Hockey/atletica

«Il tappo di champagne quasi un razzo come Ajla»

Karim Del Ponte, difensore dei Ticino Rockets, racconta come ha vissuto l’exploit di sua sorella, campionessa europea sui 60 m indoor in Polonia
Ajla Del Ponte raggiante dopo aver vinto l’oro sui 60 m agli Europei indoor di Torun.
Raffaele Soldati
09.03.2021 06:00

Ci sono giornate che si ricordano per tutta la vita. Momenti magici che si gustano in tivù e sui quali si torna a parlare anche un mese, un anno, dieci o cinquant’anni dopo. Karim Del Ponte ha vissuto intensamente la storica domenica di sua sorella Ajla. E ha potuto farlo anche perché era a casa a curarsi una caviglia infortunata, mentre i suoi Rockets stavano battendo il Winterthur.

«Ero sul divano di casa con mia madre e mio padre. Naturalmente, tutti trepidanti. È normale avere un po’ di ansia mentre aspetti una finale che potrebbe regalare un oro europeo sui 60 metri indoor. Guardavamo la Domenica sportiva senza sapere che ci avrebbe offerto in diretta quella gara incredibile. Meglio così. Tutto è andato velocemente. Con una rapidità quasi imbarazzante: 7’’03 con l’aggiunta di tutti quei primati di cui si è parlato e dei quali si continuerà a parlare per un po’. A casa, posso dirlo, il tappo di champagne, che nell’attesa avevamo messo sul tavolo, è schizzato quasi veloce come Ajla». Nelle parole di Karim c’è ancora tanta emozione, perché non capita tutti i giorni di ritrovarsi una sorella che sale sul gradino più alto di un podio in un campionato europeo di atletica leggera.

Il riposo del guerriero

«In mattinata mi stavo allenando con i compagni, sapendo già che sarei comunque rimasto a riposo anche contro Winterthur per recuperare in vista della prima sfida di pre-playoff in programma domani contro il Visp. Avevo insomma un pomeriggio a mia disposizione anche per seguire le fantastiche vicende di Ajla dopo le batterie, in semifinale e poi nella finalissima poco prima delle 19.00».

Hockey e atletica sono due discipline molto diverse. E diversi sono anche Karim e Ajla. «Sicuro - prosegue il difensore dei Razzi - Fra le cose che abbiamo in comune c’è certamente la passione per lo sport. Diciamo che ci seguiamo a vicenda e quando ci sono eventi di una certa importanza la curiosità cresce in modo esponenziale. Nel dicembre scorso, quando ero stato schierato per la prima volta con l’Ambrì (mi auguro che non sia stata l’ultima), Ajla che pure è tifosa dei biancoblù, ci teneva molto ad essere informata. In quell’occasione, purtroppo, perdemmo il confronto col Langnau, che già era il fanalino di coda. Ajla si interessa comunque anche delle vicende dei Rockets, soprattutto quando sul ghiaccio ci sono anch’io».

Il rapporto con l’atletica

Qual è, invece, il rapporto di Karim con l’atletica leggera? «Quando mia sorella è impegnata nelle gare, la seguo anch’io con molto interesse. Ci teniamo informati soprattutto attraverso il telefono. Mi ha raccontato spesso dei suoi allenamenti in Olanda, delle ottime gare di preparazione a questo Europeo con tempi spesso sotto i 7’’20 sui 60 metri. Sapevamo insomma che la sua trasferta in Polonia avrebbe potuto regalarci delle belle sorprese. Certo non era possibile prevedere quanto è successo. E, soprattutto, il modo con il quale ha corso la finale».

Allenamenti in comune

Ai due fratelli Del Ponte è capitato di condividere qualche allenamento fisico? «Più di una volta - afferma Karim - , soprattutto durante il periodo estivo, quando noi hockeisti ci prepariamo a secco. E, in particolare, quando ci ritroviamo contemporaneamente in Ticino. Se i nostri sport sono molto diversi, può capitare che ci consigliamo vicendevolmente su temi legati alla preparazione fisica o mentale. Insomma si discute su aspetti che non riguardano esclusivamente l’hockey oppure l’atletica».

Gli infortuni

Parliamo di infortuni. Ajla ha detto che durante la preparazione alla finale dei 60 metri era caduta e si era insanguinata una gamba. In casa Del Ponte era arrivata l’informazione? «No, almeno non in modo specifico. A giudicare da come è schizzata alla partenza e dall’allungo verso il traguardo, per fortuna non doveva essere nulla di grave. E anche le sue caviglie mi sembravano belle scattanti», risponde l’hockeista.

Cosa dice invece Karim del proprio infortunio? «Il problema alla mia caviglia era emerso dopo la prima sfida con lo Zugo Academy. Mi ero fermato per un paio di settimane e poi ero rientrato per il secondo match con gli zugani. Purtroppo la caviglia non era completamente a posto. Così ho saltato la sfida vinta con lo Chaux-de-Fonds (2-1), che ci ha regalato la qualificazione ai pre-playoff. Già domenica mi sentivo meglio, ma era più saggio stare a riposo per la partita con il Winterthur, che a conti fatti non era un incontro di grande importanza. Poi, come detto, questa pausa mi ha permesso di godermi a tutti gli effetti il lungo pomeriggio sportivo di mia sorella. Adesso Ajla può iniziare a pensare alla sua preparazione estiva con altri importanti traguardi, compresi i Giochi olimpici».

Le sfide del pre-playoff

Questa sarà invece una settimana tosta per i Rockets. «Probabilmente sarà la settimana più importante del nostro campionato. C’è molta attesa ed Eric Landry ci tiene a preparare la squadra nel miglior modo possibile. Quanto a me sono motivato e sono certo di poter offrire il mio contributo già domani in gara-1 contro il Visp. E chissà che, magari, non si riesca a chiudere la sfida ‘‘best of three’’ già venerdì nella seconda partita alla Raiffesen BiascaArena. L’eventuale gara-3 si giocherà invece domenica».