Il calcio francese rischia il collasso

Dopo
la delusione dell'europeo, con la sconfitta in semifinale per mano
della Spagna, il calcio francese, a pochi giorni dall'inizio della
Ligue
1,
si sta dibattendo in una crisi che potrebbe avere conseguenze
imprevedibili: secondo i media d'oltreconfine, sarebbero almeno 8 i
club a rischio fallimento, se la trattativa per la vendita dei
diritti televisivi non andasse in porto.
Questa
crisi parte da lontano, con l'arrivo sul mercato televisivo sportivo
francese di Mediapro, decisa a infrangere il monopolio di Canal+.
L'emittente catalana, ma di proprietà di un fondo cinese, si è
presentata nel 2018 con un'offerta monstre da un miliardo di Euro.
Nonostante l'assenza di garanzie bancarie, i vertici del calcio
francese si sono fidati. Il Covid 19 ha poi cambiato le carte in
tavola, con Mediapro a chiedere una rinegoziazione del contratto, e
le parti finite in tribunale. A salvare la barca fu ancora Canal+,
ripagata però nel 2021 con un accordo tra la LFP e Amazon, scaduto
quest'anno. Come noto, il governo francese ora ha altri problemi, e
pensare che intervenga è utopia (e, del resto, la Francia non è,
fortunatamente, l'Italia). Davanti all’ARCOM, vale a dire
l'autorità pubblica che gestisce queste situazioni, Canal+ (che ha
in portafoglio le coppe europee, la Premier e la Bundesliga) ha detto
di non avere risorse da mettere sul piatto. Qualche bene informato
sostiene che non sia andato giù, nel 2018, il rifiuto di una cifra
certa di 950 milioni a fronte del miliardo (mai arrivato) di
Mediapro. I più ottimisti sostengono invece che sia una strategia
per fare abbassare le pretese della LFP e che, alla fine, un accordo
si troverà. Ci sarebbero altre opzioni (la solita Warner Bros tra le
tante), ma nulla appare sicuro. Le cifre, poi, sarebbero decisamente
più basse di quelle del passato. E così, qualcuno pensa al mitico
canale della Lega: un'opzione che nessuno, tra i grandi campionati
europei, ha mai pensato di mettere in piedi, perché significherebbe
assumersi il rischio d'impresa in prima persona.
Non è facile: c'è
una struttura da costruire, non solo a livello di attrezzature, ma di
uomini. Bisogna assumere giornalisti, opinionisti, creare un prodotto
che sia ai livelli attesi dal pubblico. Anche se, per incassare
subito, si pensa alla soluzione che tutti i tifosi sognano: spendere
meno e vedere solo le partite della propria squadra del cuore. E,
magari, un sistema pay per view per poter comprare le altre sfide che
interessano. Sarebbe una scelta in controtendenza, per tantissimi
motivi. Va detto: il campionato francese nelle coppe europee ha
scarsa visibilità, a parte il PSG, che ha una cilindrata differente:
e questo, quando si discute di diritti e cifre, conta. La LFP ha in
passato venduto il prodotto in più pacchetti, la qualità non è
elevata, la gente non si abbona, i soldi non entrano. Il problema è
che le piccole squadre, coi diritti tv, sopravvivono. In definitiva,
la situazione oggettiva presenterà il conto, molto presto. E non è
detto che, prima o poi, questa realtà non si presenti anche a sud
della dogana di Brogeda.
(Foto Keystone)