Ciclismo

Fabio Schnellmann: «Il velodromo ha generato entusiasmo, ora la vera sfida sono i giovanissimi»

Abbiamo intervistato il presidente uscente di Ticino Cycling per fare il punto sul movimento ciclistico ticinese.
© Ticino Cycling
21.04.2026 06:00

Oggi, all’assemblea generale di Ticino Cycling, il presidente Fabio Schnellmann ufficializzerà la sua uscita di scena, per altro già annunciata da tempo. Come suo successore sarà proposto Ettore Bonsignore. In vista del passaggio di consegne, ne abbiamo approfittato per gettare insieme uno sguardo sul movimento ciclistico ticinese.

Fabio Schnellmann, lei è stato dodici anni al vertice di Ticino Cycling. Perché ha deciso che questo fosse il momento giusto per passare il testimone?
«Quando sono entrato in carica mi ero prefissato degli obiettivi e li abbiamo raggiunti. Dapprima il centro d'allenamento a Tenero, per permettere ai ragazzi di conciliare sport e scuola. Ci eravamo poi riproposti di portare una gara internazionale nel nostro cantone, e ci siamo riusciti con il Gran Premio Ticino. Infine, l'ultimo grande obiettivo era avere finalmente un velodromo. Centrato anche questo, ho ritenuto che fosse arrivato il momento giusto per lasciare spazio a nuove persone, con nuovo entusiasmo e idee».

A proposito del velodromo, quali sono i primi riscontri a pochi mesi dall’apertura?
«C’è davvero molto entusiasmo: siamo partiti sin dall’inizio con tre allenamenti alla settimana. Ora con l’arrivo della bella stagione l’attività in pista diminuirà leggermente per dare più spazio alla strada. Abbiamo comunque già riscontrato l’interesse di diversi giovani che grazie alla nuova struttura si vogliono affacciare al ciclismo. È un’opportunità formidabile che darà i suoi frutti nei prossimi anni».

A livello sportivo, invece, qual è lo stato di salute del movimento ciclistico ticinese?
«La base è solida, ma devo dire che avevo ereditato una situazione molto buona grazie al lavoro di Paola Valchera, che mi ha preceduto. Già allora attorno alle gare nelle categorie giovanili ruotavano 150-200 ragazzi: ottimi numeri che siamo riusciti a incrementare leggermente. Dove invece siamo ancora un po' carenti è nelle categorie superiori, ovvero U17, U19 e U23. Ma con progetti come quello dell’Axion Future Team - una sorta di accademia che riunisce i migliori giovani del Velo Club Lugano e del Velo Club Mendrisio - stiamo provando a colmare questo gap».

Era il momento di dare spazio a nuove idee: Ettore Bonsignore, che mi sostituirà, è l'uomo giusto.

Ritiene che la strada da percorrere in futuro sia proprio una collaborazione sempre più stretta fra i vari club locali?
«Penso di sì. I giovani che si avvicinano al ciclismo non sono moltissimi. Unire le forze, anche negli allenamenti e con un solo direttore sportivo al seguito, è un vantaggio logistico e dà più sicurezza ai ragazzi. Nelle categorie superiori i numeri sono ridotti: è inutile avere pochi atleti sparpagliati in troppe società. Collaborando si crea un unico polo con tutte le strutture necessarie per progredire e puntare al professionismo».

Il salto dal panorama giovanile a quello d’élite d’altronde è spesso il gradino più difficile da superare...
«Certamente, anche se non dobbiamo dimenticare che il Ticino vanta ben tre professionisti di ottimo livello. Filippo Colombo è tra i migliori al mondo nella MTB, Linda Zanetti ottiene grandi risultati su strada e Giulia Alberti si sta distinguendo nel Gravel. Per una realtà piccola come la nostra non è un dato scontato. Manca forse l’acuto di un corridore uomo su strada. Il motivo? Non tutti si fidano a iniziare subito su asfalto, vista la pericolosità delle strade, e molti preferiscono puntare alla MTB. In ogni caso, ora iniziamo ad avere dei bravi stradisti tra gli U15 e gli U17. Speriamo che loro riescano a compiere il grande salto».

Lei resterà in comitato per un anno per affiancare Ettore Bonsignore, suo successore designato, nella transizione. Quali sono le sfide che lo attendono?
«La sfida principale sarà incrementare ancora i numeri del settore giovanile, in particolare nelle fasce U11 e U13. Dobbiamo entrare nelle scuole, fare promozione e far capire quanto è bello questo sport. Più la base della piramide è larga e forte, più aumentano le probabilità che in cima emerga qualcuno di valido. Poi c’è la grande questione del Gran Premio Ticino. Quest'anno, a causa del dimezzamento dei militi della Protezione Civile, non avevamo i numeri per garantire la massima sicurezza sul tracciato e l’abbiamo annullata. Tuttavia, l'obiettivo per il nuovo comitato è riproporla nel 2027. È una vetrina internazionale troppo importante per i nostri corridori e crea un indotto turistico notevole per tutto il cantone. Comunque sono molto fiducioso, perché Ettore Bonsignore ha molto entusiasmo ed è motivato. È un uomo di sport, proviene infatti dal mondo del canottaggio, e si sta già integrando bene nella sua nuova realtà».