Infantino si scusa, ma non basta: «Fiducia persa»

La riunione del Consiglio FIFA a Zurigo ha confermato le tensioni attorno alla gestione del presidente Gianni Infantino, finito sotto pressione dopo il fallimento del progetto FIFA Forward Enterprise (FFE), che prevedeva l’apertura della struttura commerciale dei Mondiali agli investitori privati. Al centro del confronto anche la governance dell’organizzazione, la distribuzione delle riserve finanziarie e il futuro del Premio della Pace assegnato a Donald Trump.
Infantino si è scusato per gli errori commessi nella gestione e nella comunicazione del progetto FFE, ritirato definitivamente e che, ha assicurato, non sarà riproposto in alcuna forma. L’obiettivo, ha sostenuto, era aumentare gli investimenti nel calcio e distribuirli in modo più efficace. Le spiegazioni, tuttavia, non hanno convinto tutti i membri del Consiglio.
Nessuna risposta soddisfacente
«Ciò che è deludente è che non abbiamo ottenuto alcuna risposta alle nostre richieste specifiche», ha dichiarato Debbie Hewitt, presidente della Federcalcio inglese e vicepresidente della FIFA. Secondo Hewitt, Infantino ha mostrato «un certo pentimento», ma si è scusato soprattutto per non aver sottoposto preventivamente la questione al Consiglio. «Se non risponde ora alle domande, non è adatto a ricoprire la carica di presidente», ha aggiunto.
Duro anche il giudizio di Bernd Neuendorf, presidente della Federcalcio tedesca, secondo cui le risposte fornite non sono state soddisfacenti e la fiducia nel numero uno della FIFA è venuta meno. Il progetto aveva provocato forti reazioni, con esponenti di diverse confederazioni che avevano chiesto le dimissioni di Infantino. Di segno opposto la posizione di Ahmed Yahya, presidente della Federazione mauriziana, che ha difeso l’obiettivo dell’iniziativa, riconoscendo tuttavia errori nelle modalità con cui era stata portata avanti.
Sul fronte finanziario, la FIFA ha presentato il FIFA Surplus Solidarity Programme, che punta a portare a 6,35 miliardi di dollari gli investimenti previsti per il periodo 2027-2030, più del doppio rispetto ai livelli programmati. Sulla base di un avanzo stimato tra 5,2 e 5,6 miliardi di dollari per il ciclo 2023-2026, l’organizzazione intende mantenere riserve per 1,7 miliardi. I contributi a ciascuna delle 211 federazioni affiliate potrebbero raggiungere i 25 milioni di dollari, con risorse destinate anche al calcio femminile e giovanile e alle infrastrutture.
Rafforzando i controlli interni
Per rafforzare i controlli interni, il Consiglio ha inoltre istituito un gruppo di lavoro guidato dal vicepresidente Sheikh Salman bin Ibrahim Al Khalifa, incaricato di esaminare il sistema di governance e prevenire iniziative unilaterali. Entro la prossima riunione, prevista a dicembre, sarà valutato anche il Premio della Pace assegnato a Donald Trump, mentre la Commissione legale riesaminerà le procedure disciplinari.
Le tensioni non mettono ancora formalmente in discussione la presidenza, ma aprono una fase delicata per Infantino in vista del congresso elettivo di Rabat del 18 marzo 2027. La capacità di ricucire i rapporti con i suoi oppositori sarà decisiva per affrontare il voto in un clima di maggiore unità.