Dal cucchiaio di Totti al ritorno di Andrea Conti: il padel regala spettacolo a Lugano

Ad Agno si è giocato a padel, ma con la stessa tensione con cui una volta si entrava in campo la domenica, nei più caldi stadi della serie A. Il Grand Slam–Padel Show non è stato un raduno celebrativo né una passerella nostalgica di ex calciatori: è stato un torneo vero, seguito da centinaia di persone rimaste per ore attorno ai campi della GO Academy, a osservare partite combattute, punti discussi, reazioni immediate. La sfida è stata reale, percepibile, e il pubblico lo ha capito subito. Ventisei vecchie glorie del calcio italiano, tra cui leggende come Francesco Totti, Christian Vieri e Luca Toni, divisi in tredici coppie, si sono affrontate senza risparmiarsi. Il cambio di disciplina non ha attenuato l’agonismo. «Quando entri in campo non esiste il “giochiamo per divertirci”», ha spiegato Andrea Conti. «Siamo ex calciatori, la competizione ti resta dentro. Qui nessuno vuole perdere, anche se poi finisce tutto con una stretta di mano».

La famiglia Conti
Figura chiave di questo torneo, che sta raccogliendo migliaia di fan in tutta Italia, per Conti la tappa ticinese aveva anche un forte valore personale. «Il Ticino mi è rimasto nel cuore. A Bellinzona ho vissuto i ricordi più belli della mia carriera, tra promozione ed Europa League. Ho avuto per anni un ristorante a pochi chilometri da qui e rivedere tanti amici, sentire ancora affetto, è qualcosa che mi riempie di gioia». Accanto a lui, a seguire le partite, anche il fratello Daniele, storico capitano del Cagliari, e il padre Bruno. «Qui abbiamo lasciato un pezzo di cuore – racconta il campione del mondo con l’Italia nel 1982 -. Tornare fa sempre effetto. E poi è bello vedere come mio figlio ha costruito questo gruppo, fatto di persone prima ancora che di ex calciatori. È grazie a loro se mi sono avvicinato al padel: chissà, se ci fosse stato quando ho smesso di giocare forse oggi sarei forte come alcuni di loro».
Il legame con Lugano è emerso chiaramente anche attraverso altri giocatori come Tomas Danilevicius, che da 12 anni vive in città. «Gioco spesso ed è bello vedere e sfidare tanti ex compagni qui, dove ormai posso dire di giocare in casa». «Per molti di noi è un luogo familiare, venivo spesso quando giocavo col Milan, non solo in centro ma anche a fare passeggiate nella natura – racconta Marco Amelia -. Poi seguo con interesse il progetto dei bianconeri, una squadra in costante crescita».

Inevitabile, tra una partita e l’altra, che il discorso scivolasse sull’attualità calcistica. Francesco Totti ha commentato il rigore di Brahim Díaz nella finale di Coppa d’Africa. Forse il cucchiaio è un gesto riservato a pochi eletti: «Ma no, contro l’Australia ho tirato una sassata, in situazioni dove la palla pesava ho preferito lo scavetto. È un gesto che fai se lo senti. In quel momento non pensi alle conseguenze, pensi solo a quello che credi sia giusto fare. Poi può andare bene o male, ma fa parte del gioco. Ma bisogna avere coraggio di prendersi le proprie responsabilità».
A proposito di rigori, la presenza di Riccardo Maspero ha ricordato quello sbagliato da Marcelo Salas nel finale di uno storico derby tra Juventus e Torino a causa di una buca fatta dallo stesso ex centrocampista granata. Un fatto simile è successo poche settimane fa a Stanciu in Milan-Genoa, con il trequartista romeno che ha tirato un rigore alle stelle per colpa di Pavlovic, scatenando le ire dell’allenatore rossoblù Daniele De Rossi. «Però la colpa è anche di chi posiziona il pallone senza controllare lo stato del dischetto – sorride sornione Maspero -. Stanciu peraltro è un giocatore d’esperienza, forse vista la tensione era troppo concentrato».

Chi vince il campionato italiano?
A far discutere anche il momento difficile della Fiorentina. «Da tifoso non è semplice anche perché le ambizioni di inizio campionato erano ben altre – racconta Borja Valero, ex capitano e idolo dei tifosi viola -, ma vedo la squadra in crescita e credo che alla fine si salverà, ma non sarà semplice e servirà equilibrio e serenità da parte di tutto l’ambiente». Ben altri obiettivi ha la Roma, che con l’avvento di Giampiero Gasperini sembra aver assunto una nuova dimensione. «È un allenatore che fa esprimere i giocatori al meglio e poi anche all’interno della società, grazie agli innesti di Massara e Ranieri c’è grande competenza e senso di appartenenza – racconta Vincent Candela, che ha confidato di essersi goduto anche la serata luganese al casinò -. Sono convinto che la Champions sia a portata e che presto arriveranno i risultati che i tifosi, che da anni stanno riempiendo lo stadio, meritano». «Si percepisce una grande sinergia tra i giocatori e mister Gasperini», gli fa eco Totti, che per lo scudetto però vede «ancora favorita l’Inter, è la squadra più attrezzata. Ma dietro occhio a Napoli, Milan e la stessa Roma, ci sono squadre che stanno crescendo bene e stanno facendo diventare sempre più competitiva la serie A».

Una disciplina in ascesa
Il connubio tra padel e calcio si è rivelato vincente, per la soddisfazione di Matteo Borromini, club manager della GO Academy: «Per noi è stato importante vedere così tante persone presenti per tutta la giornata. Non solo per i nomi in campo, ma perché le partite hanno tenuto alta l’attenzione. È stata una sfida vera, e questo il pubblico lo percepisce».
«Il padel in Ticino sta crescendo in modo costante – conclude Borromini - Arrivano molti giovani dall’università, ma anche famiglie, persone più adulte, bambini. Eventi come questo aiutano a dare visibilità, ma il segnale più forte è vedere i campi pieni anche nei giorni normali».

