Dalla neve alla strada con il mito di Pantani

Dalla medaglia olimpica di biathlon conquistata nell’inseguimento a Milano-Cortina, al debutto tra i professionisti nel ciclismo. Il tutto nell’arco di appena sei mesi. È il percorso del 31.enne francese Émilien Jacquelin, che domenica scorsa ha partecipato alla Polynormande con i colori della Decathlon-CMA CGM, realizzando un sogno coltivato fin da quando era piccolo.
La bici e il Pirata nel cuore
Il rapporto con le due ruote, per Jacquelin, parte infatti da lontano. Da ragazzo correva su strada e frequentava un liceo a vocazione sportiva - in cui faceva coesistere ciclismo e studio - insieme, tra gli altri, all’amico Nans Peters, futuro professionista e vincitore di tappe al Giro d’Italia e al Tour de France. A sedici anni una mononucleosi lo costrinse però a interrompere quel percorso: «La bici non mi vuole», si disse allora. Si orientò così prima verso lo sci di fondo e poi verso il biathlon, disciplina nella quale nel corso degli anni avrebbe conquistato due titoli mondiali consecutivi (entrambi nell’inseguimento) nel 2020 e nel 2021, e quattro medaglie olimpiche tra Pechino e Milano-Cortina. La bicicletta è però rimasta una parte importante della sua vita. Così come la passione per Marco Pantani, che Jacquelin ha più volte indicato come il corridore che gli fece venire voglia di iniziare a pedalare da piccolo. Venutane a conoscenza alla vigilia dei Giochi, la famiglia del Pirata gli ha affidato uno dei celebri orecchini appartenuti al campione romagnolo, e il francese lo ha indossato durante le gare a cinque cerchi disputate ad Anterselva. Lo portava anche il 15 febbraio, quando nell’inseguimento ha conquistato la medaglia di bronzo. Con tanto di omaggio al Pirata sul rettilineo di arrivo. Tutto ciò, due giorni prima di mettersi l’oro al collo nella staffetta maschile.
La nuova avventura
Poco più di un mese dopo, il 29 marzo, è arrivato l’annuncio a sorpresa: a 31 anni Jacquelin entra nel programma di sviluppo NewGen della Decathlon, con l’obiettivo di mettersi alla prova nel ciclismo durante i mesi di pausa del biathlon. Il francese ha così seguito un programma specifico, monitorato dallo staff della squadra transalpina. Dall’inizio degli allenamenti, a fine marzo, ha accumulato 7.330 chilometri e 134.000 metri di dislivello in bicicletta, nonostante una frattura alla clavicola a inizio maggio ne abbia rallentato la preparazione. I test svolti durante l’estate e lo stage in quota ad Arc 1950 hanno tuttavia convinto la dirigenza francese a concedergli il via libera per correre con la prima squadra, in qualità di stagista, alla Polynormande, prova in linea dell’UCI Europe Tour.
Un’occasione che Jacquelin ha dimostrato di meritare da subito: il francese ha lavorato in testa al gruppo per circa 120 chilometri, mettendosi al servizio dei compagni. «A un certo punto abbiamo persino dovuto dirgli di smettere di tirare», ha raccontato Paul Lapeira, suo capitano per l’occasione. «Si è sacrificato più del previsto. Ma è davvero bello, perché è arrivato qui in corsa con gli occhi di un bambino, ascoltando con attenzione ogni nostro consiglio. Anche i miei, che sono sei anni più giovane». A una quarantina di chilometri dal traguardo, Jacquelin ha poi perso contatto dal gruppo e ha chiuso a quasi 12 minuti dal vincitore Hugo Page. «Molti nel gruppo mi dicevano: “Sei ben piazzato, bravo, stai andando bene” - ha spiegato all’arrivo -. Sono contento che il gruppo abbia legittimato la mia presenza fra di loro». E alla domanda se gli fosse venuta voglia di continuare non ha esitato: «Certo, subito».
Futuro incerto
E infatti il 31.enne è tornato subito in sella ieri, al Tour du Limousin, per affrontare la sua prima avventura in una corsa a tappe. Il 24 agosto scenderà invece in strada con la Nazionale francese per la gara in linea dei Giochi del Mediterraneo. In seguito, la Decathlon tirerà le somme e discuterà con il corridore l’eventuale proseguimento del progetto. Rimane allora incerto un ritorno al biathlon a stretto giro. A marzo il francese indicava ancora i Giochi del 2030 sulle Alpi francesi tra i propri obiettivi, ma alla vigilia della Polynormande ha ammesso di non guardare ancora all’autunno e che «nulla è deciso». Simon Fourcade, allenatore della nazionale francese di biathlon, ha per contro indicato tra fine agosto e inizio settembre il periodo entro il quale Jacquelin dovrebbe rientrare, qualora volesse preparare la prossima stagione sulla neve. Non è allora esclusa l’ipotesi che il 31.enne possa saltare l’intero inverno sugli sci, e dedicarsi al 100% alla sua avventura a due ruote.