Zeki, Zachary e una Svizzera che parla francese

Le nubi che negli ultimi giorni si erano addensate sopra il ritiro rossocrociato sono state scacciate. Almeno per una sera. Merito di una Nazionale partita con il piede giusto nella sua campagna di Nations League e tornata finalmente a fare ciò che indubbiamente le riesce meglio: parlare sul campo. La risposta arrivata sabato da Skopje è stata netta, pur di fronte a un avversario non certo di livello tale da permettere di trarre grandi conclusioni. Poco importa: il ct Murat Yakin aveva chiesto i tre punti e uomini pronti ad assumersi le responsabilità lasciate scoperte dagli addii – su tutti quello di Widmer – e dalle note e discusse assenze di Xhaka ed Embolo. Così è stato, con la Svizzera che in Macedonia del Nord ha vinto 3-0 e trovato due «nuovi» trascinatori in Amdouni e Athekame. Zeki e Zachary, due ginevrini, due «Z» nel segno delle quali la Svizzera ha iniziato questo suo nuovo cammino.
Il miglior Zeki
Al ritorno da titolare in un match ufficiale con la Nazionale dopo quasi due anni, Amdouni ha risposto subito presente. Con sulle spalle il numero 10 lasciato libero da Xhaka, e il posto al centro dell’attacco che di norma appartiene a Embolo, il ginevrino ha messo lo zampino in tutte le reti della serata: l’assist per l’1-0 di Remo Freuler al 22’ e la doppietta personale tra il 41’ e il 74’. In Nazionale non segnava dal giugno 2025, prima del brutto infortunio al ginocchio che lo ha tenuto fuori dai campi per quasi tutta la scorsa stagione. Al Burnley, in Championship, sta ritrovando minuti e continuità, e anche il feeling con la porta, come dimostrano le due reti nelle ultime tre partite. Con la Nazionale ha dunque ripreso da dove aveva lasciato in Inghilterra, ricordando il giocatore che nelle qualificazioni a Euro 2024 era stato il miglior marcatore rossocrociato con sei reti. Una buona notizia per Yakin, soprattutto con i dubbi che accompagnano Embolo, tra il caso appena scoppiato e di cui dovremo attendere l’evolversi, e un trasferimento in MLS che, come spesso capita, offre meno garanzie in ottica Nazionale.
La corsia è di Zachary
C’è poi la seconda «Z». Quella di Zachary Athekame, che a Skopje ha mostrato subito grande intesa con il concittadino Amdouni. Sono suoi i due assist per le reti di Zeki, a suggellare una prima presenza in Nazionale maggiore da applausi e che, pure nel suo caso, rispecchia un inizio di stagione con il club ad alto livello. Il 21.enne ha infatti dato continuità all’ottimo avvio con il Lione, dove ha trovato quello spazio che gli era mancato lo scorso anno al Milan e ha già raccolto due gol e due assist. E soprattutto lo ha fatto in un ruolo, quello di terzino destro, nel quale la Svizzera cerca da tempo nuove certezze e in cui, dopo Lichtsteiner, l’unico vero specialista era stato Silvan Widmer. Con l’addio al rossocrociato del difensore del Mainz, l’assenza per infortunio di Zakaria – adattato in quella posizione ai Mondiali – e con Britschgi (pure lui al debutto sabato) che, pur giocando a destra nel Parma, in Nazionale sembra destinato soprattutto al ruolo di vice-Rodriguez sull’altro lato, per Athekame la corsia di destra in queste settimane di Nations League è completamente libera. E la prima risposta, in questo senso, è stata più che incoraggiante.
On parle français
È stata allora una vittoria dal forte accento romando. Come del resto lo è sempre di più questa Nazionale a tutto tondo. Sì, perché dei 24 giocatori presenti al raduno, ben dieci provengono dalla Svizzera occidentale e quattro di loro facevano parte dell’undici iniziale di Skopje: Athekame e Amdouni, per l’appunto, oltre a Ndoye e Manzambi, andati a completare un reparto offensivo per tre quarti di lingua francese. Nella ripresa si sono poi aggiunti Alvyn Sanches e il tanto atteso Winsley Boteli, subentrato proprio ad Amdouni a quattro minuti dal 90’ per festeggiare la sua prima presenza in rossocrociato. Di minuti ne riceverà di più nelle prossime partite, magari già domani a Glasgow contro la Scozia. Affaire à suivre.