Hockey

Fischer e il certificato Covid falso, la SRF: «Non avevamo altra scelta»

«Caso Fischer», parla per la prima volta Tristan Brenn, caporedattore della SRF: «Visto l’interesse pubblico, rifaremmo tutto»
©CHRISTIAN BEUTLER
Red. Online
25.04.2026 10:39

Poco meno di tre settimane e la Svizzera ospiterà i Mondiali di hockey su ghiaccio. A tenere banco, però, è il «caso Patrick Fischer», emerso nelle scorse settimane. L'ex allenatore della «Nati» ha ammesso di essersi recato ai Giochi Olimpici di Pechino nel 2022 con un certificato vaccinale Covid falso. «Fischi», come noto, ha pagato il suo errore come privato cittadino: condannato nel 2023, ha versato 38.910 franchi di multa. Il fatto che l'oramai ex tecnico dei rossocrociati sia uscito allo scoperto, di sua spontanea volontà, quattro anni dopo è legato a un'inchiesta della SRF. L'emittente pubblica è infatti venuta in possesso, tramite sue ricerche, di documenti che riguardano il misfatto e, lunedì, si è confrontata con l'allenatore e Swiss Ice Hockey. Messi di fronte all'evidenza, allenatore e vertici hanno quindi deciso di rendere pubblico quanto accaduto, pubblicando un video di scuse. «Riconosco di aver commesso un grave errore in questa faccenda» ha detto Fischer. «Ci metto la faccia e mi assumo la piena responsabilità».

Ora, per la prima volta, sulla vicenda è intervenuto il caporedattore della SRF Tristan Brenn. Lo ha fatto in un'intervista a «Schweiz am Wochenende», difendendo la copertura mediatica e respingendo le critiche pubbliche rivolte ai media. «Giornalisticamente ha fatto bene, ma così è diventato un bersaglio», ha detto riguardo all'intervento del giornalista della SRF Pascal Schmitz nel programma «10vor10», che ha dato il via alla vicenda. «Con il suo comportamento», ha aggiunto il caporedattore riferendosi a Fischer, «ha messo a rischio la partecipazione della Svizzera alle Olimpiadi di Pechino, così come la salute degli altri. Inoltre ha ingannato l'opinione pubblica». Quindi la SRF ripubblicherebbe tutto? «Sì», lo farebbe per via dell'interesse pubblico, spiega.

Il caso, ricordiamo, è nato da una conversazione tra l'ormai ex allenatore della Nazionale svizzera e il giornalista di SRF, con «Fischi» che avrebbe raccontato dei fatti durante le riprese di un ritratto, senza che gli fosse stato chiesto. «Non c'è stata alcuna violazione della fiducia», commenta Brenn. «Non avevamo altra scelta che pubblicare la notizia, in quanto media pubblico non potevamo nascondere consapevolmente un fatto rilevante e comprovato».

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