Hockey

Indisciplina e sei minuti fatali, il Lugano resta a terra a Kloten

Bianconeri sconfitti 5-2 dagli Aviatori alla prima trasferta stagionale – Troppe penalità e un'entrata in materia da incubo nel periodo centrale compromettono la serata, e la reazione non basta – Lorenzo Canonica: «Dovevamo giocare semplice»
©PATRICK B. KRAEMER
18.09.2026 23:49

Ci sono solo pochi chilometri tra la Swiss Arena e l’aeroporto di Zurigo, ma venerdì sera a Kloten il gioco del Lugano non è mai riuscito a decollare. Poca intensità, troppa indisciplina e soprattutto un inizio di periodo centrale da incubo hanno frenato la squadra di Mitell, poi incapace di reagire e così uscita sconfitta dalla prima trasferta stagionale per 5-2. Peccato, perché in un primo tempo in cui le occasioni da entrambe le parti erano state davvero poche, gli unici spunti erano arrivati proprio dai bianconeri intorno a metà periodo. La sensazione era quella di una squadra che avesse solo bisogno di tempo per prendere le misure al forechecking asfissiante dei padroni di casa, scesi peraltro in pista con soli quattro stranieri. Così, come detto, non è stato. Il disco perso da Thürkauf, all’origine dell’1-0 di Johansson al 21’07’’, ha infatti dato il via a sei minuti da incubo, nei quali il Kloten ha colpito altre due volte. «È andata proprio così», analizza a fine match Lorenzo Canonica. « Dovevamo sfruttare quelle occasioni. Sappiamo che loro chiudono molto bene gli spazi in zona neutra, rendendo difficile penetrare e rischiando di frustrarci. Ne avevamo parlato e ci eravamo detti che avremmo dovuto restare calmi. Cosa che però non abbiamo fatto».

Il tentativo di rimonta

Eppure, sul 3-0, il Lugano ha avuto il merito di rifarsi sotto. Soprattutto grazie a Fazzini, tra i pochi a cercare di cambiare l’inerzia della serata: prima l’assist per la staffilata in powerplay di Thomson - alla prima rete in bianconero -, poi lo splendido polsino del 3-2. «A quel punto avremmo però dovuto tenere le cose semplici: lavorare duro e creare traffico davanti alla porta. Insomma, tornare alle basi viste contro il Ginevra».

Una pista ostica

Una semplicità che i bianconeri non sono però riusciti a mantenere. A complicare le cose sono state infatti anche le troppe penalità, sei a fine incontro, due delle quali pagate con un gol: l’ultima ha permesso all’ex Ruotsalainen di firmare il 4-2 a metà terzo tempo. «Quando ci si ritrova spesso in inferiorità numerica è difficile riprendere il momento e le sensazioni giuste. È un aspetto su cui dobbiamo lavorare». Insomma, un passo falso spiacevole in una pista che negli ultimi anni ha spesso creato problemi. «Dobbiamo trovare le giuste contromisure contro di loro», conclude Canonica. «Ma ci sarà tempo per pensarci».

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