Calcio

"Non mi era mai successa una cosa del genere..."

Caggiano spara contro Gatti: a Paradiso sono state ore di tensione
Enrico Lafranchi
25.09.2022 09:11

Roberto Gatti ha dunque lasciato il Paradiso per rientrare in Italia da dove era arrivato dopo alcuni anni di assenza dal nostro cantone. È al sud delle alpi che il varesino ha svolto gran parte della sua carriera, sin da giocatore. Stimato e apprezzato nel nostro piccolo mondo sportivo al punto che Antonio Caggiano lo ha chiamato ad allenare il suo Paradiso immaginando di avere fatto un 6 al Lotto. Il presidente si era lasciato contagiare dal suo curriculum, Gatti era considerato un mister vincente, da ultimo aveva portato alla promozione in serie D il Sant’Angelo piantandolo in asso, probabilmente attirato dalla generosa chiamata di Caggiano. Ma da venerdì scorso il mister si trova sul banco degli imputati. Ha deciso di mollare la nostra Prima Lega per tornare ad allenare in Italia. Nuovamente sulla panchina del Sant’Angelo sulla quale chi lo aveva sostituito, Alessio Pala, è stato esonerato per mancanza di risultati, insieme al direttore sportivo. Precisiamo che Gatti non ha fatto il nome della squadra che è tornato ad allenare – il Sant’Angelo, appunto – ndr)”. Caggiano deluso e sconcertato dal suo comportamento (in giugno lo aveva preferito all’ultimo momento a Gigi Tirapelle) oggi sta provando sentimenti contrastanti. Relativamente soddisfatto del tecnico, nonostante un paio di sconfitte, ma furibondo dell’uomo-Gatti. Non tanto perché la sua partenza ha messo sottosopra per un po’ i quadri tecnici della squadra, quanto per l’ardire del diretto interessato che ha spiegato ai giocatori le ragioni di questa sua decisione: “Un’autentica faccia tosta – incalza Antonio - in 20 anni che sono nel calcio non mi è mai successa una cosa del genere. Faccio fatica a tenermi dentro la rabbia, è qualcosa di scandaloso e vergognoso”.
L’altra faccia della medaglia è per fortuna rappresentata da una squadra che a Kreuzlingen nonostante quanto successo poco meno di 24 ore prima al Pian Scairolo ha fatto poker (3 gol di Stojanov e 1 di Foglia): “Siamo un gruppo fantastico, i giocatori meritano dieci e lode. Anche lo staff è da elogiare per la calma e l’equilibrio con cui ha affrontato questa brutta situazione".

Antonio non drammatizziamo, c’è un proverbio che dice ‘morto un Papa se ne fa un altro’. Perché è così nero?

“Gatti mi ha chiamato alle 15 per manifestarmi la sua volontà di lasciarci. Dapprima ha tirato in ballo la rosa dicendo che ci sono troppi infortuni e tanti casi speciali. Un’autentica barzelletta!”.

Poi?

“Dopo questa sceneggiata mi ha detto di avere ricevuto due o tre richieste dall’Italia. Al che, anche perché me lo ha solo sussurrato, l’ho invitato a venire al campo”.

Come ha reagito?

“Dicendomi che la sua decisione l’aveva già presa. L’ho allora sollecitato a portarsi via la sua borsa dallo spogliatoio”.

Detto e fatto?

“Sì, è arrivato al Pian Scairolo, ha preso in disparte alcuni giocatori e gli ha parlato individualmente”.

Lei come si è sentito in quel momento?

“Disorientato, sconvolto, frastornato”.

È finita lì?

“No no. L’ho accompagnato negli spogliatoi affinché ne parlasse alla squadra. C’erano trenta persone ad ascoltarlo, io sono rimasto zitto”.

Gatti ha spiegato ai giocatori il motivo di volerli abbandonare sui due piedi?

“Ha semplicemente detto loro di avere ricevuto un’offerta di 45 mila euro per due anni in Italia precisando che lui vive di calcio. La cifra è di dominio pubblico, ci sono trenta testimoni!”.

Lei come ha reagito?

“Gli ho stretto la mano e l’ho invitato a lasciare immediatamente il Centro sportivo. Erano le 18.30 in punto”.

Un commiato decisamente antipatico:

“La figuraccia l’ha fatta lui”.

Come hanno reagito i giocatori?

“Molto bene. Difatti a Kreuzlingen hanno disputato una gran bella gara, la migliore finora della stagione”.

Conosco Gatti da anni e anni, questo suo modo di atteggiarsi mi stupisce:

“Oggi (sabato) ho ricevuto decine di telefonate e una valanga di messaggi di solidarietà nei nostri riguardi. Anche da parte di diverse società”.

La posso capire Caggiano, il calcio però è anche questo. Possibile che non si sia accorto che c’era in aria qualcosa di insolito negli ultimi giorni?

“Non ho intuito nulla, prima della sua telefonata. E poi chi se lo sarebbe aspettato un simile sgarbo da un allenatore professionista? Io di sicuro no!”.

Qual è il suo stato d’animo il giorno dopo?

“Mi sento tradito. Ma anche un po’ sollevato da quanto mi ha detto un dirigente del Vedeggio“.

Cioè?

“Che Gatti dopo avere effettuato la preparazione tre giorni prima che iniziasse il campionato li aveva lasciati in braghe di tela per lo stesso motivo”.

Lei era soddisfatto di come giocava il Paradiso?

“Sinceramente detto no. Il bel gioco che avevamo con Cocimano (…) purtroppo è sparito con Gatti. Quest’anno si giocava con lanci lunghi, l’anno scorso c’era molta più sostanza e ci si divertiva pure”.

La corsa alla panchina è già iniziata?

“Premetto che la roboante vittoria contro il Kreuzlingen fa onore a Giovanni Rosamilia, viceallenatore, nostro capitano storico e ‘bandiera’ del Paradiso. Fintanto che saremo scoperti, sono convinto che “Rosa” farà un ottimo lavoro”.

Ha già tracciato un identikit del nuovo mister?

“Puntiamo su un allenatore d’esperienza, serio e forte di carattere. In un batter d’occhio ci sono pervenute nove candidature. Ma non c’è fretta, di nomi ovviamente non ne posso fare”.

Potrebbe rientrare in gioco Tirapelle?

“Non dico né no, né sì”.

O magari Vittorio Bevilacqua che desidera fortemente rientrare dalla Romandia dove sta allenando in Prima Lega?

“Bevilacqua non l’avevo ancora preso in considerazione. Diciamo che potrebbe essere il candidato numero 10”.