«Che bella la prima vittoria nei panni del presidente»

Dieci giorni fa, nell’abbracciare il nuovo ruolo di presidente del Volley Lugano, Gianbattista Toma ha lasciato due incarichi: ha passato a Franco Nasr Eddine la responsabilità dell’area tecnica e ha abbandonato la carriera di speaker del Palamondo. «Non posso più sfogarmi con il microfono in mano, ma continuo a vivere le partite con passione latina», ci racconta il 57.enne di origini varesine durante il riscaldamento delle ragazze, prima della sfida con lo Sciaffusa. Un avversario forte, secondo in classifica, ma già battuto negli ottavi di Coppa Svizzera. «A me - aggiunge Toma - piace guardare le partite vicino al tavolo della giuria, tra le due panchine, così posso scambiare qualche sguardo d’intesa con il nostro allenatore Apostolos Oikonomou. Gli faccio sentire il continuo sostegno della società». Lo sguardo del «Gian», però, deve arrivare ovunque: «Mi assicuro che tutto funzioni anche attorno al campo, al bar, sugli spalti, confrontandomi con i nostri preziosissimi volontari e risolvendo i piccoli imprevisti». Neanche il tempo di dirlo, ed ecco che i tabelloni pubblicitari si spengono. «Torno subito», ci assicura Toma, che da bravo tuttofare risolve rapidamente il problema. All’inizio del match manca solo un quarto d’ora.
Un amore giovanile
Per il nuovo presidente, il Volley Lugano è una seconda famiglia da oltre 20 anni. «L’amore per questo sport è sbocciato da adolescente. Nel paese dove sono cresciuto, Cugliate-Fabiasco, io e i miei amici eravamo poco attratti dal calcio e ci siamo tuffati nella pallavolo. A 22 anni ho fatto il corso per allenatori, e da lì ho iniziato il mio percorso da coach. Sono stato nella vecchia Pallavolo Lugano femminile e ho fatto anche un anno con gli uomini. In seguito, sono passato al Giubiasco, dove sono stato pure direttore sportivo e dove abbiamo vinto numerosi titoli nazionali a livello giovanile. Ho contribuito alla nascita di quello che oggi è il Bellinzona Volley». Tra una chiacchiera e l’altra, la partita comincia.
Un set pari
L’opposta statunitense Maggie Cartwright, topscorer delle bianconere, è seduta in panchina con le stampelle e un vistoso tutore alla caviglia sinistra. «Ne avrà ancora per un mesetto, ma il suo infortunio ha compattato ulteriormente il gruppo», dice Toma. Il primo set lo dimostra: le ragazze di coach «Apo» prendono presto il largo e non mollano la presa. Il presidente osserva soddisfatto, poi - su suggerimento di una sua collaboratrice - interviene per far abbassare il volume del microfono. Il nuovo speaker è coinvolgente, ma sull’acustica c’è un po’ da lavorare. La frazione si chiude sul 25-18 per le padrone di casa: «Le ragazze sono state solide, ultimamente capita spesso, sono cresciute parecchio dopo l’arrivo di Madeline Boerstra», dice Gianbattista. Più complicato il secondo set, trascorso a inseguire a causa dell’iniziale 1-5. Pur riavvicinandosi più volte, le bianconere non riescono a rientrare: 25-19 per il Kanti. «Gli alti e bassi ci stanno, abbiamo sbagliato troppo e contro un avversario così lo paghi subito», ci spiega fiducioso il «pres» durante l’intervallo.
Nuovi orizzonti
Domiciliato a Cadempino, Toma raggiunge spesso il Palamondo a piedi. Ma con l’inaugurazione del PalaRaiffeisen a fine 2026, il Volley Lugano avrà una nuova casa a Cornaredo. «Essere il presidente in un momento storico mi onora. Per il nostro club è un’occasione di crescita. Ci siamo impegnati molto in occasione del referendum per il Polo sportivo e non vediamo l’ora di entrarci. Sarà un’opportunità per tutta la Lugano sportiva e spero che possano nascere delle sinergie con il calcio e il basket. Nel nostro piccolo, grazie a un comitato molto unito, vogliamo professionalizzare il più possibile la società. Con il solo volontariato, infatti, non si può arrivare dappertutto».
Fino all’ultima palla
Dopo la pausa, la partita riparte. Nel terzo set, Arianna Mortati e compagne ritrovano il loro miglior livello: meno errori in attacco, più efficacia a muro e in difesa. Per le sciaffusane non c’è scampo: 25-20. Toma applaude. Un punticino è già assicurato, ma l’occasione è ghiotta per andare a prendere la posta piena. La quarta frazione è una battaglia fino al 14-14, poi le luganesi si inceppano. Aggiudicandosi il parziale (25-17), il Kanti porta la sfida al tie-break. Lo dominano le bianconere (15-9), che regalano a Toma la prima vittoria da presidente: «Sono state bravissime», ci dice il «Gian» emozionato. Una serata da ricordare.

