Alatalo, 36 anni e non sentirli: «Non chiamatemi vecchio»

Osservando la sua inconfondibile pattinata, elegante ed efficace, Santeri Alatalo ci sembra un ragazzino. Eppure, con i suoi 36 anni, 4 mesi e 13 giorni, è il quindicesimo giocatore più vecchio in National League. Escludendo i cinque portieri che lo precedono in questa classifica (Berra, Genoni, Mayer, Säteri e Zurkirchen), il difensore bianconero entra direttamente nella top 10 dei veterani. A Lugano, «Santi» è di gran lunga il più navigato. Il secondo, Nick Shore, festeggerà 34 anni tra quattro giorni. Il terzo, Alessio Bertaggia, ne ha compiuti 33 durante l’estate. «Ma io mi sento in ottima forma, non fatevi ingannare dai pochi capelli», dice Alatalo con il sorriso. «Non sento una responsabilità particolare per il fatto di essere il più anziano. In squadra abbiamo tanti ventenni e io cerco di restare giovane insieme a loro. Mi piace ancora stare in spogliatoio, mi diverto moltissimo. E di sicuro non mi sento vecchio».
Rafael Diaz, Leonardo Genoni e Jan Kovar, tre dei quattordici giocatori di National League più maturi di Alatalo, saranno di scena stasera alla Cornèr Arena, dove il Lugano ospiterà lo Zugo: «Rispetto a questi miei ex compagni sono davvero un ragazzino», scherza il terzino di origini finlandesi. «Battute a parte, loro sono leggende del nostro campionato e stanno ancora giocando un ottimo hockey».
Eleganza sulle lame
A 36 anni e con un contratto in scadenza a fine stagione, Alatalo sta evidentemente pensando anche al futuro: «La mia prima opzione è continuare a giocare in bianconero», spiega. «Mi sento molto bene, mi piace ancora giocare a hockey e credo che a Lugano stiano succedendo tante cose belle».
Reduce da una stagione positiva, Santeri spera di convincere il club con le sue prestazioni e il suo prezioso contributo alla manovra offensiva. Come detto, l’età non sembra essere un problema, nonostante il campionato svizzero sia famoso per la sua velocità: «Per continuare a competere con i più giovani servono tanto duro lavoro e tanta costanza. Non sono mai stato il giocatore più rapido, ma il pattinaggio resta il mio punto forte. Ho uno stile diverso dagli altri. Da piccolo non riuscivo a muovermi incrociando i pattini, così ho sviluppato una tecnica tutta mia. Ecco, quando non sarò più in grado di pattinare, smetterò di giocare».
Prove di difesa
Dopo due gare giocate al fianco di Mirco Müller, ieri Santeri si è allenato con Jesper Peltonen: «Ci sono sempre delle piccole differenze e bisogna adattarsi, ma ho già giocato con Jesper e mi sono sempre trovato bene. Cambiare è positivo: ti aiuta a restare concentrato e a ripensare ai dettagli».
Contro i Tori, impostisi 5-0 a Losanna e 6-2 a Davos, di concentrazione ne servirà tantissima: «Hanno segnato 11 gol in casa di due ottime squadre. E lo hanno fatto senza Kubalik, Hofmann, Martschini e Künzle. Non so cosa stia succedendo a Zugo, ma so che dovremo giocare bene in difesa. Nella scorsa stagione la solidità difensiva è stata il nostro valore aggiunto e vogliamo ripeterci. Sarà interessante mettersi alla prova contro una delle squadre più produttive in questo primo scorcio di campionato».
Follie del calendario
Il calendario di Lugano e Zugo è particolare. Anche in questa settimana i bianconeri giocheranno solo due match, entrambi in casa (sabato ci sarà il derby), mentre i Tori – a causa dei lavori in corso all’OYM Hall – disputeranno le loro prime otto gare in trasferta. «A me questa programmazione non dispiace», dice Alatalo. «Entrare nel campionato più lentamente, assorbendo il cambio di ritmo rispetto alle amichevoli, può essere un bene».
Un invito all’AIL Arena?
Tra una partita di hockey e l’altra, tanti sostenitori bianconeri si sono riavvicinati al calcio, complice la nuova AIL Arena. Un progetto che Santeri, luganese dal 2021, ha visto nascere e crescere: «Un nuovo stadio attira sempre nuovi spettatori, ma fortunatamente l’HCL può contare su una grande base di tifosi. Lugano è hockey, come dice il nostro slogan. I ragazzi dell’FCL stanno andando molto bene, sono primi in classifica. Noi cercheremo di essere al loro livello. Sarà una bella competizione tra vicini di casa per conquistare il cuore della gente. Io, all’AIL Arena, non ci sono ancora stato. Sto aspettando un invito».
