Gli obiettivi stagionali del Lugano rimangono immutati

Esiste un passaggio che, forse più di ogni altro, può spiegare come si è sviluppata la presentazione della stagione 2026/27 in casa FC Lugano. O, nel complesso, di come stia evolvendo l’intera realtà bianconera. «Aggiungiamo elementi, alla nostra operatività e alle nostre strutture, che ci aiutano sotto ogni aspetto» – ha dichiarato il CEO del club, Martin Blaser. «Non bisogna concentrarsi unicamente sulla prima squadra: lavorare, nell’insieme, a un livello più alto, significa contribuire a raggiungere dei migliori risultati finali. E tra questi, logicamente, figurano i risultati ottenuti dalla prima squadra. Questo non lo vogliamo di certo negare». Fatta eccezione per una breve apparizione di Sebastian Pelzer – durante la quale il Chief Sports Officer ha accennato agli obiettivi puramente sportivi del club – in occasione della lunga ed esaustiva conferenza stampa, gli altri sette relatori chiamati in causa si sono infatti soffermati su parecchie tematiche: dai vari cambiamenti a livello di organigramma societario, fino alle strategie di marketing, passando pure per alcuni importanti aggiornamenti in termini di finanze.
«Bisogna rimanere realisti»
Insomma, nella pancia della nuovissima AIL Arena, si è interamente percepita l’attuale realtà bianconera, che va al di là delle partite disputate sul campo dal gruppo guidato da Mattia Croci-Torti. Anche il tecnico ticinese, evidentemente, era presente ed è stato sollecitato – assieme ai già citati Blaser e Pelzer – in occasione della parte finale della conferenza stampa, dedicata alle domande. Un tema, inevitabilmente, è stato quello relativo agli obiettivi stagionali. Esattamente identici a quelli dell’anno scorso: arrivare nei primi sei posti della classifica di Super League dopo le prime 33 partite (e qualificarsi così al Championship Group); raggiungere (e vincere, inserito tra parentesi, ndr.) la Coppa Svizzera; qualificarsi alla League Phase di una competizione europea (quest’anno, dunque, la Conference League). «Il punto di partenza – ha spiegato Blaser a tal proposito – è essere ambiziosi. Noi la mattina ci alziamo per vincere e miriamo al massimo possibile, tuttavia, non dobbiamo mai dimenticare la nostra realtà. Guardando al recente passato, va ricordato che siamo stati l’unico club di Super League a qualificarsi per le competizioni europee negli ultimi cinque anni». Forse, proprio per questo – e considerando che il Lugano ha chiuso nei primi sei posti del campionato da otto stagioni a questa parte – era pur lecito attendersi uno spostamento dell’asticella verso l’alto. «Ma questo non significa che la vittoria del campionato non rimanga un obiettivo – ha precisato il vicepresidente del CdA bianconero – ma bisogna rimanere anche un po’ realisti. Io e la società consideriamo in maniera estremamente positiva quanto fatto finora sul piano sportivo».
In merito a questo tema, Pelzer ha voluto aggiungere ulteriori chiavi di lettura. «Bisogna dire le cose chiaramente: avere uno nuovo stadio non ci porta automaticamente a diventare i favoriti per il titolo» – ha specificato il responsabile dell’area sportiva. «La squadra e la società di cui disponiamo sono le medesime di prima. Non ci nascondiamo, vogliamo crescere e cresceremo, ma bisogna fare un passo alla volta». Imparando, tra l’altro dagli errori commessi nel recente passato. «La scorsa estate ci è servita da avvertimento» – ha aggiunto. E a proposito delle differenze rispetto a quanto accaduto dodici mesi or sono, alcune cose sembrano essere cambiate per quanto riguarda il mercato delle uscite. «Fin da subito, abbiamo ricordato ai nostri giocatori quanto sia importante avere un atteggiamento professionale, anche durante gli allenamenti e le amichevoli. Momenti del genere, d’altronde, possono far concretizzare, o saltare, un trasferimento. Ci saranno sicuramente ancora dei movimenti – ha proseguito – poiché alcuni puntano a cambiare casacca. Ora, però, ci devono pervenire delle offerte, perché senza di quelle si parla di aria fritta». Sul fronte delle entrate, invece, i bianconeri vantano d’ora in avanti un’arma in più: «L’AIL Arena ha già avuto un notevole impatto, lo definirei un ‘‘game-changer’’. Lo stadio fa una grande differenza nel processo di reclutamento dei giocatori».
«Non vogliamo deludere»
L’inizio della stagione, ormai, è alle porte, per gli uomini di Croci-Torti. Tra una settimana esatta, infatti, è prevista l’andata del secondo turno di qualificazione di Conference League, al cospetto del Dukagjini. «Ci teniamo tantissimo a fare bene in occasione della nostra prima partita nella nuova casa – ha risposto il Crus - e abbiamo il dovere di fornire una grande prestazione per non deludere i tifosi. Sin da subito, ho percepito una grande concentrazione da parte di tutti e il ritiro in Germania è andato ottimamente. La squadra sta bene e per ora abbiamo cambiato pochi effettivi. Ricominciamo, perciò, da basi solide». Nella sua rosa, ormai è ufficiale, non figura più Amir Saipi, tra i protagonisti assoluti di questi ultimi cinque anni bianconeri. «Il discorso era abbastanza chiaro e la sua partenza era programmata da entrambe le parti» – ha sottolineato il tecnico momò. «Lui ha indubbiamente lasciato un segno in questo gruppo e pure personalmente, in termini di gestione, credo che mi abbia aiutato tanto per migliorare come allenatore. Per noi era chiaro che von Ballmoos sarebbe stato il titolare, per cui era giusto trovargli subito una soluzione adatta al suo valore, che non era quello di un secondo portiere qui».
A proposito di valore dei giocatori, il palcoscenico europeo – che il Lugano si appresta nuovamente a calcare – è estremamente riconosciuto. Partecipare alla Conference League, insomma, garantisce una vetrina molto importante per portare i propri calciatori a uno status superiore. Prendere parte regolarmente a una League Phase di una competizione continentale, non a caso, è stato uno dei tre pilastri di potenziale crescita indicati da Michele Campana (Chief Financial Officer del club). Ed è interconnesso, perlopiù, agli altri due, ovvero l’ulteriore sviluppo dei ricavi tipici (ossia tutto ciò che comporta il discorso legato ai biglietti), così come il cosiddetto «player trading», cioè la vendita dei giocatori che sono stati valorizzati. In questo senso, anche Croci-Torti ricopre ovviamente un ruolo importante. «Io devo essere bravo a vincere le partite e riuscendo in questo intento il valore dei nostri giocatori aumenta. Dobbiamo concentrarci sullo sviluppo individuale di ogni calciatore per far sì che ognuno possa rendere al meglio nella nostra struttura».
