Calcio

Il giramondo del pallone si è fermato a Bellinzona

Dalla Svizzera tedesca alla Spagna, passando per l’Italia, Nusret Shehu ha fatto esperienza in diversi settori giovanili - Giunto in Ticino, sta ora dando il suo contributo all’ACB «A livello personale ho avuto un buon inizio, ma sono consapevole di poter fare molto di più»
©Samuel Golay
Thomas Schürch
Thomas Schürch
12.08.2026 06:00

Due partite giocate, altrettante sconfitte. Tre gol subìti, zero segnati. Non è certamente iniziato nel modo migliore il percorso dell’AC Bellinzona in Promotion League. Siamo tuttavia all’inizio della stagione ed è presto per esprimere giudizi. L’avvicinamento al campionato è stato inoltre caratterizzato dalle note questioni societarie, mentre per quanto riguarda l’aspetto prettamente calcistico, non sono mancati gli avvicendamenti in casa granata: dall’ingaggio dell’allenatore Francesco Pargalia all’innesto di nuovi elementi nella rosa. Tanti cambiamenti, dunque, e un processo di amalgama che richiederà inevitabilmente un po’ di tempo. Ma tra le «new entry» i profili interessanti non mancano, a cominciare da Nusret Shehu. Nativo di Yverdon, il classe 2005 ha avuto modo di fare varie esperienze fin da giovanissimo, militando nei settori giovanili – tra gli altri – di Barcellona (lasciò la Catalogna proprio nell’estate dell’arrivo in blaugrana di Lamine Yamal), Valencia, Basilea, Levante e Lazio. «Ho vissuto momenti davvero arricchenti. All’inizio è stato un po’ complicato, per via dell’adattamento, ma con il tempo mi sono abituato», racconta Shehu al Corriere del Ticino. Poter lavorare con diversi tecnici ha contribuito ad arricchire il suo bagaglio. «Tutti gli allenatori hanno qualcosa da trasmettere ed è possibile imparare da ciascuno di loro. Alcuni danno consigli su aspetti legati al gioco, altri sulla mentalità da adottare».

L’approdo nella capitale

Il lungo pellegrinaggio calcistico di Nusret, dopo un passaggio in Croazia, lo ha infine portato a Bellinzona. «Il primo aspetto che mi ha convinto a firmare per l’ACB è che si tratta di una squadra importante in Svizzera. Inoltre, quando ho parlato con la dirigenza e mi è stato illustrato il nuovo progetto, ho visto l’ambizione di portare avanti un’idea. Per questo ho detto di sì», spiega il trequartista. E il primo impatto con la nuova realtà è stato positivo. «Da quanto ho potuto constatare, qui la gente mette molta passione in ciò che fa e anche all’interno del Club ho percepito la medesima mentalità». Come detto, adesso si tratta di mettere assieme i tasselli per comporre il giusto mosaico. «È la prima volta in cui mi trovo in un contesto con così tanti giocatori nuovi, ma è si è già creato un bel gruppo, con un buon ambiente. Sembra che lavoriamo insieme da tempo».

Nessun allarmismo

Neppure il complicato inizio di stagione preoccupa il neoacquisto granata. «Conoscevo già un po' il campionato e sapevo che sarebbe stato difficile, ma penso che possiamo fare bene. Perdere è sempre fastidioso, tuttavia, abbiamo fornito delle buone prestazioni. Dobbiamo sfruttare quanto successo per migliorare in vista dei prossimi impegni». A livello personale, Nusret è partito titolare in entrambe le sfide di campionato, rimanendo in campo per tutti i 90 minuti contro l’Amical Saint-Prex. «Per me è stato un buon inizio, ma so che posso fare molto di più», rileva. «Io nasco trequartista, ma posso giocare ovunque in mezzo al campo, come mezzala e anche come playmaker».

Testa alla Coppa

Il Bellinzona è ora atteso dalla trasferta a Rotkreuz di venerdì (calcio d’inizio alle ore 20), per la sfida valida per i trentaduesimi di Coppa Svizzera. La compagine zughese milita nella Seconda Lega Interregionale, ma le partite a eliminazione diretta vanno sempre affrontate con il piglio giusto per evitare spiacevoli sorprese. «La Coppa è un torneo interessante; andare avanti nella competizione ti permette di misurarti con squadre di alto livello. Anche se affronteremo una formazione che milita in una lega più bassa, dovremo scendere in campo con la testa giusta: per noi quello di venerdì sarà un impegno importante», conclude Nusret.

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