Alex Formenton si sente di nuovo a casa: «Voglio ripagare l'Ambrì per il suo sostegno»

La nota vicenda giudiziaria, conclusasi lo scorso 24 luglio con un verdetto di non colpevolezza, è alle spalle. L’aula di tribunale è solo un brutto ricordo. Ma quando parla di sé, Alex Formenton continua a soppesare ogni parola. «Sono semplicemente felice di poter tornare a giocare e di poterlo fare con l’Ambrì», ripete spesso l’attaccante canadese. Sul processo, come è comprensibile, il quasi 26.enne (compie gli anni il 13 settembre) non intende tornare. Ma anche nel raccontare le sue emozioni, il suo sollievo, il numero 10 leventinese preferisce non lasciarsi andare. Alex aveva salutato il Ticino il 24 gennaio 2024. Pochi giorni dopo, il 5 febbraio, veniva formalmente accusato di aggressione sessuale. Il 7 settembre annunciava addirittura il ritiro. Ora che si è tolto un macigno, può di nuovo concentrarsi sull’hockey. «Certamente mi sento più leggero rispetto alle mie due precedenti esperienze in biancoblù. Ho tanta voglia di giocare e di praticare lo sport che ancora amo. È bello essere di nuovo qui, insieme ai ragazzi. Spero di poter ripagare la squadra e i tifosi per il loro supporto. Tornare ad Ambrì rappresentava la mia prima scelta qualora fossi tornato in Europa. Provo un senso di lealtà nei confronti dell’HCAP».
Ritrovare le gambe
Alex Formenton non gioca una partita da Bienne-Ambrì del 20 gennaio 2024. Più di un anno e mezzo fa. «Spero di poter riprendere da dove avevo finito e di fare un passo in più. Ad esempio capitalizzando meglio le occasioni da rete. Durante l’estate mi sono allenato in Canada, insieme ad altri giocatori di alto livello. Ho lavorato nel modo più intenso possibile, spingendo al massimo. Mi sento pronto, consapevole di dover prendere una partita alla volta per ritrovare il ritmo. Il primo allenamento con i compagni è andato bene, mi sono divertito, ma ovviamente disputare un match è una cosa molto diversa, direi incomparabile. Mi ci vorrà un po’ di tempo per ritrovare le gambe. E anche il jet lag (è arrivato sabato mattina, ndr.) non è del tutto smaltito. È stato un viaggio stancante e anche l’altitudine contribuisce a spezzare un po’ il fiato, ma mi riabituerò in fretta».
In questo anno e mezzo, l’attaccante è sempre rimasto in contatto con l’ambiente leventinese: «Come detto, i compagni e il club mi sono rimasti vicini, mostrandomi il loro sostegno. In questi anni la Leventina è stata il mio luogo felice. Mi piace chiamare questo posto casa. So che la gente di Ambrì mi vuole bene e i tifosi sono sempre stati incredibili».
In futuro si vedrà
Formenton ha firmato fino a dicembre. Una soluzione che non sembra disturbarlo: «Non è una cosa a cui ho pensato molto. La priorità era tornare, rimettere in moto le gambe e giocare qualche partita. Ho lasciato la questione contrattuale in secondo piano». In questo momento, Alex e gli altri quattro giocatori canadesi finiti sotto processo insieme a lui non possono tornare a giocare in NHL, nonostante la piena assoluzione. In futuro, però, le porte della massima lega nordamericana potrebbero riaprirsi: «Non è una cosa che mi preoccupa in questo momento. Sono focalizzato sul presente, il mio obiettivo principale è giocare bene per l’Ambrì. In seguito si vedrà».
Colonia canadese
In Leventina, Formenton ha ritrovato una nutrita comunità canadese: «Questo mi è certamente d’aiuto, a cominciare dal fattore linguistico. Anche se sto cercando di imparare un po’ di italiano. Conosco bene Chris Tierney, eravamo in linea insieme ai tempi di Ottawa. Sono felice di ritrovarlo e di giocare di nuovo insieme».
