Formula 1

Hamilton, la SF-26 e la pressione: la crisi nera di Leclerc

Anche in Austria il monegasco ha masticato amaro e ora teme la tappa di Silverstone
Il28.enne alfiere del Cavallino. © Denes Erdos
Maddalena Buila
30.06.2026 20:21

Non c’è pace per Charles Leclerc. No, nemmeno l’Austria ha saputo lenire le ferite del pilota della Ferrari. Anzi, le ha peggiorate. La qualifica aggressiva del sabato sembrava aver aperto un nuovo capitolo nella stagione finora alquanto complicata dell’alfiere del Cavallino. La prima fila conquistata alle spalle di un George Russell scatenato, e anche un pelo fortunato, nel GP in Stiria dello scorso weekend aveva persino galvanizzato Leclerc, che aveva poi speso parole al miele per sé stesso, la SF-26 e la sua scuderia. Nella gara della domenica, invece, è arrivata un’altra doccia fredda. La seconda posizione è ben presto diventata un miraggio, con Charles che ha infine chiuso la sua corsa all’ottavo posto. “Questa auto è terribile”, il duro team radio che ha lanciato al suo muretto durante la gara. Solo uno dei tanti utilizzati da Leclerc in questa stagione per sfogare l’irritazione che lo accompagna da ormai troppe tappe del Mondiale. Sì, la crisi in cui naviga il monegasco non accenna a fermarsi. Diventa sempre più nera, con il 28.enne che pare incapace di trovare i giusti mezzi per uscirne.

Il confronto con Lewis

I motivi della sua frustrazione sono molteplici. Il primo è certamente legato al costante confronto con Hamilton. Ad inizio stagione le premesse sembravano indicare un’annata che avrebbe messo in evidenza maggiormente Charles Leclerc. Di più. Un’annata in cui il monegasco avrebbe addirittura portato sulle sue spalle la Ferrari intera, con il britannico incapace di capire il mondo del Cavallino e di leggere al meglio, di conseguenza, la SF-26. Poi le cose si sono ribaltate. I guai sono iniziati dopo la pausa imposta al calendario per l’instabile situazione geopolitica in Medio Oriente, con la cancellazione del GP del Bahrein e quello dell’Arabia Saudita. Prima di allora, Leclerc aveva inanellato un terzo posto in Australia, una quarta piazza in Cina e un altro gradino basso del podio in Giappone. Con la ripresa del Mondiale, a Miami, il monegasco ha iniziato a perdere l’orientamento. In America ha chiuso ottavo, con Hamilton sesto, in Canada è giunto nuovamente quarto (ma con il britannico secondo), nel GP casalingo è stato costretto a dare un dolorosissimo forfait (con l’inglese ancora a podio), così come anche a Barcellona, dovendo assistere al contempo alla vittoria del compagno di squadra, che ha riportato la Ferrari a sorridere di nuovo dopo quasi due anni. E infine è arrivata l’Austria, di cui abbiamo già parlato. Sir Lewis, in Stiria, ha chiuso quinto. Risultati che, in questo lasso di tempo, hanno portato 79 punti nelle tasche di Hamilton contro gli appena 20 del 28.enne di Monte Carlo.

Una vettura illeggibile

All’infinito confronto con il sette volte campione del mondo, si aggiunge anche la questione dell’affidabilità della SF-26. Ormai il Cavallino ci ha abituati a vetture troppo fragili. E la creatura di quest’anno non fa eccezione. Ogni volta che viene applicato un correttivo o una nuova modifica che potrebbe cambiare le carte in tavola, dopo un primo momento di idillio, i piloti della Rossa si vedono costretti a tornare coi piedi per terra. A questo giro, a pagarne un prezzo enorme, è proprio Leclerc, che si è detto non solo frustrato, ma incapace di capire come agire di fronte alle difficoltà della sua monoposto. “Ho faticato a trovare la macchina e le gomme giuste, soprattutto nella finestra di temperatura ideale, in particolare le posteriori - ha detto Leclerc -. C’è ancora molto lavoro da fare. Penso di aver lavorato molto duramente nelle ultime settimane, ma al momento c’è sempre un motivo per cui si fa fatica. Probabilmente significa che non ho ancora un’idea chiara di cosa voglio da questa macchina. Sì, devo scoprirlo”. Ahia. Le parole di Charles Leclerc pronunciate a lato del Gran Premio di Spielberg fanno impressione. A metà stagione, detto altrimenti, il monegasco non ha ancora trovato il modo di interpretare la sua vettura.

Ma come uscire da una situazione del genere? L’unica via è vincere. Soltanto una vittoria, o quantomeno il ritorno sul podio, potrebbero davvero aiutare Leclerc a ritrovare fiducia. A Silverstone, dove si torna a correre già il prossimo weekend, Charles avrà a disposizione anche la gara sprint del sabato per provare a caricare un po’ le batterie dell’entusiasmo. Ma la verità è che, al momento, l’Inghilterra incute solo timore all’alfiere della Ferrari. Ferrari a cui, volente o nolente, rimarrà incollato per i prossimi quattro anni almeno.