Playoff

Al Lugano di Tomas Mitell serve l'equilibrio perfetto

Questa sera a Zurigo va in scena gara-3 dei quarti di finale — Gli ZSC Lions conducono 2-0 Il coach bianconero non perde la fiducia: «Il terzo tempo di lunedì dimostra che i ragazzi ci credono» — Per vincere, Thürkauf e compagni dovranno dosare al meglio energia offensiva e attenzione difensiva
©Gabriele Putzu

spingi, la tiri e lei non basta mai, anche se ti dibatti, non riesci a coprirti tutto», dice Todd al professor Keating. Quando si difende bene, come in gara-1, il Lugano non segna, pur provandoci con generosità. Quando invece cerca di giocarsela a viso aperto, come ha fatto in gara-2, resta scoperto dietro, favorendo i micidiali contrattacchi degli ZSC Lions. «Dobbiamo trovare il giusto equilibrio», ammette Tomas Mitell in vista della terza sfida, in programma stasera a Zurigo. «Per come è andata la serie fin qui, possiamo vederla in due modi», aggiunge il tecnico svedese. «Da un lato c’è frustrazione, perché non siamo riusciti a vincere. Ma dall’altro c’è la consapevolezza di aver giocato un buon hockey per parecchi minuti. Ovviamente nei playoff conta solo il risultato, ma siamo contenti di come stiamo facendo molte cose. In gara-2 abbiamo creato più occasioni nitide rispetto a sabato, ma allo stesso tempo abbiamo concesso 5 reti nei primi quaranta minuti. È una cosa che non possiamo permetterci e che dobbiamo risolvere. Lo Zurigo non è duplice campione in carica per caso: è molto forte a livello offensivo e difficilmente spreca una ghiotta chance, perché ha molta qualità nell’esecuzione. Soprattutto se concedi loro delle rapide transizioni. Insomma, difensivamente dovremo essere più puliti, ma allo stesso tempo non vogliamo chiudere la partita senza segnare, come è successo sabato scorso. Bisogna trovare l’equilibrio perfetto, giocando con lo stesso livello di fiducia mostrato fin qui. Chiunque abbia visto entrambe le sfide, sa che non siamo lontani. Si tratta di restare uniti ed essere pronti per una nuova battaglia».

L’orgoglio non manca

Nei playoff conta soltanto la prossima partita. E il Lugano sa di non poterla sbagliare. «Dobbiamo restare positivi, cercando di migliorare gli aspetti che ci sono costati le prime due gare. La mia squadra sa di avere il potenziale per mettere in difficoltà lo Zurigo e l’orgoglio con cui abbiamo spinto nel terzo tempo di gara-2, arrivando a pochi centimetri dalla rimonta, dimostra che i ragazzi ci credono ancora. Dobbiamo trovare il modo di portare quei centimetri dalla nostra parte e vincere. Sul 2-1, con gara-4 in casa, diventerebbe una serie ben diversa. Personalmente, sono fiero di come la mia squadra si stia battendo contro i detentori del titolo. Ci siamo dati la chance di vincere almeno una delle prime due partite, se non addirittura entrambe. Questo sentimento, purtroppo, non ci aiuterà ad andare in semifinale, quindi cercheremo di fare dei passi in avanti e di segnare una rete in più dei Lions».

Il metro degli arbitri

Gara-2 è stata più «sporca» della prima sfida. Molti più interventi arbitrali, più risse, più emozioni da gestire. «Credo che nel complesso stiamo controllando bene l’aspetto emotivo della sfida. La penalità fischiata a Fazzini poco dopo il gol del 4-5 ci ha probabilmente tolto l’occasione di provare a pareggiare con ancora più chance di riuscita, ma non si può mai essere pienamente soddisfatti delle decisioni degli arbitri. Anche per loro non è sempre facile, stanno cercando di svolgere il loro lavoro al meglio, ma nei playoff si gioca con grande intensità e tutto va più veloce. Noi cerchiamo di concentrarci su ciò che possiamo controllare».

Numeri indicativi

Due partite sono poche per dei verdetti definitivi, ma a livello statistico alcune indicazioni sono già abbastanza chiare. Il Lugano ha tirato molto di più (67 a 44), ma l’efficacia realizzativa dello Zurigo è mostruosamente superiore: 18,18% contro il misero 5,97% dei bianconeri. E qui entrano in ballo anche i portieri: Simon Hrubec vanta una percentuale di parate del 94,03%, mentre Niklas Schlegel presenta un insufficiente 83,72%. Le cifre non dicono tutto, certo. Lunedì l’estremo difensore bianconero ha effettuato alcuni interventi importanti ed è stato spesso abbandonato. Ma il collega ceco è innegabilmente di un altro pianeta. Per quanto riguarda le individualità, alla squadra di Tomas Mitell servirebbe un maggior apporto offensivo di giocatori determinanti come Sanford, Thürkauf, Simion e Canonica. Fin qui, i più convincenti sono stati quelli della quarta linea, ma anche Kupari e Carrick, senza dimenticare il solito Fazzini, sempre nel vivo del gioco. Nei Lions, i leader offensivi non stanno tradendo le attese, con Malgin e Andrighetto una spanna sopra tutti. Ma c’è ancora tempo per raddrizzare i numeri, la serie e la stagione.

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