Calcio

Etienne ha un sogno nel cuore

Un giovane ticinese, la voglia di arrivare, una grande occasione
Angelo Lungo
12.11.2021 13:12

Etienne Ravelli ha 17 anni. Ha un sogno. Ha scelto una strada. Tenacia, volontà e speranza accompagnano il suo cammino. Vuole arrivare. Ha deciso di osare ed esplorare sino in fondo il suo talento.

Il calcio la tua passione.

“Gioco a calcio fin da quando ero un bambino, nel giardino di casa. Lo facevo con mio padre che in gioventù militava con il Mendrisio. Ho sempre voluto seguire le sue orme”.

Come si è svolta la tua carriera?

“La trafila l'ho fatta tutta con il Lugano. Dai pulcini fino all'Under 14. Dopo sono passato al Team Ticino”.

Poi?

“Ho fatto un provino con il Lucerna, dovevo trasferirmi ma la trattativa non si è conclusa. Ho avuto contatti positivi con il Torino e il Parma, ma anche in questi casi è saltato tutto”.

Finché è arrivata l'Atalanta.

“Proprio così. Non sembravano esserci novità. E in quel periodo devo ringraziare la società del Lugano che mi ha dato un supporto significativo. Ecco che l'Atalanta mi ha chiamato: ho fatto un provino e mi hanno preso. Ora faccio parte dell'Under 18. E ne sono onorato. Sono stato scelto da uno dei migliori settori giovanili d'Italia. Strutture all'avanguardia. Professionalità altissima”.

Qual è il tuo ruolo?

“Sono un difensore centrale. Cresciuto con la figura di Maldini, le sue gesta mi sono state raccontate da mio padre. Un giocatore, una leggenda, per il suo stile e la sua classe: dentro e fuori dal campo. La sua educazione per me è un esempio”.

Ora vivi a Bergamo.

“Vivo in un convitto, assieme ad altri ragazzi. Vengono da tutte le parti del mondo”.

Una bella esperienza.

“Un ambiente bello e stimolante. Abbiamo subito legato tra di noi. Viviamo insieme le cose che ci accadono. Ci sosteniamo, ci aiutiamo. Non credevo che potessi instaurare rapporti stretti in un breve tempo”.

Com'è la tua giornata?

“Mi sveglio alle 7. Vado a scuola a piedi e faccio colazione durante il tragitto. Comincio alle 8 e finisco alle 13. Un bus ci porta a Zingonia, dove c'è il centro sportivo dell'Atalanta, e mi alleno dalle 15:30 alle 17:30, due volte alla settimana facciamo anche la palestra. Rientro al Convitto, ceno e poi studio”.

Che scuola frequenti?

“Il liceo. I miei genitori mi hanno sempre sottolineato l'importanza dello studio. È fondamentale. Nel calcio è difficile arrivare, in ogni caso la carriera è destinata a finire. Ho intenzione di iscrivermi all'Università”.

Hai avuto modo di avere contatti con la prima squadra?

“Ho sostenuto due allenamenti con loro. Un'esperienza incredibile che non dimenticherò mai. Nella partitella ho marcato Zapata: è straordinario. Una velocità di esecuzione e di pensiero impressionante”.

Il tuo sogno?

“Diventare un calciatore professionista. Sto facendo sacrifici, ma sto ricevendo molto. Vivo lontano dalla mia famiglia, ma sto crescendo in fretta. Ho un grande obiettivo e lo perseguirò con tutte le mie energie e forze”.

Parli con Etienne e non sembra un diciassettenne. Mostra una maturità che va oltre la sua giovane età. È conscio che il talento è fine a se stesso, senza l'abnegazione e la volontà di migliorarsi. Lui ha accettato, con coraggio, una grande sfida: noi lo seguiremo con interesse, auspicando che possa esaudire il suo grande desiderio.