La testimonianza

«I Giochi sotto casa? Meglio del previsto»

Nato meno di vent’anni fa, il quartiere di Santa Giulia sta ospitando il torneo di hockey - Per Cesare Carlizzi, presidente del Comitato che rappresenta gli abitanti della zona, la convivenza con le Olimpiadi sta andando bene: «La nuova arena accelererà lo sviluppo dell’area circostante»
Il quartiere di Santa Giulia visto dall’arena, con in mezzo il cantiere. © AP Photo/Luca Bruno
Fernando Lavezzo
18.02.2026 06:00

Uscendo dalla stazione di Rogoredo, salta all’occhio l’imponente sede di Sky Italia. Il quartiere di Santa Giulia inizia lì, da quei palazzi di vetro. Ai loro piedi, in un’area presidiata da polizia ed esercito, con tanto di mezzi blindati in bella mostra, partono la navette per l’arena dell’hockey. Una struttura che ha conquistato giocatori e tifosi, ma che nelle settimane di avvicinamento ai Giochi aveva fatto discutere per i suoi ritardi. Attorno alla pista, è ancora tutto un cantiere. Ma Santa Giulia, del resto, è un quartiere in divenire, nato quasi vent’anni fa nelle aree industriali dismesse della Montedison e della Redaelli. Come ci si vive? E come convive la gente del posto con le Olimpiadi? Ce lo racconta Cesare Carlizzi, presidente del Comitato di quartiere. «La parte dove abitiamo noi, già ultimata, dispone di servizi e comodità. È sostanzialmente tranquilla e ci vivono tante famiglie, anche giovani con figli piccoli. Evidentemente, chi arriva da fuori e si dirige verso l’arena, nota un vuoto. Il progetto originario, quello del 2005, ha incontrato varie vicissitudini, sfociando, nel 2024 e con nuova linfa, in un nuovo progetto, che si svilupperà nell’arco del tempo. Si parla di circa dieci anni».

Le prime battaglie

Cesare Carlizzi vive a Santa Giulia dal 2009. «Le costruzioni sono iniziate nel 2007 e sono state ultimate alla fine del 2008, quando sono arrivati i primi abitanti». Le lotte, per l’associazione che presiede, sono state principalmente due: «In principio, nel 2009, il tema caldo era quello del completamento delle opere di urbanizzazione. Abbiamo iniziato ad abitare in situazioni abbastanza precarie, perché non tutto era completato, comprese alcune vie e il parco. Nel 2011 c’è poi stato il noto problema delle bonifiche, che ha riguardato tutta l’area. Ha destato un po’ di preoccupazione e ha reso necessari interventi ulteriori di bonifica. Il parco, che era appena stato completato, è stato svuotato da tutta la terra e ne è stata rimessa di nuova. I tempi di messa a disposizione della cittadinanza si sono allungati e hanno riguardato anche altre parti del quartiere».

Il «boschetto» riqualificato

«Oltre a queste due grandi tematiche - prosegue Carlizzi - a Santa Giulia e nelle zone limitrofe ci sono problemi comuni a un po’ tutti i quartieri di Milano. Una decina d’anni fa era balzato alle cronache il cosiddetto ‘‘boschetto della droga’’, nell’area di Porto di Mare. Anche lì, come comitato di quartiere, abbiamo fatto diverse istanze, diversi incontri. La questione si era risolta con l’affidamento dell’area a un operatore, Italia Nostra, che ha provveduto a riqualificarla, con l’intervento congiunto delle forze dell’ordine, dell’amministrazione e dei settori dell’assistenza. Ultimamente, si è verificato un ritorno del problema, però in un’area più esterna, verso San Donato. Da noi, questo si traduce nella presenza di persone con problemi di tossicodipendenza che chiedono dei soldi».

Accelerazione

I già citati ritardi nella consegna dell’arena, non hanno invece allarmato il quartiere: «Con l’imminenza dei Giochi, ci siamo ovviamente accorti della questione, poiché doveva essere ultimata in ottobre e sono arrivati un po’ tirati. Ma prima, francamente, i ritardi non li avevamo percepiti. Sapevamo che questa struttura doveva essere costruita a prescindere dalle Olimpiadi invernali e che sarebbe stata la prima opera ad essere realizzata lì. Anzi, dal nostro punto di vista, i Giochi sono stati un acceleratore della sua costruzione, che poi trascinerà con sé anche gli altri interventi. Il cantiere ha generato un po’ di fastidio in alcune aree, in particolare in due condomini, a causa del viavai dei mezzi pesanti e del rumore. Per il resto, ci ha riguardati poco, perché è abbastanza lontano».

I commerci sorridono

La convivenza con i Giochi, che a Santa Giulia si concluderanno domenica pomeriggio con la finalissima del torneo maschile di hockey, procede abbastanza bene: «Pensavo peggio, non ho sentito grandi lamentele», afferma Carlizzi. «Non ho notato un aumento considerevole del traffico. Inoltre, la presenza di più persone sull’area pedonale rappresenta una risorsa per le attività commerciali. Abbiamo certamente notato una penetrante attività di vigilanza e a qualche abitante è capitato di essere fermato dalle forze dell’ordine per un controllo dei documenti, ma in fondo ci tranquillizza sapere che la zona è sotto controllo».

In futuro, l’arena continuerà ad essere un polo d’attrazione, soprattutto per i concerti (debutterà Ligabue il 6 maggio): «Noi - conclude il presidente del Comitato di quartiere - crediamo che i vantaggi saranno maggiori dei problemi. L’arena favorirà il completamento dell’area nord di Santa Giulia e quello della metrotranvia, che dovrebbe concretizzarsi per fine 2028, inizio 2029».

In questo articolo: