Mountain Bike

Gli Europei tornano al Monte Ceneri, Filippo Colombo spera di esserci

Tra il 29 luglio e il 2 agosto l’apprezzato tracciato ticinese ospiterà nuovamente i migliori biker del continente - Ancora in dubbio la presenza del campione di Bironico in seguito alla frattura al perone: «Miglioro giorno dopo giorno»
Il ticinese Filippo Colombo durante la conferenza stampa dell'evento. © KEYSTONE/PABLO GIANINAZZI
Maddalena Buila
25.07.2026 06:00

Il grande ciclismo arriva in Ticino. O meglio, il grande ciclismo torna in Ticino. Sì, perché gli Europei di mountain bike che andranno in scena tra il 29 luglio e il 2 agosto, sono un comeback dopo l’edizione del 2020, sempre organizzata nell’area del Monteceneri e del Monte Tamaro. Sei anni fa l’evento era stato inserito in piena pandemia di COVID-19, con forti restrizioni sanitarie e una presenza di pubblico molto limitata. Quella del 2026, invece, avrà una cornice decisamente diversa. Il percorso invece sarà essenzialmente lo stesso che negli anni ha ospitato tante apprezzate gare e visto imporsi campioni come Nino Schurter e Pauline Ferrand-Prévot.

Aspettando i rossocrociati

Il fenomeno rossocrociato, ritiratosi al termine della scorsa stagione, naturalmente non ci sarà. Le speranze della Svizzera, di conseguenza, ricadono su altri nomi di spicco. Su tutti quello del ticinese Filippo Colombo, che non si presenterà purtroppo al via nelle migliori condizioni. Anzi, ad oggi non è nemmeno certo se sarà sulla linea di partenza. No, la frattura al perone destro, purtroppo, non è ancora un lontano ricordo. «Sono in fase di recupero», ha chiarito il ticinese durante la conferenza stampa di presentazione dei Campionati europei. «Se la gara fosse oggi non potrei correre, ma miglioro di giorno in giorno. La speranza è di poter prendere parte alla corsa e mi ritengo sulla buona strada perché ciò avvenga. Per il momento, tuttavia, mi sto allenando solo su strada. Il perone mi fa ancora male, soprattutto se spingo in discesa».

Tutto, dunque, rimarrà in dubbio fino al giorno della corsa. Sono invece certe di esserci le tre pedine più forti dello scacchiere rossocrociato al femminile. Sina Frei, Alessandra Keller e Nicole Koller hanno tutte le carte in regola per poter regalare alla Svizzera una medaglia europea.

© KEYSTONE/PABLO GIANINAZZI
© KEYSTONE/PABLO GIANINAZZI

Una cornice iconica

I grandi nomi europei del mountain bike si sfideranno, ne accennavamo poc’anzi, su un tracciato rinomato e molto apprezzato da pubblico e atleti. Ecco perché l’European Cycling Union (UEC) ha deciso di regalare al nostro Cantone una seconda ghiotta opportunità. «Torniamo con piacere in Ticino», ha subito chiarito il delegato dell’organismo continentale Stefano Bertolotti. «L’ultima volta abbiamo vissuto un’esperienza fantastica. Anche a questo giro ci aspettiamo qualcosa di molto bello. Per ora i numeri parlano chiaro. A iscrizioni concluse, possiamo confermare che al via saranno presenti 350 partecipanti, provenienti da 32 differenti nazioni. Parecchio pubblico si sposterà già nei prossimi giorni, raggiungendo con anticipo la località delle gare». Le cose, poi, si faranno serie a partire da giovedì, con le gare di short track élite in programma alle 17.30 con la corsa femminile e alle 18.15 con quella al maschile. Impegni che saranno festeggiati in serata con un concerto dei Vad Vuc. Domenica, invece, andrà in scena il pezzo forte, con le gare di cross-country al via alle 13.30 (donne) e alle 16.10 (uomini). Questi saranno inoltre gli unici due giorni in cui l’entrata sarà a pagamento. Qualora si decida di acquistare il biglietto combinato, il prezzo è di 30 franchi. In caso contrario il costo ammonta a 25 franchi per giornata. «Si gareggerà sul noto tracciato del Monte Ceneri, nato con il Tamaro Trophy nel 2003. L’evoluzione ha poi portato a qualcosa di spettacolare, con una formula che si snoda all’interno di un magnifico parco», ha spiegato il presidente del comitato di organizzazione Rocco Cattaneo. Filippo Colombo gli ha fatto eco. «Sono veramente pochi i percorsi che si prestano così bene al cross-country. Ogni volta che lo si percorre è una nuova sfida, sia dal punto di vista fisico, sia da quello tecnico. Per non parlare del côté pubblico. Il tracciato è pensato in modo che gli appassionati possano ampiamente ammirarlo e seguire le gesta dei propri beniamini».

Cinquanta candeline

La manifestazione sarà poi un’occasione per festeggiare i 50 anni del Velo Club Monte Tamaro, l’associazione che forse più di tutte si è prodigata per far crescere il movimento del ciclismo in Ticino. «Siamo nati come un club formatore da bici da strada», ha raccontato il presidente Mauro Maggiulli. «Oggi ci siamo invece spostati anche sulla mountain bike, diventando una realtà solida, riconosciuta e profondamente legata al territorio. Celebrare i 50 anni è per tutti noi un traguardo di grande valore, fatto di storia, passione e dedizione». «È sicuramente un anno particolare per noi», ha completato il discorso il vice presidente Rocco Cattaneo. «Festeggiamo i 50 anni di vita e al contempo pure il 30. anniversario dei Mondiali di Lugano. Un lasso di tempo in cui abbiamo raggiunto molti traguardi con uno degli sport più belli perché, tra le altre cose, riesce a valorizzare e promuovere il territorio in un modo unico».