due test anti-Covid falsi destinati ai viaggi - uno per sé e uno per una conoscente - su proposta di un membro della banda di motociclisti Hells Angels. I certificati erano stati ottenuti con l’aiuto di una dipendente di un laboratorio di Basilea, che aveva effettuato dei tamponi su sé stessa per poi far analizzare i campioni sotto falso nome e ottenere così i referti alterati. Le indagini non hanno permesso di stabilire se Embolo li abbia poi effettivamente utilizzati. È stato invece accertato che non erano destinati né a impegni con la Nazionale né a quelli con il Borussia Mönchengladbach (il suo club dell’epoca), bensì a spostamenti privati, come pure che questi non nascondevano alcuna infezione in corso: nei giorni a cavallo del rilascio del documento il giocatore era infatti sceso in campo per due volte con i tedeschi, cosa possibile solo grazie ai test negativi che il club effettuava più volte a settimana, i quali però non erano validi per viaggiare.

I dettagli della vicenda erano in realtà pubblici da tempo. Quello che è emerso venerdì, grazie a un’inchiesta di Schweiz Heute, è invece che nel novembre del 2025 la Procura di Basilea ha condannato Embolo per «istigazione alla falsificazione di documenti» a una pena pecuniaria di 20 aliquote giornaliere da 3.000 franchi, sospesa con la condizionale. Una sanzione che l’attaccante, come spiegato allo St. Galler Tagblatt, ha accettato dopo essersi reso conto che le sue azioni all’epoca «erano sbagliate».

L’ASF non sapeva

Il caso Embolo, va detto, differisce in più punti da quello relativo a Xhaka. Come il suo capitano, però, anche il centravanti salterà tutti e quattro gli appuntamenti di Nations League. Doveva raggiungere i compagni a Glasgow per la sfida contro la Scozia (era squalificato per il match di oggi), ma non lo farà. Una decisione presa dalla Federazione (e non su iniziativa del giocatore, come per Xhaka), «affinché la squadra possa concentrarsi pienamente sui propri obiettivi sportivi». L’ASF, tramite il suo addetto stampa Adrian Arnold, ha spiegato di essere stata informata da Embolo a metà di questa settimana. Sapeva, come già emerso in passato sui media, dell’esistenza di una vicenda legata ai certificati Covid, ignorava tuttavia che il procedimento si fosse concluso nel novembre del 2025 con un decreto d’accusa e una pena pecuniaria sospesa. Arnold ha precisato che, trattandosi di una questione privata, Embolo non era tenuto a informare la Federazione. Allo stesso tempo ha ammesso però che sarebbe stato preferibile se fosse stata messa al corrente prima dallo stesso giocatore.

«Ne parleremo a novembre»

La mancata convocazione, in ogni caso, vale solamente per questo raduno. Embolo, dunque, dovrebbe tornare a disposizione per le partite di novembre. Sul suo futuro in Nazionale il ct Murat Yakin è stato chiaro: «Continuo a contare su di lui», ha detto, «ho partecipato alle discussioni, ma la decisione di non convocarlo non è venuta da me. È un livello che trascende gli aspetti sportivi ed è dunque compito della Federazione». Il resto, nel caso, verrà affrontato più avanti:«Ne parleremo a novembre. Adesso abbiamo partite importanti davanti a noi».

Nuovi dubbi su Granit

Sul piano tecnico l’assenza di Embolo non dovrebbe portare a stravolgimenti («avevamo già in mente di giocare alcune partite con Boteli o Itten»). Il punto, semmai, è che la Nazionale, ancora una volta, si è ritrovata a dovere mettere la testa su questioni extra campo. «Ci siamo comunque allenati bene in settimana» ha tenuto a rassicurare il tecnico, «ora possiamo concentrarci sul calcio». Sperando non arrivino nuove, spiacevoli, sorprese. Su tutti i fronti. Sì, perché sempre venerdì il Tages Anzeiger ha aggiunto un nuovo elemento anche al caso Xhaka. Sembrerebbe che nell’estate del 2022 l’allora centrocampista dell’Arsenal abbia partecipato a una tournée negli USA con i Gunners, quando per entrare nel Paese era ancora necessario presentare una prova di vaccinazione. Finora si era ipotizzato che il falso certificato non fosse mai stato utilizzato dal calciatore, ma questa trasferta negli States apre un nuovo punto interrogativo.

Senza Granit spazio ad Ardon

La giornata di venerdì è stata inevitabilmente oscurata dalla notizia su Embolo. In conferenza stampa Murat Yakin ha comunque voluto mettere l’accento sulla partita di questa sera contro la Macedonia del Nord. Primo match post Mondiale, primo passo in una Nations League in cui si parte con un obiettivo chiaro. «Siamo sicuramente i favoriti in questo girone e vogliamo dimostrarlo in campo fin dal primo secondo. Giochiamo in trasferta e saremo le prede a cui tutti daranno la caccia». Il ct si aspetta quindi una gara tutt’altro che semplice: «Prendiamo sul serio ogni avversario. Non ce ne sono di facili in questo gruppo». Senza Xhaka, spazio a Jashari. «Ho detto più volte che a centrocampo non dobbiamo preoccuparci. Abbiamo qualità e giocatori che possono subentrare in qualsiasi momento:ora tocca ad Ardon, ho fiducia in lui e nelle sue capacità».

Il centrocampista del Milan dal canto suo non vuole confronti con il capitano: «Non provo a sostituire Granit. Se fosse stato qui, avrei giocato volentieri insieme a lui. Voglio semplicemente fare il mio gioco». Per il 24.enne sarà una serata particolare: i suoi genitori sono nati in Macedonia del Nord: «diversi miei familiari saranno sugli spalti: sarà speciale, ma farò di tutto per vincere».

Tre punti per imboccare al meglio la strada verso il primo posto nel girone. Un risultato che garantirebbe il ritorno in Lega A e anche alcuni vantaggi in vista di Euro 2028: l’accesso quasi certo ai playoff anche in caso di mancata qualificazione diretta e un posto in seconda fascia al sorteggio.