Canonica: «Entrambi i gol non convalidati mi sembravano validi»

Gli episodi si sono accaniti contro il Lugano. Quelli decisivi, infatti, non sono girati in favore dei bianconeri in quel di Kloten e così Fazzini e soci hanno conquistato un solo punto. In vantaggio dopo 8’ grazie alla prima rete stagionale di Kupari, i bianconeri si sono fatti agganciare nel terzo tempo a causa del pareggio di Joel Henry. A ridosso del 60’, per ben due volte, i ticinesi hanno esultato dopo aver segnato ma gli arbitri, dopo la consultazione video, non hanno convalidato le reti.
«Sanford è stato strattonato»
Il primo episodio ha visto Thürkauf protagonista: la pregevole deviazione volante del capitano è stata considerata bastone alto e quindi il gesto tecnico è risultato vano. Decisione in definitiva giusta, seppure millimetrica. Di più difficile lettura, invece, il secondo episodio: la discesa di Alatalo, a poco più di 2’ dal termine, vanificata dal coach challenge richiesto dal 27.enne Tim Bertsche, l’allenatore dei portieri del Kloten. In effetti, il bastone dell’estremo difensore Waeber si era incastrato tra le gambe di Sanford. Quest'ultimo, però, era precedentemente stato strattonato dal difensore di casa Lindroth. Il contatto tra l’attrezzo di lavoro del portiere e il numero 21 dei bianconeri è risultato minimo. La sensazione è che Sanford, disturbato appunto dall’avversario, nemmeno si sia accorto della situazione. Gli arbitri sul ghiaccio, peraltro, avevano convalidato il punto, ma dopo una lunga discussione hanno deciso di annullare il gol. «Per me la rete era valida: si vede chiaramente come la maglia di Sanford venga strattonata da Lindroth», afferma a fine gara il direttore sportivo del Lugano Janick Steinmann.
Scampato il pericolo e con la salvezza ormai acquisita grazie al punto conquistato, il Kloten ha infine segnato la rete decisiva con Simic al supplementare. Sarebbe tuttavia ingiusto aggrapparsi solamente alla sfortuna o agli episodi per giustificare la sconfitta. Sull’arco del confronto il Lugano ha fatto troppo poco al fine di portare a casa la vittoria. In modo particolare, i sottocenerini hanno sofferto nel secondo periodo, al punto che coach Mitell ha chiamato il time-out nel tentativo di svegliare i suoi ragazzi.
Un brutto periodo centrale
Tra le note positive della serata c’è stato perlomeno il ritorno di Lorenzo Canonica, ai box dallo scorso 24 gennaio a causa di un infortunio patito contro il Davos. «Non è mai facile ritrovare subito il ritmo dopo una pausa relativamente lunga, ma mi sono sentito abbastanza bene fisicamente», racconta il numero 14. Sulle decisioni controverse l’attaccante si esprime in maniera chiara. «Sono contrario a queste scelte arbitrali. A me sembrava tutto valido, soprattutto il gol di Sanford. Dal ghiaccio non è sempre facile vedere le scene, ma la mia sensazione, per l’appunto, è che non ci fossero irregolarità. Comunque, avremmo potuto decidere prima la partita». Insomma, Canonica è onesto e ammette che in precedenza si poteva agire altrimenti, come ad esempio nella frazione centrale. «Siamo rimasti un po’ troppo bloccati in difesa, non siamo riusciti a uscire in maniera efficace dalla nostra zona con dei passaggi puliti. Abbiamo buttato via troppi dischi e l’avversario è riuscito spesso a ripartire e a installarsi nella nostra zona. Questo ha generato cambi troppo lunghi da parte nostra e stanchezza. Il messaggio del coach è stato dunque di mantenere i cambi più corti e tornare a fare il nostro gioco».
Prima della partita, tra l’altro, c’è stata una cerimonia per celebrare l’ultima partita casalinga dello storico capitano locale Kellenberger. Le squadre sono entrate prima sul ghiaccio e l’ingaggio è avvenuto con qualche minuto di ritardo. Qualcosa che esula dalla routine. «Una premessa: stavolta il tutto non è stato troppo lungo, mentre in passato ho vissuto momenti simili che si sono protratti più a lungo. Va anche detto, però, che è molto più facile entrare in partita quando si va sul ghiaccio e si disputa immediatamente il primo ingaggio».
Addio al vantaggio casalingo?
Con questa sconfitta il Lugano, superato dal Ginevra, scivola al quinto posto. Al momento attuale, i bianconeri affronterebbero il quarto di finale senza il vantaggio di disputare l’eventuale settima sfida in casa. «Credo che risparmiarsi un viaggio - pensando specialmente a una trasferta lunga come quella in Romandia, ha precisato Canonica - possa far comodo. Quest’anno però abbiamo dimostrato di giocare bene anche in trasferta, quindi non penso che debba subentrare della preoccupazione». Tra la fine della regular season e l’inizio dei playoff ci sarà una pausa di una decina di giorni. Un vantaggio o uno svantaggio per Lorenzo, reduce da un infortunio? «Penso in maniera positiva: durante questa pausa potrò mettere qualche allenamento in più nelle gambe e migliorare la mia condizione fisica, anche se mi sarebbe piaciuto giocare subito. La pausa, inoltre, farà bene a chi ha giocato parecchio».
Domani sera, nell’ultima partita casalinga contro lo Zugo, il Lugano avrà la chance di ritornare tra le prime quattro, anche se non ha più il destino tra le sue mani. Gli avversari dei ticinesi nei playoff saranno i campioni in carica dei Lions, oppure il Ginevra o (meno probabile, ma comunque ancora possibile) il Losanna. «Non ho preferenze - ha assicurato l’attaccante ticinese - ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti. Studieremo bene la squadra che dovremo affrontare e daremo tutto per arrivare al meglio all’appuntamento».