Giuseppe Morotti: «Forse qualcuno ricorderà l’importanza di quella fusione»

Il FC Lugano si sente un po’ più vicino al nuovo stadio. E con esso al mantenimento, anche in futuro, della licenza per militare in Super League. E pensare che 18 anni fa, proprio mentre marzo tramontava, il club bianconero subiva l’onta del fallimento, sommerso dai debiti. «Forse oggi qualcuno ricorderà quindi l’importanza della fusione con il Malcantone Agno, nel giugno del 2004». A parlare è Giuseppe «Beppe» Morotti. Fu lui a guidare l’Agno in Challenge League prima, e ad assumersi l’onere di presiedere la risorta AC Lugano poi. «Abbiamo semplicemente preso una decisione che andava presa» sottolinea il diretto interessato. «Una scelta che rifarei, anche se oggi non mi aspetto di certo un monumento. La riconoscenza è merce rara».
«Necessario ma in pericolo»
Un nuovo stadio. Meglio, un Polo sportivo. Della sua necessità, Morotti, è convinto. «Parliamo di un biglietto da visita, che una città come Lugano merita». L’ex presidente dei bianconeri però avverte: «Il progetto mi convince in parte. È stato portato avanti con qualche inciampo di troppo. E se dovesse finire al voto popolare, il pericolo di crollare c’è».
